Nessun rinforzo al Commissariato di Olbia: la denucia dei sindacati
SIULP, SAP, SIAP, Fed. Co.I.S.P.-Mo.S.A.P. e SILP CGIL chiedono «una revisione immediata e strutturale dei criteri di assegnazione del personale nella provincia di Sassari».
OLBIA | 10 agosto 2026. La Questura di Sassari e il Commissariato di Alghero hanno ricevuto un contributo di personale insufficiente rispetto alle reali necessità, mentre per il Commissariato di Olbia non è stato previsto alcun rafforzamento. Questo è il punto centrale della presa di posizione delle segreterie provinciali del SIULP, SAP, SIAP, Fed. Co.I.S.P.-Mo.S.A.P. e SILP CGIL, che esprimono «profonda delusione e forte preoccupazione» per le recenti decisioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sulle assegnazioni del personale della Polizia di Stato agli Uffici ddel Nord Sardegna. Secondo i sindacati, le destinazioni degli agenti neo-formati e i trasferimenti del ruolo Agenti-Assistenti «non rispondono alle esigenze di sicurezza più volte rappresentate, né appaiono fondati su criteri oggettivi, trasparenti e coerenti con la realtà operativa dei territori».
L’esempio lampante è il Commissariato di Olbia, «un Ufficio chiamato a gestire quotidianamente uno dei carichi operativi più elevati della regione, con una domanda di sicurezza in costante crescita», sottolineano i segretari provinciali Massimiliano Pala, Tiziano Tolu, Angelo Chessa, Francesco Casu e Alessandro Cosso. «Ogni giorno – spiegano – si registrano 20-25 interventi, spesso complessi e caratterizzati da forte tensione, che richiedono l’impiego simultaneo di più operatori. Si tratta di attività che spaziano da violenze domestiche, aggressioni, rapine e reati predatori, fino a incidenti stradali, interventi di polizia giudiziaria, soccorsi a persone in stato di alterazione, servizi di ordine pubblico e gestione di emergenze».
A pesare sul lavoro degli agenti c’è anche la situazione di grave allarme urbano nel centro della città, in particolare tra corso Vittorio Veneto e l’area della Basilica di San Simplicio, dove – denunciano i segretari – «si registra una presenza stabile di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, con comportamenti incivili, intimidatori e talvolta aggressivi nei confronti degli operatori della Polizia di Stato. Una condizione che alimenta insicurezza tra residenti, commercianti e turisti e che impone presenza costante, monitoraggio continuo e interventi tempestivi. È evidente – rimarcano – che tali esigenze non possono essere fronteggiate con un organico che rimane ben al di sotto delle reali necessità operative».
Detto questo, le cinque sigle sindacali ribadiscono che l’assegnazione degli agenti nei presidi dovrebbe tenere conto del «volume e della complessità degli interventi, della popolazione residente e dei flussi turistici, degli indici di criminalità, dell’estensione territoriale, della presenza di infrastrutture e obiettivi sensibili, delle attività economiche e commerciali e della capacità di risposta richiesta ai presìdi. Solo una valutazione complessiva di tali elementi – evidenziano – potrà garantire una distribuzione del personale realmente aderente alle esigenze dei territori».
Da qui la richiesta al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di «una revisione immediata e strutturale» dei criteri di assegnazione degli agenti nei presidi della provincia di Sassari, «affinché la Polizia di Stato possa garantire risposte adeguate alle comunità che serve e tutelare gli operatori che ogni giorno affrontano un carico operativo non più sostenibile».
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