• 29 Gennaio 2022
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Sanità Sassarese, i sindacati: «Situazione drammatica, non c’è più tempo da perdere»

SS. Annunziata Sassari

Le segreterie di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl restano in attesa di un incontro con i rappresentati politico-istituzionali del nord ovest della Sardegna.


SASSARI. Pare sia caduto nel vuoto l’invito ad aprire un tavolo istituzionale utile a discutere della Sanità Sassarese e in particolare del presidio Alghero-Ozieri. A lamentare questo le segreterie sindacali territoriali di Cgil-Fp (Paolo Dettori, Toto Terrosu, Antonio Canalis), Cisl-Fp (Antonio Monni, Gianmario Sardu) e Uil-Fpl (Augusto Ogana) che il 10 settembre scorso avevano sollecitato con un documento i consiglieri regionali del Sassarese, il presidente e i sindaci della conferenza territoriale socio-sanitaria a un confronto per esaminare le numerose problematiche che stanno attanagliando il sistema sanitario ospedaliero.

Con una seconda nota datata 28 settembre e indirizzata agli stessi rappresentati politico-istituzionali del Nord Ovest della Sardegna, i tre sindacati hanno ripresentato la proposta confidando ancora nella volontà di «’fare squadra» con le forze politiche, con l’obiettivo di costruire insieme una proposta per il territorio, nell’interesse dei cittadini e delle lavoratrici e lavoratori che rappresentano.

SANITÀ IN CRISI, I SINDACATI: SUBITO TAVOLO DI CONFRONTO PER IL PRESIDIO DI ALGHERO-OZIERI

«A tutt’oggi, non avendo avuto alcun riscontro – scrivono nella seconda missiva i tre sindacati –, con un certo rammarico siamo a rappresentare e sottolineare che la difficile situazione in cui versa il nostro sistema di offerta dei servizi sanitari e socio-sanitari (pubblico e privato) sta assumendo un livello di drammaticità tale per il quale non c’è più tempo da perdere». «A tal proposito – continuano – citiamo solo un dato: ad oggi – ma di fatto è una consuetudine – nell’area medica del plesso ospedaliero del Santissima Annunziata sono presenti 31 pazienti in barella in attesa di posto letto».

Ottica Muscas

Alla luce di tutto ciò per le tre segreterie «non è più procrastinabile un’azione di forte rivendicazione. Il livello politico, al di là di ogni appartenenza – rimarcano –, deve fare di più e insieme a chi rappresenta gli operatori della sanità e ai cittadini, chiedere agli inquilini del palazzo “del potere cagliaritano” ascolto e soprattutto partecipazione, sia in relazione alle forti carenze e criticità, nonché in prospettiva del riordino del Sistema Sanitario Regionale (SSR) ed assetto delle costituende aziende».

«Pochi giorni fa – commentano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – abbiamo ascoltato l’appello del Presidente della Regione e dei vertici dell’Assessorato regionale alla sanità, i quali hanno chiesto “leale collaborazione istituzionale”: peccato però che, nonostante i gridi di allarme, queste affermazioni appaiono quantomeno contraddittorie, viste le numerose e ripetute sollecitazioni al confronto, a seguito delle quali nessun riscontro è pervenuto».

Per i sindacali serve un immediato cambio di rotta: «Partendo dal superamento dei commissariamenti che da anni mantengono in ostaggio il sistema», e dicendo basta ad una logica di «centralismo regionale in modalità ospedalocentrica». Occorre dunque «nominare i Direttori generali per dare così alle aziende una guida con un mandato “politico” forte e con pieni poteri, ripensando al contempo un modello di offerta che guardi alla prevenzione, cura e riabilitazione, investendo risorse e potenziando i servizi integrati, con particolare attenzione verso le fragilità (es: case della salute e di comunità, Rsa, Hospice ecc)».

«I numeri sulle risorse umane e professionali, in termini di dotazioni organiche – proseguono i tre sindacati della funzione pubblica –, devono essere oggetto di rimodulazione, attraverso la revisione degli atti regionali di accreditamento ormai datati e non più compatibili con i bisogni di salute. Le lavoratrici ed i lavoratori del
sistema meritano attenzione
– ribadiscono –, troppe sono infatti le differenze salariali e di sviluppo professionale».

Partecipazione e condivisione delle decisioni, insomma, è quello che i sindacati chiedono a gran voce. Ad iniziare dalla discussione della legge 24/2020 (riforma del SSR e riorganizzazione sistematica delle norme in materia) e successivi atti deliberativi, in particolare l’ultimo dei quali – quello che in buona sostanza prevede lo scorporo dell’ATS e l’istituzione dell’ARES – per i sindacati non sembra rappresentare quella «rivoluzione tanto annunciata e sbandierata nelle occasioni pre-elettorali, ma tutt’al più una sorta di “restyling” dell’attuale azienda unica regionale», concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.