• 17 Gennaio 2026
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A Oristano giurano 149 nuovi agenti di Polizia, ma nessuno resterà in Sardegna. La denuncia del Siulp

Nuovi agenti Polizia di Stato CAIP Abbasanta
Massimiliano Pala (SIULP Sassari): «Siamo indignati per l’ennesima dimostrazione di scarsa attenzione da parte del Ministero dell’Interno nei confronti delle reali e urgenti esigenze di sicurezza della provincia di Sassari».

SASSARI | 17 gennaio 2026. Ieri mattina a Oristano hanno giurato fedeltà alla Repubblica 149 allievi della Polizia di Stato del Centro Addestramento e Istruzione Professionale (CAIP) di Abbasanta in prova del 231° Corso di formazione. La cerimonia si è svolta in contemporanea con altre 8 scuole della penisola ed ha coinvolto in totale 2.126 nuovi agenti. Purtroppo, nessuno dei neo formati è stato assegnato al rafforzamento degli organici della Polizia di Stato della Sardegna. Sulla questione, relativa alla provincia di Sassari, interviene con una nota il segretario provinciale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia (SIULP), Massimiliano Pala, per denunciare la «scarsa attenzione da parte del Ministero dell’Interno nei confronti delle reali e urgenti esigenze di sicurezza» del Nord del’isola.

«Si tratta di una scelta particolarmente grave se si considera che il territorio sassarese – spiega Pala – è da tempo caratterizzato da una cronica carenza di personale, aggravata dai pensionamenti, dai trasferimenti e dall’aumento costante delle incombenze operative richieste agli uffici e ai presìdi di polizia. Questa situazione di sotto-organico incide in maniera diretta ed evidente sulla capacità di garantire un ancor più adeguato livello di sicurezza e di controllo del territorio, mettendo in difficoltà non solo gli operatori di polizia, chiamati quotidianamente a svolgere il proprio servizio in condizioni di crescente pressione e carico di lavoro, ma anche l’intera collettività, che ha diritto a un presidio sempre più efficace e continuativo della legalità. La mancata assegnazione di nuove risorse umane, a fronte di criticità ormai strutturali, rappresenta dunque una scelta incomprensibile e non più sostenibile. Rappresenta l’ennesima dimostrazione di una grave e persistente miopia istituzionale che, oltre a svilire le legittime esigenze operative degli uffici di polizia, finisce inevitabilmente per incidere in modo diretto e concreto sulla sicurezza dei cittadini».

Per il segretario «la mancata destinazione degli Agenti in Prova provenienti dal 231° corso di formazione della Polizia di Stato verso una provincia in evidente sofferenza rappresenta una trascuratezza inaccettabile, che conferma l’urgenza di un cambio di rotta immediato e di una pianificazione delle assegnazioni finalmente basata su criteri oggettivi, trasparenti e aderenti alle reali esigenze operative del territorio».

Detto questo, Pala chiede quindi che «le istituzioni competenti, a partire dal Ministero dell’Interno, prendano finalmente atto della grave carenza di personale nella provincia di Sassari, così da garantire la sicurezza e la protezione dei nostri cittadini. Non possiamo accettare passivamente che decisioni di questo tipo continuino a essere prese senza una valutazione approfondita delle priorità territoriali, trascurando il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza e la necessità di garantire condizioni operative dignitose e adeguate agli operatori», conclude il Segretario provinciale del Siulp.

Rammaricato e indignato anche il segretario regionale del SIULP, Giuseppe Caracciolo. «La Sardegna, da tempo chiamata a rispondere a una domanda di intervento e controllo del territorio in costante e significativo aumento – sottolinea Caracciolo –, viene ancora una volta privata di un necessario rafforzamento degli organici, perdendo l’ennesima occasione per colmare un vuoto strutturale noto, segnalato più volte e tuttora irrisolto, che non può più essere tollerato. Non è più accettabile né sostenibile subire un trattamento chiaramente penalizzante e discriminatorio, frutto di una gestione delle risorse umane miope, disorganica e priva di una visione strategica complessiva. Un simile approccio mortifica l’impegno e la professionalità degli operatori di polizia già in servizio, costretti a operare in condizioni di cronica carenza di personale».

«Questa modalità di assegnazione – sottolinea infine Caracciolo – non solo ignora la situazione reale del territorio sardo, segnato da carenze strutturali e da una pressione costante sugli operatori di polizia, ma rischia anche di compromettere l’efficacia complessiva dell’azione della Polizia di Stato, riducendo la capacità di intervento immediato in situazioni critiche e di gestione di fenomeni criminali sempre più complessi».

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