“Fraria 2026”, quando la parola incontra il suono

Sabato 21 marzo nella sede del Premio Ozieri lo spettacolo con Giuseppe Salis e Angelo Lombardo.
OZIERI | 19 marzo 2026. Questo sabato il “Premio Ozieri” celebra la Giornata Internazionale della Poesia con una serata speciale – ore 18:30 nel Centro di documentazione della letteratura sarda, via Amsicora 3 – aperta a poeti e appassionati che desiderano declamare una propria o altrui composizione. All’evento parteciperanno anche due artisti d’eccezione, il chitarrista Giuseppe Salis e l’attore teatrale Angelo Lombardo con lo spettacolo Fraria 2026, progetto artistico che unisce insieme musica e letteratura. Un dialogo profondo e raffinato tra chitarra e voce recitante, costruito secondo il metodo da R. Murray Schafer, padre dell’ecologia del suono, compositore e teorico canadese che ha rivoluzionato il modo di intendere l’ascolto. Ha insegnato al mondo che ogni suono ha lo stesso valore di una nota musicale, e che il silenzio stesso è parte integrante della composizione. E così in Fraria – parola sarda che significa scintilla, la luce improvvisa che squarcia il buio – la chitarra non accompagna semplicemente la voce, ma diviene essa stessa un paesaggio sonoro, trasformandosi volta per volta in vento, battito cardiaco, richiamo ancestrale. La chitarra diventa «unu lampu de lughe chi naschet dae su nudda» – un lampo di luce che nasce dal nulla.
Il repertorio di Fraria 2026 è un viaggio affascinante che mette in dialogo epoche, culture e geografie lontane. Le architetture perfette di J.S. Bach e la malinconia nobile di John Dowland fanno da contrappunto al rigore intellettuale di Antonio Gramsci e alla purezza lirica di Antioco Casula Montanaru, voce immortale della poesia sarda. Le sonorità cariche di terra di Heitor Villa-Lobos si intrecciano alla tradizione popolare sarda, evocando le radici più profonde dell’identità isolana attraverso i versi di Pietro Mura – il ramaio-poeta di Nuoro che il Premio Città di Ozieri consacrò alla letteratura – e di Forico Sechi, figura di spicco della scuola poetica di Nughedu San Nicolò. Le tensioni drammatiche di Astor Piazzolla diventano la voce ideale per la poesia civile di Refaat Alareer, il poeta palestinese ucciso a Gaza nel dicembre 2023, e per la raffinata ironia esistenziale di Wisława Szymborska, Nobel per la letteratura 1996 e voce tra le più amate del Novecento.
Nel programma c’è posto anche ad altre voci straordinarie: Jorge Luis Borges, il maestro argentino del racconto e della poesia filosofica; Léopold Sédar Senghor, poeta senegalese, co-fondatore della negritudine e primo africano a entrare nell’Académie française; Ignazio Delogu, poeta e traduttore algherese, cantore della Sardegna in italiano e in sardo; Francesco “Cicitu” Masala, Cicitu, poeta e scrittore di di Nughedu San Nicolò che ha fatto della lingua sarda uno strumento di altissima letteratura; Antonio Maria Pinna di Pozzomaggiore, voce raffinata della lirica in limba.
Giuseppe Salis, chitarrista ozierese, ha percorso un cammino che lo ha portato dal jazz — con lezioni dirette ai seminari di Nuoro con il maestro Tomaso Lama — alla chitarra classica, conseguita con diploma del X anno al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari nel 2007 sotto la guida del maestro Armando Marrosu. Ha attraversato il jazz, il fusion, la musica etnica (vincendo diversi premi con il gruppo African Flower), la musica barocca e il tango argentino con il gruppo Bonayres. Nello spettacolo Fraria, questa versatilità si trasforma in un linguaggio unico, capace di spaziare da Villa Lobos a Piazzolla, da Dowland alla tradizione popolare sarda.
Angelo Lombardo, operatore teatrale, linguistico e scrittore, è da decenni una delle voci più riconoscibili del teatro e della cultura ozierese. Formatosi con registi e pedagoghi di livello nazionale — dalla Comuna Baires di Milano al Teatro Stabile di Torino — è attivo nelle scuole del territorio Logudoro-Goceano e nell’Istituto Chircas per la tutela della lingua sarda. Poeta in rima egli stesso, con riconoscimenti in tanti concorsi dell’isola, Lombardo porta con Fraria non solo la tecnica della voce recitante, ma la comprensione profonda di ciò che la parola poetica porta con sé.
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