• 30 Settembre 2026
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Maccheronis quasi a secco, nuova emergenza idrica in alta Baronia e bassa Gallura: stop all’irrigazione dei campi

cda consorzio di bonifica della sardegna centrale
Presenti nell’invaso sul fiume Posada meno di 2,2 milioni di metri cubi d’acqua: i provvedimenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale.

NUORO | 30 settembre 2026. Nuova emergenza idrica in alta Baronia e bassa Gallura, con l’invaso del Maccheronis, a Torpè, quasi a secco. Nel bacino sono presenti meno di 2,2 milioni di metri cubi d’acqua, una quantità non sufficiente a garantire l’irrigazione dei campi. Questa mattina a Nuoro il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, dopo la comunicazione della Regione Sardegna attraverso l’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna (Adis), si è riunito e ha adottato tutte le misure necessarie per salvaguardare la risorsa idrica residua.

«A causa del perdurare del periodo siccitoso e del ridotto volume idrico attualmente disponibile nell’invaso multisettoriale di Maccheronis, sul fiume Posada, l’Adis ha invitato il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, in qualità di gestore delle reti irrigue e di adduzione, ad adottare le necessarie misure di restrizione dell’utilizzo della risorsa idrica – è stato detto durante il Consiglio di Amministrazione convocato dal presidente Ambrogio Guiso –. Preso atto che, alla data odierna, il volume idrico presente nell’invaso è inferiore a 2,2 milioni di metri cubi, corrispondenti a circa il 10% del volume invasabile, si rende necessario procedere, con effetto immediato, all’interruzione della distribuzione dell’acqua per usi irrigui al fine di salvaguardare gli usi civili potabili e assimilati: alimentari e igienico-sanitari, e quelli destinati all’abbeveraggio del bestiame. Inoltre per il comparto agricolo, dietro motivata richiesta, potranno essere rilasciate deroghe per serre, vivai e frutteti specializzati. Le relative autorizzazioni saranno valutate dal Consorzio di Bonifica in relazione alle disponibilità effettive della risorsa e alle priorità individuate nell’attuale fase di criticità».

Contestualmente alle misure di razionalizzazione, il Consorzio, sempre su richiesta dell’Adis, sta predisponendo le attività necessarie per l’attivazione, come già successo in passato, di un sistema di sollevamento idrico provvisionale dal fiume Posada, finalizzato all’alimentazione del potabilizzatore comunale di Torpè, che a breve non sarà più raggiungibile a gravità dall’invaso di Maccheronis. I tempi tecnici attualmente stimati per l’installazione e la messa in esercizio del sistema sono di circa dieci giorni, compatibilmente con le condizioni operative e con le attività necessarie alla realizzazione dell’intervento.

Il Consorzio di Bonifica evidenzia che, qualora dovessero permanere le attuali condizioni di disponibilità idrica o dovesse verificarsi un ulteriore peggioramento, «sarà necessario procedere con misure di restrizione più gravose, fino alla chiusura totale delle reti di distribuzione irrigua al fine di salvaguardare la risorsa residua per i prioritari usi civili e l’abbeveraggio del bestiame». Invita pertanto le Amministrazioni comunali interessate ad «adottare i provvedimenti di propria competenza finalizzati a promuovere il massimo contenimento dei consumi e a vietare gli utilizzi non essenziali della risorsa idrica».

La popolazione è infatti chiamata a contribuire alla salvaguardia della risorsa idrica e i Comuni «dovranno adottare – specifica ail Consorzio – specifici divieti di utilizzo dell’acqua per il lavaggio degli autoveicoli, l’irrigazione e l’annaffiatura del verde pubblico attrezzato e del verde privato, nonché gli altri impieghi non indispensabili al fabbisogno domestico e civile».

L’Amministrazione del Consorzio invita inoltre tutti i Consorziati del comprensorio del Posada a «un uso responsabile e razionale della risorsa idrica. Il mancato rispetto del divieto di utilizzo della risorsa per usi irrigui, laddove non esplicitamente autorizzati, comporterà la sigillatura dei punti di prelievo e l’applicazione delle sanzioni amministrative per il distacco e l’eventuale futuro riallaccio dell’utenza».

Per Ambrogio Guiso e il gruppo in Consiglio di Amministrazione del Consorzio «continua a rimanere primaria la necessità di un nuovo invaso perché – spiegano -, la diga di Maccheronis soddisfa un bisogno annuale. Non possiamo continuare a sperare nelle piogge, ma serve una programmazione seria tenendo conto dell’aumentato carico demografico e turistico e dei cambiamenti climatici. Continuiamo a ribadire l’importanza di un nuovo invaso, e la soluzione della diga di Abba Luchente ci sembra quella più immediata e fattibile».

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