• 26 Novembre 2022
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“La misura del tempo”, venerdì a Sassari il XI convegno di archeoastronomia

Veduta dallalto del complesso nuragico di Gremanu
L’evento è organizzato dall’Associazione Aristeo e dalla Società astronomica turritana.

SASSARI. Gli affascinanti legami tra il cielo e i monumenti dell’antichità, l’interrelazione tra orientamenti astronomici, i canoni costruttivi delle strutture indagate e i loro profondi significati simbolici saranno al centro di “La misura del tempo”, undicesimo convegno internazionale di archeoastronomia in Sardegna.

L’evento, in programma venerdì 25 novembre nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna a Sassari, in via Carlo Alberto 7, è organizzato dalla Società astronomica turritana e dall’Associazione Aristeo, col coinvolgimento dell’Istituto nazionale di astrofisica, importanti atenei italiani e la Soprintendenza del mare. Ampio spazio sarà inoltre dato agli esiti delle indagini promosse dalla SAT e Aristeo in Sardegna, con il patrocinio e il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, il patrocinio del Comune di Sassari e dell’Università turritana.

Mamma in Sardegna

Nella sessione del mattino, moderata dal giornalista Pier Giorgio Pinna, dalle 9 i relatori si alterneranno su temi nazionali e internazionali: aprirà Elio Antonello, dell’Osservatorio astronomico di Brera – Istituto nazionale di astrofisica con un intervento su “Platone e i solstizi”; seguono Marcello Ranieri (Inaf di Roma) e Flavio Carnevale (Università “La Sapienza” di Roma) con “Schemi armonici pitagorici in alcune stele egizie” e Paolo Colona, dell’Accademia delle stelle di Roma, che parlerà dell’origine e del significato astronomico del mito di Orione. Ancora le costellazioni, ma stavolta nell’arte rupestre, saranno al centro dell’intervento di Alberto Cora dell’Inaf di Torino.

Si viaggia poi verso nuovi possibili siti archeoastronomici in Sicilia con la relazione di Ferdinando Maurici (Soprintendenza del Mare), Alfio Bonanno (Inaf Catania), Alberto Scuderi (Gruppi archeologici d’Italia) ed Emilio Milana, prima di trasferirsi in Egitto, al tempio di Amon-Ra nell’oasi di Kharga, con la relazione dell’archeologa Marina De Franceschini e di Giuseppe Veneziano dell’Osservatorio astronomico di Genova. La sessione mattutina si concluderà con due interventi sul mondo etrusco: Ilaria Cristofaro dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, interverrà su “Topografia e calendari nella Capua etrusca”, e Guido Cossard, dell’Associazione Ricerche e studi di Archeoastronomia valdostana, concentrerà il proprio contributo su “Il cielo degli etruschi”.

La seconda parte del convegno, a partire dalle 15,30, sarà incentrata sulla Sardegna e moderata da Elio Antonello. Flavio Carnevale e Marzia Monaco dell’Università “La Sapienza” di Roma, presenteranno “Il complesso nuragico di Romanzesu. Analisi archeometrica delle strutture templari: ulteriori considerazioni”, come parziale apporto agli studi di Aristeo e Sat. Sarà poi la volta di Simonetta Castia (Circolo Aristeo) e Michele Forteleoni (Sat), che condurranno un’analisi archeoastronomica del tempietto di Malchittu (Arzachena) e in seguito, con Lavinia Foddai, faranno tappa nelle strutture templari di Sa Carcaredda (Villagrande Strisaili) e Oes (Torralba).

Infine, Alfio Bonanno, Alberto Scuderi, Ferdinando Maurici, con Leonardo Lozito dell’Università di Bari, illustreranno il sito di possibile rilevanza archeoastronomica di Elanina, nei pressi di Frascineto (Cosenza). L’ingresso al convegno è libero e aperto a tutti.

In copertina: veduta dall’alto del complesso nuragico di Gremanu

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