Ozieri. “Diversamente giovani”, venerdì la presentazione della ricerca condotta dalla Caritas
Il direttore don Antonio Loi: «Sarà un’occasione per riflettere insieme su come rendere Ozieri una comunità sempre più attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone».
OZIERI | 23 giugno 2026. Venerdì 26 giugno alle ore 18:30, nella chiesa di San Francesco, sarà presentata la ricerca “Diversamente giovani” durante l’incontro “Tessitori di Legami nella comunità ozierese”. L’indagine, frutto di un lavoro sinergico tra la Caritas diocesana di Ozieri e il Servizio Studi e Ricerche di Caritas Sardegna, ha coinvolto un gruppo di cittadini del territorio con più di 65 anni, che hanno condiviso esperienze, riflessioni, ricordi, ma anche bisogni concreti e aspettative per il futuro.
La serata, condotta da Stefania Pusceddu, responsabile della comunicazione di Caritas Sardegna, si aprirà con il racconto, a cura della Caritas ozierese, della nascita del progetto e la relazione del responsabile del Servizio Studi e Ricerche, Raffaele Callia, che presenterà i principali dati emersi dal lavoro. Subito dopo, la parola passerà ai volti e alle voci dei protagonisti. Seguirà una tavola rotonda, alla quale prenderanno parte, tra gli altri, il vescovo diocesano mons. Corrado Melis e il sindaco di Ozieri Marco Peralta.
«La ricerca Diversamente giovani – commenta il direttore della Caritas diocesana di Ozieri, don Antonio Loi – ci ricorda che gli anziani non sono solo portatori di bisogni, ma custodi di esperienze, relazioni e speranza. Con questa iniziativa vogliamo restituire alla comunità la voce degli anziani di Ozieri, raccolta attraverso un percorso di ascolto “di casa in casa” che ci ha permesso di conoscere bisogni, desideri e risorse spesso poco visibili. Invito tutti a partecipare a questo momento di confronto, perché una comunità cresce quando sa valorizzare le relazioni e riconoscere negli anziani una presenza preziosa per il futuro di tutti. Sarà l’occasione per riflettere insieme su come rendere Ozieri una comunità sempre più attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone, anche di quelle che sono nascoste ai nostri occhi».
La ricerca rappresenta, dunque, un punto di partenza per definire i prossimi passi con proposte e obiettivi sociali da portare avanti, creando una rete di solidarietà dove gli over 65 non siano semplici destinatari di cura, ma protagonisti attivi della comunità.
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