Ozieri. «Se non era ancora chiaro, è saltato il tappo delle incongruenze e dell’incapacità»
Dura critica di Agostino Pinna (Cantiere Riformista) all’Amministrazione comunale sulla vicenda della chiusura della piscina e sulla mancanza di un’ampia visione politica.
OZIERI | 6 settembre 2026. Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Agostino Pinna (Cantiere Riformista). Una pesante critica all’operato della maggioranza, che, partento dalla vicenda della chiusura della piscina comunale, si allarga prendendo di mira il metodo di governo, la poca trasparenza e la mancaza di una più ampia visione polica. «Si fa solo ordinaria amministrazione», scrive Pinna, affermando che non si parla più del ruolo della citta nel territorio, di sanità, scuole, servizi emergenza climatica, di futuro. «Oggi Ozieri – sottolinea –, si trova isolata per scelta non solo nel territorio e nella provincia, nella regione Sardegna ma è isolata dal mondo». Una riflessione dai toni duri, che però si conclude con la richiesta di «un confronto pubblico e democratico. Un confronto da fare senza rancore e non cun son figados in bucca».
È saltato il tappo delle incongruenze e dell’incapacità di questa amministrazione comunale nel tentare di risolvere i problemi della città.
È saltato il tappo, con la vicenda della piscina.
A fine consiliatura, dopo oltre quattro anni di amministrazione, ancora non si è capito come sia opportuno, amministrare la città. E dare risposte. Fare scelte politiche.
Naturalmente, dal nostro punto di vista. Cosciente, sincero, di buon senso e con i piedi ben piantati a terra. E con la consapevolezza e il rispetto che merita la nostra comunità.
Perché di città si sta parlando. Delle esigenze della città, dei suoi diritti e dei doveri di chi è chiamato ad amministrare, dando risposte, per farla crescere.
E questo, non ha colore politico.
Forse sarebbe stato meglio dire sin dall’inizio: ci sono problemi per la piscina.
È vero.
Li stiamo affrontando. Non è semplice. Abbiamo sbagliato ad impostare la strategia per la piscina. Siamo donne e uomini di buona volontà ma soggetti anche a sbagliare. Vi diciamo cosa è successo e come stiamo rimediando.
Noi, avremo fatto così, mettendoci in connessione con la città.
Ma voi, no.
Ozieri, avrebbe capito. Avrebbe dato credito. Specialmente l’Ozieri silenziosa. Che non si lamenta e che va avanti.
Si sarebbe stretta intorno ad un’amministrazione che ci sta provando a risolvere la situazione.
Ma nella verità.
Perché nonostante tutti i proclami, la piscina comunale, quando riaprirà, andrà, se tutto va bene prima ad una gestione provvisoria e poi (difficile quantificare il poi), dopo procedure di affidamento, ad una gestione ordinaria ancora da costruire.
Non sono certo trenta like su Facebook che assolveranno questa amministrazione dalle sue responsabilità.
Perché Ozieri è comunità.
Pensa, cerca di capire, discute, da credito se necessario ma poi, esige risposte.
La piscina, non ha colore politico è una ricchezza per la città e per chiunque l’amministri.
È un orgoglio nostro, sociale.
L’orgoglio di aver formato negli anni, schiere di bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Adulti. Persone fragili. Atleti anche, che oggi non hanno più casa. E tutta la comunità. Senza distinzioni.
Non state perdendo solo voi, oggi. Stiamo perdendo tutti.
E quando perdono tutti, bè la città, si risveglia più povera.
Non sentite il peso di questa responsabilità?
Ozieri, non condanna.
Sostiene chi lavora per lei nella chiarezza.
Di qualsiasi colore politico sia il lavoro.
Ma è stata scelta un’altra strada.
Politicamente legittimo fare questo. Per carità.
È una scelta.
La sentenza che esprimerà la città sarà affidata al prossimo voto alle amministrative.
L’Opposizione ha fatto il suo lavoro in questi anni.
Ha esercitato il suo diritto/dovere di controllare, chiedere e capire.
Si chiama “bilanciamento dei poteri”.
E questo, non può essere ridotto ad una rottura di balle.
È la Costituzione della Repubblica Italiana che dà alle Opposizioni il diritto democratico di farlo.
Capite? Riconoscere il ruolo delle Opposizioni, si chiama.
Pesa la Costituzione? Disturba la Costituzione?
Be, sono problemi vostri.
Se non siete dentro il gioco democratico e repubblicano del nostro Paese, sono solo problemi vostri.
Ozieri non è l’ombelico del mondo. Ozieri non è né l’inizio né la fine di tutto. Ozieri non è un’enclave. Ozieri esiste e ha ragione di esistere, solo dentro un consesso di comunità eguali che lavorano per far stare bene i propri concittadini.
Comunità di uguali che soccorrono e sono soccorse, se serve.
Si chiama solidarietà diffusa.
Comunità che festeggiano e applaudono alle vittorie anche di altri comuni e non solo delle proprie.
Che riconoscono e apprezzano il ruolo anche di altri enti territoriali e non solo del proprio comune.
Questa cosa, non ha colore politico.
Si chiama fratellanza.
Ma questa amministrazione, ha scelto un’altra strada: votateci. Grazie per il voto ma ora lasciateci governare a mani libere senza interferenze. Non rompeteci le balle! Siamo innamorati delle nostre idee ma non le condividiamo con nessuno. Siamo noi i depositari della verità.
Non funziona così.
Non funziona così in tutt’Italia.
Non si capisce perché l’amministrazione di Ozieri ne debba essere esente.
Quello della piscina comunale, purtroppo non è un fatto isolato.
È un modello che è stato applicato scientemente, per tutte le questioni che riguardano la città.
Con risultati disastrosi: Riempire solo di parole le cose da fare.
Il fare? Ai posteri l’ardua sentenza.
“Lasciateci fare” dice questa amministrazione comunale.
Nel frattempo però non si parla più del ruolo della città nel territorio, per esempio.
Non si parla più di Sanità, per esempio, ne di scuole ne di servizi ne di emergenza climatica, per esempio.
Non si parla più di prospettive.
Di futuro.
Si fa solo ordinaria amministrazione.
Ma per l’ordinaria amministrazione non è necessaria una guida politica della città.
Basta il lavoro coraggioso e incompensabile di chi lavora in comune.
Lavoro che purtroppo, non è mai pagato abbastanza.
Ozieri oggi, si trova isolata per scelta non solo nel territorio e nella provincia, nella Regione Sardegna ma è isolata dal mondo.
Non sono state create alleanze. Necessarie per andare avanti. Alleanze da condividere. Per costruire un futuro e opportunità per i giovani.
“Lasciateci fare. Sappiamo tutto noi”. Questa è la parola d’ordine.
Intanto, si stanno perdendo cinque anni.
Un tempo immenso.
Si sta perdendo la forza e l’orgoglio di una città. Perché noi, siamo città.
Nessuno che amministra una città si può permettere il lusso di perdere cinque anni senza disegnare prospettive di crescita e di sviluppo per la propria comunità. E di lavoro per realizzarle.
“Lasciateci fare”, dite.
Fra meno di un anno, ne parleremo davanti ad una cabina elettorale.
E vogliamo un confronto pubblico con voi.
Lo diciamo subito.
Senza esitazione.
Un confronto pubblico e democratico. Un confronto di idee.
Un confronto da fare senza rancore e non “cun son figados in bucca”.
Agostino Pinna
(Cantiere Riformista)
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