• 18 Marzo 2026
  •  

Oltre 3mila agricoltori e allevatori a Cagliari per la mobilitazione di Coldiretti

Coldiretti manifestazione Consiglio regionale
Portate sul tavolo della politica regionale tutte le emergenze che stanno minando il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento nell’isola.

CAGLIARI | 18 marzo 2026. Oltre 3 mila tra agricoltori, allevatori e pescatori hanno partecipato questa mattina a Cagliari alla manifestazione organizzata da Coldiretti Sardegna. Il corteo, accompagnato da decine di trattori, ha raggiunto il Consiglio regionale in via Roma, dove si è svolto un sit-in con bandiere, striscioni e cartelli davanti al palazzo della politica. Nel corso della protesta si è tenuto anche un incontro tra una delegazione dell’associazione, il presidente Piero Comandini e i capigruppo per discutere il documento di Coldiretti e ottenere risposte sulle principali vertenze dell’agricoltura sarda. Accanto al mondo delle campagne erano presenti in piazza anche numerosi sindaci e amministratori locali, arrivati nel capoluogo isolano per sostenere il comparto produttivo.

Incontro Coldiretti presidente Consiglio regionale e capigruppo
L’incontro di Coldiretti con il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e i capigruppo di partito

La mobilitazione, secondo fonte Coldiretti, pare abbia già dato i primi frutti, tant’è che sono arrivate le prime risposte da parte della politica regionale sui punti importanti del documento che agricoltori allevatori e pescatori hanno portato a Cagliari. Dagli impegni sui pagamenti per le calamità naturali per arrivare a dare risposte a tutte le aziende colpite, ai passi avanti sulla dermatite bovina, per quanto riguarda i pagamenti alle aziende, passando per la questione dei trasporti delle merci, in particolare in questo periodo di rincari. Ma anche impegni precisi sulle grandi riforme del sistema idrico e delle agenzie regionali per puntare a un taglio della burocrazia. È stato inoltre confermato che sarà portata e approvata in aula una mozione sul codice doganale e l’ultima trasformazione sostanziale delle merci, per cercare di tutelare anche in Sardegna gli agricoltori sulle importazioni di prodotti stranieri che prendono la cittadinanza isolana.

«Quella di oggi non è stata una protesta contro qualcuno ma per stimolare la politica isolana sulle importanti decisioni da prendere per tutelare un comparto fondamentale per l’economia e la società sarda», sottolineano il presidente e direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba. «Una mobilitazione concreta – spiegano – per riportare al centro dell’agenda politica il valore strategico dell’agricoltura. Gli imprenditori agricoli non chiedono assistenzialismo ma condizioni per lavorare: una pubblica amministrazione efficiente, tempi certi nelle risposte e politiche che difendano davvero il reddito delle imprese». 

«Difendere l’origine dei prodotti significa difendere il reddito degli agricoltori ma anche garantire trasparenza e correttezza nei confronti dei consumatori» – sottolineano Saba e Cualbu. «Oggi le imprese agricole europee lavorano con standard ambientali, sanitari e di benessere animale tra i più rigorosi al mondo. Non è accettabile che sui nostri mercati arrivino prodotti provenienti da Paesi dove queste regole non esistono o sono molto più deboli. Per questo chiediamo che il principio di reciprocità venga applicato davvero negli scambi commerciali: chi vuole vendere in Europa deve rispettare le stesse regole che vengono richieste alle nostre imprese». Accanto a questo – concludono Saba e Cualbu – è necessario «intervenire sulle distorsioni che oggi consentono a materie prime estere di essere trasformate e commercializzate come italiane o associate all’immagine dei nostri territori. La revisione del codice doganale europeo e il rafforzamento dei controlli sull’origine sono passaggi fondamentali per tutelare il valore delle produzioni sarde e difendere il lavoro delle nostre aziende». 

Tra le priorità indicate da Coldiretti figurano anche lo sblocco immediato delle risorse e delle pratiche amministrative, la realizzazione di una vera continuità territoriale per il trasporto delle merci, un piano strutturale per la gestione dell’acqua e l’efficientamento delle reti idriche, interventi per la gestione della fauna selvatica che sta provocando danni sempre più gravi alle aziende, e misure per sostenere il comparto bovino colpito dall’emergenza dermatite e dalla perdita di reddito legata agli abbattimenti. Al centro della piattaforma anche la difesa delle produzioni sarde sui mercati, con la richiesta di rivedere il codice doganale europeo per impedire che materie prime estere possano essere commercializzate come italiane o associate all’immagine della Sardegna dopo una semplice trasformazione finale. Tra gli altri temi rilanciati nella mobilitazione anche il sostegno al settore della pesca e alle marinerie sarde, sempre più in difficoltà tra aumento dei costi, limiti normativi e concorrenza internazionale, e le misure per contrastare le speculazioni sui prezzi del gasolio agricolo e dei costi energetici legate alle tensioni geopolitiche e ai conflitti internazionali, che stanno incidendo pesantemente sui bilanci delle aziende.

Riproduzione riservata © Logudorolive

Leggi le altre notizie su logudorolive.it

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Logudorolive nella tua casella di posta, inserisci il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.