• 19 Giugno 2026
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Ozieri, Aido e Admo donano un’opera all’ospedale Segni per ricordare il valore della donazione

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Il pannello, realizzato dalle artiste Anna e Daniela Squintu, raffigura la rinascita e riporta la frase di Einstein: “Donare è un atto d’amore verso l’umanità”.

OZIERI | 19 giugno 2026. I gruppi comunali Aido “Andreina Deledda” e Admo di Ozieri, hanno omaggiato questa mattina l’Asl di Sassari e l’ospedale “Segni” con un’opera grafico-pittorica realizzata da due artiste ozieresi per ricordare l’importanza della donazione. Nel pannello, in cui campeggia la citazione di Albert Einstein “Donare è un atto d’amore verso l’umanità”, è raffigurata una donna di spalle con una rosa tra i capelli e i petali che si disperdono nel mondo, come fossero un dono, dai quali nasce un germoglio quale opportunità di nuova vita.

Bendizione pannello aido admo ospedale di Ozieri

«In occasione del quarantesimo anno di attività, il gruppo dirigente, con il supporto della Fondazione di Sardegna, ha deciso di bandire un concorso per la realizzazione di un pannello grafico-pittorico dal tema “Donare è vita”. L’iniziativa, riservata agli artisti locali, ha consentito di sviluppare un’opera che simboleggia la bellezza, l’impegno del gesto del dono, la rinascita e la speranza che ne derivano. Un’opera importante per noi, che viene oggi donata alla struttura che 40 anni fa ha ospitato la nostra associazione», ha detto Virgilio Pirastru, presidente dell’Aido, durante la cerimonia di posa del quadro, realizzato dalle artiste locali Anna e Daniela Squintu, vincitrici del concorso bandito dall’associazione in occasione del quarantennale di attività.  

Il gruppo comunale Aido “Andreina Deledda” è nato nel dicembre del 1985, nella sala riunione dell’ospedale Segni: «Dal momento che l’atto costitutivo è stato firmato presso l’ospedale di Ozieri si è voluto donare il dipinto alla struttura che ci ha accolto e con il quale collaboriamo da anni», ha concluso Pirastru.

Bendizione pannello aido admo ospedale segni ozieri

Alla cerimonia svoltasi nella hall dell’ospedale ozierese, oltre al direttivo dell’Aido e dell’Admo, hanno partecipato il direttore generale della Asl n. 1, Antonio Lorenzo Spano, la direttrice della struttura, Silvia Ogana, il direttore del Dipartimento interpresidio di Medicina, Alessandro Tucconi, la presidente della commissione regionale alla Sanità, Carla Fundoni, l’assessore alla Sanità del comune di Ozieri, Margherita Molinu, la responsabile del coordinamento ospedaliero procurement (COP) e coordinatrice locale delle donazioni e dei trapianti d’organo e tessuti presso l’AOU di Sassari, Paola Murgia, e le autorità del territorio. Durante la cerimonia, il rettore del Seminario di Ozieri, don Stefano Nieddu, ha benedetto l’opera, la struttura e tutti i lavoratori e cittadini che giornalmente si rivolgono al “Segni”.

Benedizione pannello aido admo ospedale di ozieri

«Questo per noi è un momento intenso, dal grande significato civile e morale», ha sottolineato il direttore generale della Asl di Sassari Giovanni Antonio Spano. «La donazione degli organi – ha proseguito – è una scelta che non costa nulla, ma che può trasformarsi nel dono più grande, quello della vita, attraverso un atto di profondo altruismo. Ci sono scelte nella nostra vita che lasciano un segno: decidere di donare proprio organi rientra tra queste. Perché con un gesto compiuto spesso nel silenzio e nella discrezione, una semplice firma, si assume consapevolmente la decisione di dare la possibilità di creare speranza in un momento di grande dolore. È questo il significato della donazione ed e’ per questo che ringrazio il gruppo comunale “Andreina Deledda” per l’importante lavoro di sensibilizzazione che porta avanti da anni, per il dono di oggi e per il messaggio che oggi hanno voluto lanciare. Grazie da parte di tutti noi».

A margine della cerimonia, la presidente della commissione sanità, Carla Fundoni, ha infine annunciato che la Regione Sardegna «ha stabilito di inserire nella manovra di bilancio due milioni e mezzo di euro sulla rete della donazione, affinché il gesto d’amore dei pazienti e dei loro familiari trovi spazio in percorsi clinici e assistenziali sempre più virtuosi».

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