• 4 Settembre 2026
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Ozieri. Chiusura piscina, Tedde attacca il sindaco Peralta: «Manipolazione comunicativa»

Piscina Comunale Alessandro Tedde
Dalle segnalazioni della cooperativa Funtana ai problemi tecnici: il consigliere di Progetto Città chiede chiarezza sulla serrata dell’impianto natatorio.

OZIERI | 4 settembre 2026. Una risposta «degna di un manuale della manipolazione comunicativa» quella fornita dal sindaco Marco Peralta in merito alla vicenda della chiusura della piscina. Sono parole del consigliere di “Progetto Città”, Alessandro Tedde, che risponde al primo cittadino, sottolineando che «a poco serve mettere la testa sotto la sabbia o usare la tecnica di accusare minoranze e opposizione di fare il tifo per la chiusura» (leggi).

Tedde respinge tali accuse, ribadendo che le sue personali critiche – fatte anche in qualità di ex assessore allo Sport – erano motivate dalla preoccupazione per la chiusura dell’impianto natatorio e dalla mancanza di risposte certe, perché «l’intento di tutti gli amministratori, da sempre, è mettersi al servizio della comunità tralasciando le appartenenze, quando si parla dell’interesse generale». «Questo ci sembra scontato – aggiunge – e non sarebbe necessario precisarlo, se non di fronte a simili tentativi di sfuggire alle domande».

Occasioni in fiera

Resta il fatto, dice Tedde, che a oltre due mesi dalla chiusura della piscina e a «oltre un mese dalla surreale seduta del Consiglio comunale, nella quale si è evitato sistematicamente il dibattito», ancora non si conoscono i motivi ufficiali della serrata dell’impianto. «Non li ha forniti il recente intervento del sindaco, degno di un manuale della manipolazione comunicativa, e non li ha forniti la maggioranza, che nella seduta del 27 luglio si era impegnata a una risposta scritta entro dieci giorni, come previsto dal regolamento. Proprio perché si parla di servizi e risorse pubbliche sarebbe stato doveroso fornire delle spiegazioni».

Nella sua nota Tedde delinea i contorni della vicenda, riferendo che «già dal gennaio del 2026, come scrive con nota protocollata a luglio la cooperativa Funtana (ex gestore della struttura), erano state segnalate una serie di problematiche sull’impianto a cui non era seguito “nessun riscontro”. A queste note se ne sono aggiunte altre che segnalavano “carenza di documentazione”, “mancata esecuzione di opere e interventi di competenza dell’amministrazione”, “contestazione di inadempimenti”, “oneri che competono esclusivamente al proprietario” e una serie di problemi tecnici, dai portelloni di sicurezzas al tetto mobile, alle infiltrazioni che pregiudicavano la sicurezza e la prosecuzione del servizio. Fino alla diffida ad adempiere consegnata prima della risoluzione del contratto».

Tutte informazioni emerse in seguito agli accessi agli atti e a notizie apprese in tempi successivi, alle quali, dice ancora il consigliere di Progetto Città, «si sarebbe dovuto dare risposta per sapere se sono stati eseguiti adeguatamente i lavori previsti, considerato che gli interventi erano stati disposti proprio per la messa in sicurezza e la soluzione di alcune di quelle criticità segnalate. Si è invece trovato il tempo per rispondere sui social alle critiche di altre forze politiche che segnalavano le condizioni delle vie urbane, ma si sono ignorate le richieste dei consiglieri comunali regolarmente presentate. Evidentemente il regolamento vale solo quando conviene alla maggioranza».

«Il sindaco dice che le minoranze “dovrebbero conoscere le carte a memoria” e poi rifiuta il dibattito in Consiglio con la scusa di dover acquisire dagli uffici tutte le informazioni necessarie. Quando ricoprivo l’incarico di assessore allo Sport – prosegue Tedde – e fui costretto a chiudere la piscina per ragioni di sicurezza, non mi nascosi dietro a un dito per evitare le critiche. Anzitutto feci dare tempestiva comunicazione dal gestore e sui canali ufficiali del Comune e poi convocai, insieme all’assessore ai Lavori Pubblici, un’assemblea aperta a tutti, durante la quale, con il supporto dei tecnici e dei documenti, spiegammo le ragioni che nostro malgrado avevano portato alla chiusura. Subito dopo mi attivai per reperire risorse dalla Regione, grazie alle quali fu possibile finanziare il primo nucleo di interventi. Ma francamente non ricordo quanti, tra quei consiglieri che oggi si sbracciano sui social, fossero presenti a quella riunione per metterci la faccia insieme al resto degli amministratori».

N.B.

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