• 9 Marzo 2021
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Logudorolive

Monitoraggio Covid fondazione Gimbe: stop discesa nuovi casi

Covid

Esauriti gli effetti del Decreto Natale si ferma la discesa dei nuovi casi, in alcune regioni segnali d’inversione di tendenza. Vaccini: con le forniture al palo, priorità solo a seconde dosi.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE ha rilevato nella settimana 27 gennaio-2 febbraio 2021, rispetto alla precedente, una stabilizzazione del numero dei nuovi casi (84.652 contro 85.358). Scendono invece i casi attualmente positivi (437.765 contro 482.417), così i ricoveri con sintomi (20.317 contro 21.355), le terapie intensive (2.214 contro 2.372) e i decessi (2.922 contro 3.265).

«Esauriti gli effetti del Decreto Natale – afferma il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta – si arresta la discesa dei nuovi casi settimanali, sostanzialmente stabili guardando al dato nazionale, mentre in diverse Regioni s’intravedono i primi segnali di un’inversione di tendenza». Infatti, rispetto alla settimana precedente, in 9 Regioni risale l’incremento percentuale dei nuovi casi e in 5 Regioni si registra un aumento dei casi attualmente positivi per 100.000 abitanti.

«Segnali – ribadisce il Presidente – che invitano a tenere alta l’attenzione sulla diffusione delle nuove varianti, potenziando il sequenziamento del virus ove si rilevano incrementi anomali dei nuovi casi».

«A livello ospedaliero – spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – nonostante un’ulteriore lieve discesa di ricoveri e terapie intensive, l’occupazione da parte di pazienti COVID supera in 5 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 6 Regioni quella del 30% delle terapie intensive».

Forniture vaccini

Sulla base delle decisioni prese durante l’incontro tra Governo, Regioni e Commissario per l’emergenza del 3 febbraio, le forniture previste per il primo trimestre 2021 sono di 7,56 milioni di dosi della Pfizer-BioNTech, 1,32 milioni di Moderna e 5,3 milioni di dosi di AstraZeneca.

Complessivamente nel primo trimestre, considerando anche le 480.000 consegnate nel mese di dicembre 2020, si stima la disponibilità di 14,7 milioni di dosi (di cui già consegnate quasi 2,4 milioni) che permetterebbero di completare il ciclo vaccinale di 7,3 milioni di persone (circa 12% della popolazione). «In conseguenza degli annunciati ritardi – precisa Gili – le forniture si concentreranno nella seconda metà del primo trimestre e per la maggior parte nel mese di marzo. Senza un imponente potenziamento della macchina organizzativa, quindi, sarà impossibile somministrare tutte le dosi prima di fine aprile».

Somministrazioni vaccini

Al 3 febbraio (aggiornamento ore 14.02) hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 808.306 persone (1,36% della popolazione), con marcate differenze regionali: dallo 0,80% della Calabria all’1,89% dell’Emilia-Romagna. Inoltre, negli ultimi 12 giorni, a causa dei ritardi nelle consegne, sono state somministrate quasi esclusivamente seconde dosi. Complessivamente, il 71% delle dosi sono state destinate a “operatori sanitari e sociosanitari”, il 19% a “personale non sanitario”, il 9% a “personale ed ospiti delle RSA” e l’1% a “persone di età ≥80 anni”.

«Nel bel mezzo della crisi di Governo – conclude Cartabellotta – stiamo attraversando una delle fasi più critiche della pandemia: da un lato l’inevitabile rallentamento della campagna vaccinale, segnata da continue revisioni al ribasso delle forniture, dall’altro i primi segnali di aumento di circolazione del virus, indubbiamente sottostimata. Ma soprattutto incombe la minaccia delle nuove varianti, già sbarcate in Italia, che rischiano di far impennare la curva dei contagi. Nel frattempo, in un’Italia quasi tutta gialla ci si continua ad appellare, in maniera paternalistica, al buon senso dei cittadini che in realtà non fanno solo che adeguarsi a quanto permesso».