Caro affitti, a Cagliari i canoni cresciuti in sei anni del 31% a Sassari del 20,8
In netto peggioramento il rapporto tra costo della casa e reddito disponibile. Nel capoluogo sardo il 38% del reddito mensile di un lavoratore viene assorbito dalla sola abitazione, a Sassari il 36%.
CAGLIARI | 7 giugno 2026. Dal 2019 al 2025 gli affitti nei principali capoluoghi italiani sono aumentati a un ritmo superiore rispetto alla crescita delle retribuzioni. È il dato centrale che emerge dall’elaborazione condotta dalla CNA a livello nazionale sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento dei redditi da lavoro nello stesso periodo. In tutti i 109 capoluoghi di provincia analizzati, i canoni di locazione per un appartamento standard da 70 metri quadrati sono cresciuti tra il 17% e quasi il 50%, mentre le retribuzioni nette hanno registrato incrementi molto più contenuti, compresi tra il 7% e il 15%.
In Sardegna. I dati CNA relativi ai cinque capoluoghi sardi mostrano dinamiche preoccupanti, accentuate dalla specificità insulare del mercato immobiliare e dai livelli strutturalmente più bassi delle retribuzioni rispetto alla media nazionale. Cagliari emerge come il caso più significativo dell’isola. Con un canone medio di 800 euro al mese per un appartamento standard – in crescita del 31,1% rispetto al 2019 – il capoluogo sardo si colloca al 18° posto in Italia nella classifica nazionale per incremento dei canoni, davanti a città come Trieste, Ancona e Genova. Un posizionamento che testimonia come la città stia vivendo una pressione abitativa comparabile a quella delle realtà metropolitane del Centro-Nord.
L’incidenza dell’affitto sullo stipendio netto medio a Cagliari è del 38,1%: significa che quasi due quinti del reddito mensile di un lavoratore vengono assorbiti dalla sola abitazione. Considerando che uno stipendio netto medio a Cagliari si attesta intorno ai 2.100 euro, l’affitto lascia meno di 1.300 euro per coprire tutte le altre spese: utenze, trasporti, alimentazione, salute.

Anche negli altri capoluoghi sardi il quadro è preoccupante. A Sassari i canoni sono cresciuti del 20,8% (640 €/mese, incidenza 36%), a Nuoro del 19,6% (550 €/mese), a Oristano del 19,8% (545 €/mese) e nel territorio diffuso del Sud Sardegna del 20% (540 €/mese). In tutti i casi, la crescita degli affitti ha superato quella delle retribuzioni di almeno 11-12 punti percentuali.
Per il presidente CNA Sardegna Luigi Tomasi «il problema della casa non è lontano dalle nostre imprese: è dentro di esse. Ogni volta che un artigiano non riesce ad assumere il lavoratore di cui ha bisogno perché costui non può permettersi di pagare l’affitto dove vive, ogni volta che un giovane qualificato rinuncia a un’opportunità professionale perché il costo dell’alloggio vanifica il guadagno – in quel momento il caro-affitti è diventato un freno allo sviluppo economico dell’isola. CNA Sardegna chiede interventi concreti e strutturali, non misure tampone».
«I dati CNA Nazionale – aggiunge il segretario regionale CNA Sardegna Francesco Porcu – confermano ciò che imprenditori e lavoratori sardi vivono ogni giorno. Cagliari al 18° posto in Italia per crescita dei canoni non è una statistica astratta: significa che la nostra città sta diventando inaccessibile per chi ci lavora. Il divario tra affitti e salari è la fotografia di un sistema che si sta rompendo. Servono un piano casa serio, incentivi concreti per recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e politiche che mettano al centro la sostenibilità sociale dello sviluppo».
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