Oschiri, intitolato il “Parco della vita” al finanziere Salvatore Angius

Esempio di fedeltà allo Stato, si rifiutò di collaborare con le forze naziste fino all’estremo sacrificio.
OSCHIRI | 24 aprile 2026. Una giornata densa di significato, memoria e profonda riflessione quella vissuta oggi dalla comunità di Oschiri, dove è stato ufficialmente intitolato il “Parco della Vita” – ex giardinetti di viale Italia – a Salvatore Angius, Maresciallo Capo della Guardia di Finanza e insignito della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica.
La cerimonia, solenne e partecipata, ha reso omaggio a una figura che rappresenta uno dei più alti esempi di dedizione, senso del dovere e fedeltà alle istituzioni. Salvatore Angius, originario di Oschiri, prese parte alle operazioni militari durante la Seconda guerra mondiale, distinguendosi per impegno e valore. Nel corso della sua carriera ricevette importanti riconoscimenti, tra cui due Croci al Merito di Guerra e la Croce per Merito di Servizio.

Un momento decisivo della sua vita arrivò all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943. Di fronte alla scelta tra collaborare con le forze naziste o affrontare la prigionia, Angius scelse con fermezza la lealtà allo Stato italiano, rifiutando ogni compromesso. Una decisione che segnò l’inizio della sua deportazione nei campi destinati agli Internati Militari Italiani. Internato nel campo di Tambov, in territorio sovietico, affrontò condizioni durissime segnate dal freddo estremo, dalla denutrizione e da gravi difficoltà sanitarie. Qui perse la vita nel gennaio del 1945, all’età di 41 anni, testimoniando fino all’ultimo il proprio senso di responsabilità e l’incrollabile fedeltà ai valori in cui credeva.
Il suo sacrificio rappresenta ancora oggi un monito potente: anche nei momenti più drammatici della storia, è possibile scegliere la coerenza e la dignità. Angius, davanti alla via più facile, preferì restare fedele allo Stato e alla propria coscienza, affrontando la sofferenza fino all’estremo sacrificio.

A suggellare il riconoscimento dello Stato, il nipote Giorgio Angius ha ritirato la Medaglia d’Onore conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalle mani del Prefetto di Cagliari, Gianfranco Tomao. Un’onorificenza che si aggiunge a quelle già ricevute in vita e che rappresenta il sigillo definitivo all’integrità morale e al senso del dovere di un servitore delle istituzioni.
Alla cerimonia hanno preso parte numerosi cittadini, gli alunni degli istituti scolastici locali, i familiari – tra cui il figlio e i nipoti – e i rappresentanti delle principali istituzioni civili e militari: la Prefettura e la Questura di Sassari, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, oltre al parroco don Luca Saba e ai rappresentanti della municipalità.
Le celebrazioni si sono aperte presso il monumento ai caduti in guerra in Piazza Nuccio Floris, con la deposizione di una corona di fiori alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, in un momento di raccoglimento e memoria condivisa. Di grande intensità le parole del sindaco di Oschiri, Roberto Carta, che hanno dato avvio alla cerimonia. Un intervento carico di significato, reso ancora più attuale dalla concomitanza con la Festa della Liberazione e dal contesto geopolitico internazionale, che ha invitato tutti a riflettere sul valore della libertà e della responsabilità civica. Particolarmente toccante anche la testimonianza del nipote di Salvatore Angius, giunto da Cagliari insieme ad altri familiari, che ha sottolineato il forte e indissolubile legame che ancora oggi unisce la famiglia alla comunità di Oschiri.
A rendere ancora più intensa la cerimonia, la lettura di una poesia scritta dalla poetessa Veronica Palmas, capace di dare voce, con sensibilità ed emozione, al ricordo e al sacrificio di Angius.
L’intitolazione del “Parco della Vita” non è solo un gesto simbolico, ma un impegno collettivo a custodire la memoria e a trasmettere alle nuove generazioni i valori di chi ha scelto, fino alla fine, di restare fedele alla propria coscienza e allo Stato. Un luogo che da oggi porterà con sé una storia di coraggio, dignità e amore per l’Italia.
Giovanni Putzu
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