• 20 Agosto 2026
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Monti, la Compagnia teatrale di Bono e del Goceano porta in scena all’Anfiteatro comunale “Nigola”

Monti panorama dell'abitato
Al centro dell’opera scritta dal prof. Salvatore Buccudu il tema dei diritti e dell’identità di genere.

MONTI | 20 agosto 2026. Venerdì 28 agosto a Monti presso l’Anfiteatro comunale “Giovanni Battista Isoni” la Compagnia teatrale di Bono e del Goceano porterà in scena alle 21 “Nigola”, opera scritta dal prof. Salvatore Buccudu. Organizzato dall’Associazione Erèntzia l’evento chiuderà il cartellone del MAMFEST 2026 che già alla sua prima edizione ha brillato nel panorama degli appuntamenti estivi non solo della Gallura ma della Sardegna intera. Si tratta di un dramma teatrale in due atti che in sardo logudorese affronta una tematica importante: identità di genere e inclusione in un mondo e in un tempo in cui l’argomento è spesso un tabù, richiama morbosità e gronda di pregiudizio.

Il debutto del dramma teatrale il 17 maggio a Bono è legato alla Giornata contro l’omotransfobia per attribuire un significato ancor più profondo al messaggio da donare al pubblico: il giovane Nigola fa coming out in un paese del centro Sardegna dove è difficile mostrarsi senza maschere perché il peso degli sguardi e la tagliente arma della lingua appesantiscono un cuore che vorrebbe solo amare, in serenità e libertà. Non prevaricando, non ostacolando, non offendendo. Vorrebbe solamente poter esprimere in libertà i propri sentimenti. E la vita di Nigola è uguale a quella di tutti coloro che affrontano le stesse difficoltà e le medesime ostilità, in Sardegna come nel resto del mondo e oggi più che mai con una violenza gratuita che fa paura. La storia di Nigola ci fa capire che la libertà senza diritti non è vera libertà e che alla base di ciascun diritto c’è conoscenza e consapevolezza. Nigola si deve scontrare con l’ottusità di chi pensa di sapere tutto e di avere ragione su tutto, anche sulla vita degli altri. Quel ragazzo che ha la forza di essere se stesso troverà poi nella saggezza delle donne del paese caldo abbraccio e dolce conforto perché fortunatamente l’essere umano sa anche offrire occasioni di verità e autenticità.

Nigola è sì, il ragazzo che vuole essere se stesso e desidera amare, ma è anche ognuno di noi perché rappresenta quella libertà che non è privilegio e quel diritto che non è tutela se non esiste cultura del rispetto e della vita. In tutte le sue forme e sfaccettature. E se il teatro, che è comunicazione, è capace di far capire che la libertà di diritto è essa stessa manifestazione di civiltà e progresso ecco che la sua più nobile vocazione si realizza perché diventa coscienza. Attraverso questo dramma teatrale l’Associazione Erèntzia vuole continuare a contribuire, nel suo piccolo, a creare bellezza e occasioni di crescita perché una comunità che riflette e agisce può considerarsi salva.

Piera Anna Mutzu

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