• 11 Agosto 2026
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Emergenza raccolta plastica, la Fit Cisl chiede un nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti

Plastica
Langiu: «La Regione non può limitarsi ad attendere soluzioni esterne. Deve assumersi pienamente la responsabilità di programmare e governare l’intero ciclo dei rifiuti».

CAGLIARI | 11 agosto 2026. «La crisi dei conferimenti della plastica non è un episodio imprevedibile, ma l’ennesima conseguenza di un sistema regionale frammentato e privo di un’adeguata programmazione. Da tempo chiediamo un nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, ma continuiamo ad assistere a interventi adottati soltanto quando le criticità si trasformano in emergenze», dichiara Gianluca Langiu, segretario regionale della Fit Cisl.

Per il sindacalista «il nuovo Piano non dovrà limitarsi a fotografare l’esistente, ma dovrà indicare con chiarezza quale sistema dei rifiuti vogliamo costruire nei prossimi anni. Dovrà prevedere una governance regionale effettiva attraverso l’attuazione dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale ndr), programmare i flussi e i fabbisogni territoriali, individuare piattaforme di bacino e potenziare gli impianti di selezione, recupero, riciclo e trattamento. Dovrà inoltre definire soluzioni per le frazioni non recuperabili, ridurre i trasferimenti fuori dall’Isola e garantire una maggiore autosufficienza impiantistica della Sardegna».

Secondo Langiu, la programmazione dovrà considerare anche l’aumento stagionale dei rifiuti nei territori turistici, prevedendo capacità impiantistiche di riserva e procedure regionali uniformi per affrontare eventuali criticità, senza scaricare sui singoli sindaci la responsabilità di individuare soluzioni estemporanee. «Nel nuovo Piano dovranno trovare spazio anche il lavoro e la qualità del servizio. Servono criteri omogenei negli affidamenti, clausole sociali realmente efficaci, la corretta applicazione del CCNL dei Servizi ambientali e standard regionali uniformi in materia di organici, mezzi, formazione e sicurezza. Non è accettabile che il prezzo dei ritardi della politica e delle carenze impiantistiche venga pagato dai lavoratori attraverso maggiori carichi di lavoro, turni aggiuntivi, trasferte prolungate o condizioni operative inadeguate, ulteriormente aggravate dalle elevate temperature».

La ricerca di nuovi spazi di stoccaggio può rappresentare una risposta temporanea, ma non può sostituire una vera politica regionale dei rifiuti. Per la Fit è necessario convocare immediatamente un tavolo permanente con Regione, ANCI, Province, gestori degli impianti, aziende e organizzazioni sindacali.

«Il confronto con il Governo e con COREPLA deve proseguire con determinazione, ma la Regione non può limitarsi ad attendere soluzioni esterne. Deve assumersi pienamente la responsabilità di programmare e governare l’intero ciclo dei rifiuti. I risultati raggiunti nella raccolta differenziata grazie all’impegno dei cittadini, dei Comuni e dei lavoratori costituiscono un patrimonio che non può essere compromesso. Oggi dobbiamo superare l’emergenza, ma da domani servono investimenti, tempi certi e una visione industriale capace di garantire sostenibilità ambientale, qualità del servizio e buona occupazione», conclude Langiu.

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