41 bis in Sardegna, Forza Italia: «Le leggi si cambiano in Parlamento, non nelle piazze»

I consiglieri regionali azzurri, pur condividendo le ragioni di chi ieri è sceso in piazza a Cagliari per dire No alla concentrazione di detenuti a regine speciale in Sardegna, ritengono che servano «atti legislativi concreti, non simbolismi».
CAGLIARI | 1° marzo 2026. Riconoscere le preoccupazioni, ma indicare una strada diversa. È la posizione espressa dai consiglieri regionali di Forza Italia in Sardegna all’indomani della manifestazione promossa dalla presidente della Regione Alessandra Todde a Cagliari contro la concentrazione di detenuti al regime del 41 bis sull’Isola (leggi).
«Le preoccupazioni espresse da amministratori, sindaci e cittadini meritano rispetto e attenzione», ammettono gli azzurri in una nota congiunta. «È legittimo chiedere che la Sardegna non venga caricata di ulteriori funzioni senza un confronto serio e senza adeguate valutazioni sull’impatto territoriale». Una presa d’atto che, tuttavia, si accompagna a una critica netta alla forma scelta dalla governatrice per portare avanti la battaglia.
Il nodo centrale della posizione di Forza Italia riguarda il metodo. Se l’obiettivo dichiarato dalla presidente Todde è modificare l’articolo 41 bis dell’Ordinamento penitenziario — nella parte in cui prevede la preferenza per le regioni insulari nell’ubicazione dei detenuti sottoposti al regime speciale — il percorso corretto, secondo i consiglieri azzurri, è quello parlamentare. «Le leggi si cambiano in Parlamento, non nelle piazze», affermano senza mezzi termini.
A sostegno della propria tesi, Forza Italia richiama l’esistenza di proposte legislative già depositate e orientate proprio a sopprimere l’inciso «preferibilmente nelle regioni insulari» dal testo normativo. Si tratta delle iniziative firmate dall’onorevole Pietro Pittalis e dal senatore Marco Meloni. «Sarebbe stato più lineare e più incisivo — sostengono i consiglieri — che la Regione sostenesse con il proprio peso istituzionale queste proposte, costruendo un fronte parlamentare trasversale, anziché limitarsi a una mobilitazione simbolica».
Forza Italia tiene a precisare il perimetro entro cui si muove la propria riflessione, sgombrando il campo da possibili equivoci: il partito non intende mettere in discussione né il principio di legalità né il contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. «Restano priorità assolute dello Stato», ribadiscono i consiglieri, sottolineando che proprio per questo il confronto «deve essere serio, tecnico e fondato su soluzioni normative concrete», e non alimentare «una contrapposizione che rischia di restare sterile».
La conclusione dei consiglieri azzurri è una sfida politica aperta alla presidente Todde: trasformare la mobilitazione di piazza in un’iniziativa istituzionale condivisa. «Una manifestazione può esprimere un sentimento diffuso, ma non è lo strumento più efficace per modificare una legge dello Stato», scrivono. L’alternativa proposta è quella di costruire un’iniziativa istituzionale condivisa «capace di incidere realmente sull’assetto normativo e di tutelare gli interessi dell’Isola con equilibrio e responsabilità».
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