Premio Ozieri, 70 anni di storia e un primato nazionale
Fra tutti i premi letterari italiani, il “Città di Ozieri” è il primo ad aver ottenuto il riconoscimento di “archivio di interesse storico particolarmente importante”. Un primato assoluto, che pone Ozieri e la Sardegna al centro della cultura italiana.
OZIERI | 30 aprile 2026. Primo e unico archivio di un premio letterario in Italia a ottenere il riconoscimento di “archivio di interesse storico particolarmente importante”. È quello ottenuto dal Premio Ozieri, da 70 anni impegnato instancabilmente a tutelare e valorizzare la lingua e la letteratura sarda. L’importante notizia è stata comunicata lo scorso 17 aprile dalla dottoressa Consuelo Costa, funzionaria delegata dalla Soprintendente, durante la presentazione ufficiale dell’archivio e dell’iter che ha permesso il raggiungimento di questo significativo risultato. Un riconoscimento frutto di un impegno di squadra che ha visto protagonisti l’intera Aps Premio Ozieri, il suo direttivo, i soci, il gruppo di lavoro della giuria, gli archivisti che si sono occupati del riordino e dell’inventariazione – Stefano Tedde e Marianela Deidda – e i funzionari della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, il cui ruolo è stato determinante non solo nel riconoscere il valore del patrimonio, ma nel garantire che esso possa essere preservato e trasmesso alle generazioni future.
«Il Premio Letterario “Città di Ozieri” è il primo premio letterario in tutta Italia a essere riconosciuto come bene di interesse nazionale», ha sottolineato il presidente dell’Associazione Vittorio Ledda durante la presentazione. «Siamo orgogliosi — noi ozieresi, noi sardi — di avere questo ulteriore riconoscimento che ci consente di essere al centro del firmamento».
Soddisfatto anche il segretario e direttore artistico Marco Fenudi, che punta già ad un altro obiettivo. «Vorremmo bissare questo risultato incredibile: abbiamo idee e competenze per trasformare tutto questo patrimonio immateriale tuffandoci nel mondo digitale, per una fruizione inclusiva e universale, che dalla Sardegna raggiunga ogni angolo del pianeta».
«Un traguardo che ci riempie di orgoglio e soddisfazione alla luce di tutti gli investimenti che, come Regione, stiamo destinando proprio alla tutela e alla valorizzazione dei siti e dei beni culturali dell’isola», ha commentato Ilaria Portas, assessora regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. «Il riconoscimento – ha proseguito – è anche volto a preservare la nostra storia millenaria e il Premio è un custode assoluto e prezioso dell’identità e della lingua sarda. Auspico che la valorizzazione di questi beni avvenga anche attraverso l’innovazione tecnologica e l’accessibilità citate dal direttore artistico Fenudi, e possa diventare un’opportunità di lavoro per le giovani e i giovani e un volano di sviluppo per l’intera comunità regionale».
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