Olbia, SIULP: «Occorre accelerare l’elevazione del Commissariato a rango dirigenziale»
Il sindacato di polizia interviene dopo l’ennesimo fatto di sangue. Il segretario Pala: «L’accoltellamento avvenuto nella notte rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme che non può essere ignorato. È il momento delle scelte concrete, delle risposte strutturali e degli investimenti necessari».
OLBIA | 31 maggio 2026. Un giovane olbiese di circa vent’anni è stato ferito con un’arma da taglio nella notte sul lungomare di Olbia, all’altezza del monumento ai Caduti. L’episodio si è verificato intorno alla mezzanotte e rappresenta, secondo il Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia (SIULP) di Sassari, l’ennesimo grave fatto di sangue che impone una riflessione non più rinviabile sul tema della sicurezza pubblica e sulle risorse disponibili per contrastare fenomeni criminali e di violenza urbana sempre più frequenti e preoccupanti.
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe stato colpito alla gola e alla testa da un altro giovane al termine di una lite. Dopo aver sferrato i fendenti, l’aggressore si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. La vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, mentre gli operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno immediatamente avviato le indagini per identificare il responsabile e assicuralo alla giustizia.
Al di là della singola vicenda giudiziaria, sulla quale sono in corso gli accertamenti investigativi, il sindacato di polizia evidenzia il significato che questo episodio assume nel contesto più ampio che la città vive da tempo.
«Da tempo – spiega il segretario provinciale Massimiliano Pala – il territorio olbiese è stato interessato da numerosi episodi di polizia giudiziaria e situazioni di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica. Una escalation che ha inevitabilmente accresciuto la percezione di insicurezza tra i cittadini e che ha richiesto interventi sempre più incisivi da parte dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, tanto che diversi esercizi pubblici sono stati destinatari di provvedimenti di chiusura adottati dalla Questura proprio per arginare situazioni considerate particolarmente critiche».
Di fronte a questo scenario, il SIULP di Sassari ritiene quindi non più procrastinabile una presa d’atto istituzionale della realtà che Olbia rappresenta oggi.
La città ha infatti da tempo superato una dimensione territoriale ordinaria ed è diventata uno dei principali poli economici, produttivi, commerciali e turistici della Sardegna. Sul territorio insistono uno degli aeroporti più importanti dell’Isola, un porto internazionale e numerose infrastrutture strategiche. A ciò si aggiunge un flusso di milioni di presenze turistiche che, soprattutto durante la stagione estiva, determina un incremento esponenziale della popolazione presente.
Secondo il sindacato, la crescita costante e strutturale della città, unita all’aumento delle correlate esigenze di sicurezza, rende ormai evidente l’inadeguatezza di un modello organizzativo e di una dotazione organica della Polizia di Stato ferma a circa 50 unità, ancora basati su parametri che non rispecchiano più le effettive necessità operative del territorio.
«Gli operatori della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Olbia – sottolinea Pala – garantiscono quotidianamente, con straordinario senso del dovere, professionalità e spirito di sacrificio, una presenza costante sul territorio e una risposta efficace alle richieste della collettività. Un impegno che viene assicurato nonostante la carenza di personale, i carichi di lavoro sempre più gravosi e una domanda di sicurezza in costante aumento».
Per queste ragioni il SIULP torna a chiedere con forza che venga accelerato il percorso di elevazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Olbia a rango dirigenziale, superando ogni ulteriore ritardo burocratico o amministrativo.
«Una richiesta che – sottolinea Pala –, non nasce da rivendicazioni corporative ma da una valutazione oggettiva delle necessità del territorio e dell’interesse generale della collettività. Il riconoscimento del rango dirigenziale rappresenterebbe infatti il necessario adeguamento dell’assetto organizzativo della Polizia di Stato alla dimensione e alla complessità che Olbia ha ormai assunto nel tempo».
Tuttavia, per il SIULP, questo passaggio non può limitarsi a una modifica formale dell’assetto ordinamentale. L’elevazione a rango dirigenziale dovrebbe tradursi in un contestuale e significativo incremento della pianta organica attraverso l’assegnazione di ulteriori operatori di polizia, l’implementazione delle articolazioni investigative, il potenziamento delle attività di controllo del territorio e il rafforzamento delle capacità operative e di prevenzione.
In altre parole, servono più donne e uomini della Polizia di Stato, maggiori risorse e una struttura organizzativa adeguata alle sfide che il territorio pone quotidianamente.
Ogni nuovo episodio di violenza, evidenzia ancora il sindacato, conferma quanto sia indispensabile investire nella sicurezza non soltanto dopo che i fatti si sono verificati, ma soprattutto sul piano della prevenzione. La presenza visibile delle forze dell’ordine, l’intensificazione dei controlli, la capacità di monitorare efficacemente le aree maggiormente esposte al rischio e di sviluppare attività investigative tempestive rappresentano strumenti fondamentali per contrastare fenomeni che rischiano di compromettere la serenità della convivenza civile.
Lo Stato deve continuare a essere presente e riconoscibile nei territori, soprattutto in quelli che, come Olbia, stanno vivendo profonde trasformazioni economiche e sociali e che richiedono un adeguato livello di attenzione istituzionale.
«Olbia merita un Commissariato di Pubblica Sicurezza all’altezza del proprio ruolo strategico. I cittadini meritano livelli di sicurezza adeguati alle esigenze del territorio. I poliziotti meritano organici e strumenti che consentano loro di operare nelle migliori condizioni possibili. Su questi obiettivi non sono più ammissibili ritardi», conclude il segretario provinciale Massimiliano Pala.
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