• 21 Aprile 2021
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Logudorolive

Le proposte della Lega per la sanità sassarese

SS. Annuziata-sanità Sassarese-Lega

In un incontro messe nero su bianco alcune proposte della Lega per la sanità sassarese. Il Documento è stato presentato dal consigliere regionale Ignazio Manca, dal coordinatore provinciale Angelo Lorenzoni, dalla coordinatrice cittadina Marina Puddinu e dal consigliere comunale di Sassari Francesco Ginesu.

Le strutture sanitarie di Sassari, da anni già pesantemente indebolite e ridimensionate da ripetuti tagli su strutture e personale, si trovano in questo momento ad affrontare un carico di lavoro senza precedenti per una pandemia che proprio nel territorio del Nord Sardegna registra un numero di contagi maggiore rispetto al resto dell’Isola.
Alla luce di questa situazione, in una riunione tra alcuni esponenti della Lega Salvini, a cui hanno partecipato il consigliere regionale Ignazio Manca, il coordinatore provinciale Angelo Lorenzoni, la coordinatrice cittadina Marina Puddinu (nella foto) e il consigliere comunale di Sassari Francesco Ginesu, si è esaminata la situazione gestionale sul fronte dell’emergenza Covid da parte delle strutture sanitarie di Sassari. Presidi, quest’ultimi, di primaria importanza in quanto garantiscono il loro servizio all’utenza non solo sassarese, ma anche a gran parte del territorio del Nord Sardegna.

Marina Puddinu. Le proposte della Lega per la sanità sassarese

Il gruppo leghista ha raccolto alcune conclusioni utili, delle linee di intervento, molte delle quali suggerite anche da esponenti sindacali del FSI, da mettere subito in campo per dare risposte al sistema sanitario sassarese colpito pesantemente dall’emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Queste le proposte della Lega per la sanità sassarese:

  • garantire percorsi “diversificati” per tutelare pazienti cronici e operatori sanitari;
  • garantire che tutta la filiera sanitaria anticovid venga concentrata in un’unica struttura, onde evitare contaminazioni le altre strutture ospedaliere;
  • garantire che vengano salvaguardate le specialità originarie di reparti come geriatria, neurologia, pneumologia, clinica medica, in questi mesi invece convertiti in reparti Covid;
  • garantire che, agli operatori sanitari esposti a rischi di contagio maggiori, il tampone molecolare sia assicurato in modo costante;
  • garantire che gli operatori sanitari siano quotidianamente provvisti dei DPI;
  • garantire che i Covid Hotel, strutture che ospitano persone in quarantena fiduciaria, vengano localizzati quanto più possibile nelle immediate vicinanze dei presidi ospedalieri;
  • potenziare l’utilizzo dei test rapidi a tappeto (eventualmente con la collaborazione dell’Esercito).

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