• 25 Settembre 2021
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Giro di vite contro medici e sanitari no vax del Nord Sardegna: in arrivo 57 sospensioni

medici e sanitari no vax del Nord Sardegna

Giro di vite contro medici e sanitari no vax. Sono 57 infatti le lettere di sospensione dal servizio inviate al personale non vaccinato operante negli ospedali del nord Sardegna.

«I primi a essere sospesi saranno i dipendenti “no vax” che lavorano nelle strutture sanitarie del nord Sardegna: sono già pronte le prime lettere di sospensione dal servizio, di cui 17 destinate ai camici bianchi dipendenti di ATS Sardegna». Così il Commissario straordinario di ARES ATS Sardegna, Massimo Temussi dopo la verifica dei dati resi noti dal Dipartimento di Prevenzione Zona Nord sulla copertura vaccinale tra i sanitari.

Ottica Muscas

Le altre missive sono indirizzate a 8 medici convenzionati e a 32 lavoratori dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari (Aou). «Il personale che non si farà vaccinare, con la sola esclusione di quelli a cui non è possibile effettuarlo per specifici motivi sanitari – fa presente il Commissario Aou Antonio Lorenzo Spano –, scatterà la sospensione immediata dello stipendio ed i trasgressori saranno sottoposti anche a possibili sanzioni ancora più pesanti se dovessimo accertare che questa loro decisione possa determinare dei cluster all’interno dei nostri ospedali».

«Stiamo già varando un piano di riorganizzazione del personale nei reparti altamente critici – prosegue Temussi –. Nel frattempo rivolgiamo un ultimo appello al senso deontologico di medici e infermieri perché si sottopongano al vaccino quanto prima, a tutela della loro salute e di tutti i pazienti».

«Ad oggi, oltre il 90% di coloro che sono ricoverati nei nostri ospedali non ha ricevuto il vaccino, molti di loro sono in gravi condizioni in terapia intensiva. Ci auguriamo che i sanitari riflettano su questi dati: l’auspicio è che il personale si vaccini per garantire un sistema sanitario senza rischi per i pazienti», conclude Temussi.

Sono comunque oltre 700 gli operatori delle strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate dell’isola, ancora non immunizzati