• 5 Agosto 2026
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Ozieri. L’Ospedale di Comunità mette a rischio i reparti del “Segni”: la denuncia della Cgil

Ospedale Ozieri
Il sindacato chiede all’Asl e alla Regione di posticipare l’inaugurazione della struttura sanitaria «fino a quando non saranno garantiti organici aggiuntivi».

OZIERI | 5 agosto 2026. «Una scelta che mette a rischio lavoratori e cittadini» l’apertura “affrettata” dell’Ospedale di Comunità nel “Segni” di Ozieri. Lo sostengono la segreteria territoriale di Fp Cgil e i rappresentanti sindacali del presidio, che in una nota evidenziano non poche criticità. La prima è la mancanza di personale ad hoc, che porterà a sguarnire altri reparti del “Segni”, e la seconda è la collocazione: l’ormai ex reparto di Neurologia, che secondo i rappresentanti sindacali andrebbe invece riaperto.

Questa posizione è espressa in una nota diramata ieri a firma dei rappresentanti della segreteria territoriale Nord Sardegna di Fp Cgil Toto Terrosu, Antonio Riu e Myriam Pastorino e delle Rsu del Segni Maria Pina Becugna e Bachisio Cau, che temono che una subitanea apertura dell’Ospedale di Comunità andrà a discapito dei servizi esistenti e chiedono quindi all’Asl di Sassari e, soprattutto, alla Regione, di ponderare meglio questa scelta e rinviare l’inaugurazione della struttura sino a quando «non saranno garantite risorse umane aggiuntive, tali da assicurare il mantenimento dei livelli assistenziali in tutti i reparti e servizi senza penalizzare lavoratori e utenti».

«Per mettere in atto quanto voluto – si legge nella nota –, l’Asl n. 1 sta sottraendo personale essenziale ai reparti di Medicina, Chirurgia, Anestesia, Pronto soccorso e Ortopedia, accorpando quest’ultima con la Chirurgia». Questo avviene per «la mancata programmazione delle dovute assunzioni, come sempre responsabilità di Ares, e la mancata formazione del personale». «Sottrarre ulteriori unità ai reparti – sottolineano i rappresentanti sindacali – significa aggravare una situazione già critica, aumentando i carichi di lavoro, esponendo gli operatori a maggiori rischi di stress e burn out e compromettendo la qualità e la sicurezza dell’assistenza erogata ai cittadini». «È inaccettabile – dicono ancora dal sindacato – che l’avvio di un nuovo servizio avvenga senza un preventivo e adeguato potenziamento degli organici: non si possono creare nuovi servizi depauperando quelli esistenti e mettendo in contrapposizione bisogni assistenziali che dovrebbero invece trovare una risposta attraverso una seria programmazione e un piano di assunzioni adeguato».

Altra questione è quella legata alla collocazione dell’Ospedale di Comunità, che come accennato funzionerà nel reparto della struttura di Neurologia, dove ci sono dieci posti letto disponibili ma che da quasi tre anni ospita solo l’ambulatorio specialistico e le cui degenze sono dirottate sul reparto di Medicina, unità già al collasso, e che di recente ha iniziato ulteriormente a soffrire dopo lo spostamento di sede. Il reparto di Medicina è «già oberato di lavoro e con pochi posti letto e personale rispetto alle effettive necessità», dicono i rappresentanti sindacali, che sottolineano come esso avrebbe bisogno di posti letto in più, al contrario della situazione attuale.

Aprire l’Ospedale di Comunità nella ex Neurologia significa automaticamente che quel reparto non sarà mai più riaperto, ma esso invece «è essenziale – dicono dal sindacato – per dare respiro al medesimo reparto della Aou di Sassari, fortemente sotto organico e con pochi posti letto, e per la posizione strategica che il presidio “Segni”, come il “Paolo Dettori” di Tempio, ha anche in funzione della cura della popolazione presente nelle zone interne sempre più depauperate di servizi essenziali».

N.B.

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