• 20 Febbraio 2026
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Ozieri. Esondazione del Rio Mannu, la testimonianza di chi ha vissuto una notte di grande paura

Prima pagina esondazione Rio Mannu
Danni ingenti a case, auto e attrezzi da lavoro e agricoli, sommersi dall’acqua e dal fango dopo lo straripamento del fiume.

OZIERI | 19 febbraio 2026. Sono pesanti i danni provocati dallo straripamento del Rio Mannu di Ozieri, che nella notte di domenica 15 febbraio ha rotto gli argini, devastando diverse abitazioni presenti nella zona di Pont’Ezzu, a poche centinaia di metri dal quartiere di San Nicola. Negli occhi dei residenti sono ancora impresse quelle ore di grande paura, vissute con il cuore in gola. L’acqua, con tutta la sua forza, è entrata dentro le case, arrivando, in alcuni casi, ad allagare perfino le camere da letto poste nei piani rialzati.

L’esondazione del fiume è iniziata poco prime delle 3 del mattino. «A quell’ora dormivamo tutti e non ci siamo accorti di nulla finché – racconta Mario – non è saltata la corrente. Mentre stavo per andare a riattivare il contatore, ho sentito l’acqua sotto i miei piedi. A quel punto ho svegliato mia moglie e sono andato a visionare le telecamere esterne e ho visto un mare d’acqua tutto intorno alla casa. Con mio figlio siamo usciti fuori e, arrivati a stento al cancello d’ingresso, abbiamo intravisto in lontananza i lampeggianti dell’auto dei Carabinieri, che subito con la voce amplificata da un megafono hanno cercato di tranquillizzare noi e l’altra famiglia che abita non lontana dalla nostra proprietà, dicendoci che avevano già allertato i Vigili del Fuoco». Una presenza non casuale, quella dei militari della Compagnia di Ozieri nella zona, che hanno avuto l’intuizione di fare una ricognizione nell’area di Pont’Ezzu sapendo dell’ingrossamento del fiume più a monte, nella zona di Occhetta.

Inondazione Rio Mannu 4

Momenti di grande apprensione li ha vissuti anche Mauro con la sua famiglia. «Sono salito sopra il tetto di casa per cercare di segnalare ai soccorritori la nostra posizione con una torcia», racconta ancora scosso dall’accaduto. «Mi chiedevano di indicare la strada, ma era impossibile, perché non c’era più. Era tutto buio, si sentiva solo il rumore dell’acqua che scorreva impetuosa. La mia più grande preoccupazione in quel momento era per le mie due figlie (una di 9 anni, l’altra di soli 2 mesi ndr) e mia moglie».

Il salvataggio è iniziato intorno alle 6 del mattino, mentre il livello dell’acqua continuava a salire pericolosamente. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Ozieri con le squadre specializzate in interventi acquatici giunte dal Comando provinciale di Sassari, hanno affrettato le operazioni e raggiunto nel più breve tempo possibile le abitazioni con i gommoni, riuscendo a portate al sicuro 12 persone e i loro cani.

Vigili del Fuoco

Tra le famiglie soccorse anche quella di Massimo e Mario, che abitano nella zona da molti anni con i loro due anziani genitori. «Non abbiamo mai visto il fiume straripare con questa forza e portata», affermano i due fratelli, ancora increduli per quello che è successo. «Un’esperienza allucinante, che non auguriamo a nessuno di vivere».

Tutte le proprietà hanno subito gravi danni. Mobili, arredi, elettrodomestici, attrezzi da lavoro e agricoli risultano ormai inservibili. Danneggiate anche diverse automobili. Alcune aziende hanno perso pure animali.

Con l’aiuto di familiari e amici, si sta lavorando senza sosta per ripulire gli ambienti e sistemare tutto. Per qualcuno servirà però del tempo prima di ritornare alla normalità. Tre nuclei familiari, infatti, non possono rientrare nelle proprie abitazioni, ancora invase dal fango e con i muri intrisi d’acqua. Tra i problemi più urgenti segnalati, c’è pure quello dello smaltimento dei rifiuti ingombranti accumulati, che devono essere conferiti in discarica con mezzi pesanti.

Inondazione Rio Mannu 1

Lasciata alle spalle la brutta avventura, tutte le persone colpite dalla calamità desiderano ringraziare i due Carabinieri, Rubattu e Fara, per aver allertato i soccorsi in tempo e aver dimostrato non solo grande professionalità nel gestire l’emergenza, ma anche vicinanza nelle ore successive all’evento. Un grandissimo grazie esprimono inoltre ai Vigili del Fuoco, il cui intervento è stato determinante per mettere tutti in salvo; alla Protezione Civile di Ozieri per il prezioso lavoro; al Corpo Forestale, alla Croce Ottagona e a tutte quelle persone – familiari e amici inclusi – che si sono messe a disposizione offrendo ogni tipo di aiuto. Tra queste, la ditta Ganadu e l’ex campione di tiro a volo, ora direttore tecnico della nazionale di skeet, Luigi Lodde, che ha salvato la cagnolina Dalia, ormai in balia dell’acqua.

La speranza per tutti è ora quella di poter essere risarciti per i danni subiti e che venga programmata, specialmente in prossimità del ponte, la pulizia del letto del fiume. Un’operazione mai effettuata negli ultimi decenni e che ha contribuito senza dubbio allo straripamento, proprio in quel determinato punto, del Rio Mannu. Uno dei principali corsi d’acqua che alimentano il lago Coghinas.

Luigi Lodde
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