Nuovi poliziotti, i Sindacati: «La Provincia di Sassari ancora una volta esclusa dal piano di rafforzamento»
Al Nord Sardegna assegnati solo 12 agenti – due ad Alghero e 5 a Tempio e Porto Cervo –, nessuna unità è stata invece destinata alla Questura di Sassari e agli altri presidi del territorio.
SASSARI | 25 luglio 2026. «Indignazione, forte amarezza e viva preoccupazione». Con queste parole i sindacati della Polizia di Stato della provincia di Sassari – Siulp, Sap, Siap, Fed Coisp-Mosap e Silp Cgil – commentano le decisioni assunte dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che hanno di fatto escluso il potenziamento degli organici negli uffici del territorio. Dei poliziotti del 233° Corso di formazione per Allievi Agenti, che si concluderà il prossimo 6 agosto, nel Nord Sardegna saranno assegnate soltanto 12 unità: due al Commissariato di Alghero, cinque a quello di Tempio Pausania e altre cinque a Porto Cervo.
«Nessun ulteriore incremento – dicono i sindacati – interesserà la Questura di Sassari, gli Uffici dipendenti, le Specialità della Polizia di Stato e gli altri presidi della provincia». E questo – ribadiscono –, nonostante sia stato denunciato a più riprese e in ogni sede «una gravissima e cronica insufficienza di personale». «Non è accettabile – continuano – che, mentre si richiede un sempre maggiore impiego operativo nei servizi di controllo del territorio, ordine pubblico, contrasto alla criminalità, immigrazione, sicurezza stradale e tutela delle infrastrutture sensibili, gli Uffici continuino a essere privati delle indispensabili risorse umane».
«Ogni giorno – spiegano i segretari Massimiliano Pala, Tiziano Tolu, Angelo Chessa, Francesco Casu e Alessandro Cosso – il personale è costretto a garantire servizi sempre più complessi con risorse umane insufficienti, affrontando turnazioni estremamente gravose, continui richiami in servizio, straordinari ormai divenuti strutturali, difficoltà nella fruizione dei diritti contrattuali e crescenti carichi di lavoro. È grazie esclusivamente allo straordinario senso del dovere, alla professionalità e allo spirito di sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato se, ancora oggi, si riescono ad assicurare elevati livelli di sicurezza ai cittadini. Ma questa situazione non può essere considerata normale».
Pur nel rispetto delle esigenze organizzative, i sindacati non riescono ancora a comprendere le motivazioni che hanno determinato una così evidente penalizzazione per la provincia di Sassari. «Non può infatti sfuggire – evidenziano – come siano rimasti esclusi dal potenziamento numerosi Uffici che da anni registrano scoperture di organico particolarmente significative, così come appare incomprensibile il mancato rafforzamento delle Specialità della Polizia di Stato, anch’esse chiamate quotidianamente a garantire servizi essenziali in un territorio dalle peculiarità uniche».
«Ci chiediamo, pertanto, quali siano stati i parametri concretamente adottati dal Dipartimento. Se siano stati realmente valutati i carichi di lavoro, gli indici di criminalità, l’estensione territoriale, la popolazione servita, l’incremento stagionale delle presenze, le esigenze di ordine pubblico, le carenze organiche effettive e le reiterate richieste formulate dalle rappresentanze del personale». L’assegnazione di dodici unità ai Commissariati di Alghero, Tempio Pausania e Porto Cervo costituisce un primo segnale di attenzione nei confronti di criticità denunciate da tempo, «ma non può in alcun modo essere considerata sufficiente a risolvere le gravissime carenze che interessano l’intero sistema della sicurezza nella provincia di Sassari», rimarcano Pala, Tolu, Chessa, Casu e Cosso.
I cinque segretari rivolgono quindi un forte appello agli organi competenti, alle forze politiche, affinché si rivalutino le scelte adottate e «si proceda, già con le prossime movimentazioni di personale, ad assegnare alla provincia di Sassari le risorse necessarie per garantire un’efficace azione di prevenzione e di controllo del territorio».
«Continueremo a denunciare ogni scelta che mortifichi il lavoro delle poliziotte e dei poliziotti e continueremo a rivendicare, in ogni sede istituzionale – concludono –, ciò che riteniamo imprescindibile: organici adeguati, condizioni di lavoro dignitose e un sistema sicurezza che non sia fondato sull’emergenza permanente, bensì su una programmazione seria, lungimirante e rispettosa tanto dei cittadini quanto di chi ogni giorno è chiamato a garantirne la sicurezza».
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