Torino, presentata al Salone del libro la rivista Àidos: uno spazio di incontro per la dialettica delle idee
Il lancio della rivista di linguistica, letteratura e storia sarda segna l’inizio di un progetto editoriale che punta a ridefinire il dibattito culturale in Sardegna attraverso il rigore scientifico e l’apertura al confronto.
TORINO | 16 maggio 2026. È stata ufficialmente presentata ieri sera al Salone del libro di Torino, all’interno dell’incontro curato dal Cesim sulle Domus de Janas nello Spazio Sardegna, la rivista di linguistica, letteratura e storia sarda, “Àidos”, pubblicata dalla casa editrice Condaghes e curata da Gabriele Tanda, Mauro Piredda.
Si tratta di un progetto editoriale ambizioso, nato in stretta sinergia con il Cesim/Aps di Sassari, che ha come obiettivo quello di ridefinire il dibattito culturale in Sardegna attraverso il rigore scientifico e l’apertura al confronto.
Il titolo, “Àidos”, richiama un termine presente nelle diverse varianti e lingue dell’isola per indicare un passaggio e un luogo di possibilità, metafora di un’opera che vuole essere un ponte tra discipline e visioni differenti. L’identità profonda della rivista emerge chiaramente dall’editoriale che apre il numero con un appello a un “arresonu” serio e meditato. Lontana dalle logiche della polemica superficiale dei social network, la rivista esprime la volontà di costruire uno spazio in cui intellettuali, poeti e studiosi possano incontrarsi e scontrarsi attraverso la dialettica delle idee.
Come sottolineato nel testo programmatico, l’obiettivo è diffondere la cultura sarda evitando sia il provincialismo di chi cerca il consenso esterno, sia il ripiegamento in un’identità musealizzata e statica. Questa visione si traduce in una struttura tripartita che abbraccia linguistica, storia e letteratura, offrendo una panoramica complessa della realtà isolana contemporanea.
Il primo grande blocco tematico è dedicato alla figura dei neoparlanti, analizzata attraverso prospettive multidisciplinari. Riccardo Mura, nel suo saggio intitolato “La lingua è di chi la trasmette”, esplora il ruolo cruciale di chi sceglie attivamente di adottare e tramandare le lingue di Sardegna nel futuro, superando la visione tradizionale del parlante nativo. A questa riflessione si affianca il contributo di Caterina Vittoria Roselli, che indaga il legame tra i “neofaeddadóri” e le tematiche di genere e intersezionalità, fornendo una lettura innovativa delle dinamiche sociolinguistiche. Il quadro è completato da un’intervista di Gabriele Tanda a Simone Pisano, professore associato di linguistica e dialettologia all’Università per stranieri di Siena, che approfondisce ulteriormente le sfide della modernità per il patrimonio linguistico sardo.
La sezione dedicata alla storia e alla memoria è dominata dal racconto dell’attività del Cesim. Giuseppina Marras ripercorre otto anni di ricerche condotte dal centro tra il 2017 e il 2025, evidenziando l’impegno per la valorizzazione dell’identità sarda, mentre Sara Mameli si sofferma sull’importanza della formazione.
Un momento di grande fascino è rappresentato dal reportage “Il velo arancione”, firmato da Gabriele Tanda e Riccardo Mura, che porta il lettore alla scoperta delle domus de janas di Busachi, testimonianza archeologica d’eccellenza. Il volume si conclude con un’ampia riflessione sul sistema letterario isolano. Gabriele Tanda, coinvolgendo Anna Cristina e Speranza Serra, propone un’analisi teorica sui “due sistemi letterari” della Sardegna, esplorando le frizioni e i contatti tra la produzione in lingua sarda e quella in italiano. Questa indagine trova una sua applicazione pratica nella sezione “Racconti incrociati”, dove Alessandro De Roma e Giuseppe Tirotto offrono due immaginari narrativi distinti sul tema della libertà e del servizio. Attraverso i racconti “La maschera” e “Acchiddà di l’ideali”, la rivista dimostra come la letteratura possa farsi strumento di indagine esistenziale e sociale, chiudendo il primo numero con la promessa di continuare a esplorare nuovi “àidos” culturali per la Sardegna di domani.
Nei prossimi giorni sarà possibile scaricare la rivista in pdf dal sito web cesimsardegna.com
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