• 9 Dicembre 2021
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Istituto Bellieni di Sassari: «Un 2020 difficile ma di grande fermento»

Istituto Bellieni di Sassari

SASSARI. L’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari traccia il bilancio di un anno difficile ma non per questo privo di fermento, che segna certamente una svolta per le attività che L’Is.Be porta avanti da ormai oltre tre decenni. Un anno in cui si è dovuto fare massiccio ricorso alla modalità online per aprire le porte delle proprie iniziative agli appassionati di lingua e cultura sarda (ma non solo), permettendo a un gran numero di utenti di interagire anche a notevole distanza. Sono numerosi gli emigrati che grazie ai collegamenti web hanno potuto seguire dall’estero corsi di ogni genere.

È lungo l’elenco di iniziative, a partire dallo sportello linguistico telematico, i corsi di lingua sarda e sassarese online, i corsi di filosofia pratica, i laboratori di poesia, di cucina, di musica e di teatro. Con gli strumenti a disposizione, è stato possibile portare ancora una volta i visitatori indietro nel tempo, precisamente “In sos logos de Angioy” per approfondire il tema della Sarda rivoluzione. Non è stato trascurato l’evento “Martis in poesia”, e sono stati recuperati sentimenti di appartenenza grazie alla riscoperta delle antiche massime e “dìcios”.

Sempre attivi gli sportelli linguistici di Marrùbiu, Bono, Villanova Monteleone, Pozzomaggiore, Ossi, Sassari, che data la situazione, sono stati una scommessa ma soprattutto un’opportunità per il territorio e un’esperienza di cui fare tesoro.

È stata data vita a un’intensa attività editoriale, con la pubblicazione dei “Quaderni di filosofia” e i “Quaderni di storia” a cura di Daniela Masia, Antonello Nasone e Stefano Alberto Tedde. La pubblicazione del libro “Giustizia e perdono” di Attilio Pinna, da contestualizzare nell’ambito di una ricerca sui nuovi fenomeni di criminalità in Sardegna, condotta dall’autore attraverso la cronaca giornalistica, un continuo aggiornamento bibliografico e statistico unitamente all’esperienza quotidiana nell’attività forense.

Quindi “L’inquieto esistere. Saggio su Salvatore Satta e il giorno del giudizio: tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze” di Michele Pinna, che costituisce la prima tappa di un’attività che l’autore porta avanti da tre anni, non interrotta neanche nei momenti più difficili della pandemia. Un lavoro sull’identità della Sardegna e dei sardi, incanalato attraverso i filtri della letteratura e dell’assidua e sistematica frequentazione dei luoghi richiamati, anche sotto mentite spoglie, dagli scrittori sardi.

Di un certo rilievo è stata la produzione di importanti lavori documentaristici in dvd come “Fede, Coraggio e Polvere. L’Ardia di San Costantino a Pozzomaggiore” realizzato da Salvatore Taras, e “In Cossoine. Contos de su noighentos” a cura di Lucia Sechi. Da segnalare inoltre il recente convegno online organizzato assieme alla Coppieters Foundation di Bruxelles, a tema “L’Europa delle particolarità” per argomentare di identità dei popoli con studiosi di grande levatura.

Grazie ai laboratori linguistici, l’istituto è entrato anche all’interno del mondo della Scuola con ragionevole soddisfazione per l’interesse dei più giovani. Ulteriore occasione per parlare delle attività Is.Be è stata la partecipazione, il 29 dicembre, alla trasmissione “I dialoghi della memoria” condotta su SardegnaUno da Simona Scioni. L’ultima iniziativa del 2020 è il corso di lingua sarda “sotto l’albero”, realizzato in occasione delle festività, che è attualmente in fase di svolgimento tutte le mattine fino al 31 dicembre.