• 8 Dicembre 2022
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Antimicrobico resistenza, l’Italia seconda in Ue per morti. In Europa stimati 35mila decessi l’anno

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Venerdì 18 novembre Giornata europea dell’antimicrobico resistenza. A Sassari, agli ingressi dei presidi ospedalieri operatori sanitari distribuiranno materiali informativi su un tema considerato ormai un problema di sanità pubblica.

SASSARI. È un fenomeno così ampio da poter essere considerato un problema per la sanità pubblica. È l’antimicrobico resistenza. L’uso inappropriato degli antibiotici può selezionare batteri multi-resistenti che possono causare infezioni gravi ad alto tasso di mortalità. Ecco perché è necessario adottare comportamenti che consentano di preservare il più possibile l’efficacia dei farmaci.

Lo ricorderanno venerdì mattina 18 novembre, dalle 8,30 alle 13, gli operatori della struttura complessa Direzione Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere e gli specializzandi della scuola in Igiene e Medicina preventiva Uniss che, agli ingressi del Palazzo Clemente, del centro vaccini e del Santissima Annunziata distribuiranno materiali informativi sulla lotta all’antimicrobico resistenza. L’Aou di Sassari, intanto, avrà un ruolo centrale nel progetto di comunicazione regionale dedicato proprio a questo fenomeno.

L’occasione di parlare di questo problema la offrirà la Giornata europea dell’Antimicrobico resistenza (Amr) che ricade appunto il 18 novembre. Venerdì, inoltre, rappresenta anche l’avvio della Settimana mondiale incentrata su questo delicato tema.

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Secondo le stime presentate in un nuovo rapporto pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nell’UE/SEE più di 35 000 persone muoiono ogni anno a causa di infezioni resistenti agli antimicrobici. Il numero stimato di decessi nel rapporto prende in esame gli anni 2016-2020 e mostra un aumento rispetto alle stime precedenti. L’impatto sulla salute della resistenza antimicrobica (AMR) è paragonabile a quello dell’influenza, della tubercolosi e dell’HIV/AIDS messi insieme. Tra il 2016 e il 2020 Grecia, Italia e Romania sono stati i Paesi europei con più decessi attribuibili a batteri resistenti agli antibiotici.

L’obiettivo quindi è quello di sensibilizzare i cittadini.

«Il fenomeno dell’antimicrobico resistenza – sottolinea il professor Paolo Castiglia, direttore di Igiene e Controllo delle infezioni ospedaliere e referente regionale per l’Antimicrobico Resistenza in ambito umano – ha raggiunto proporzioni tali da rappresentare un problema prioritario per la sanità pubblica. Per questo motivo la diffusione di conoscenze e di informazioni corrette è un presupposto essenziale per la sensibilizzazione a un uso quanto più consapevole e appropriato di questi farmaci. La Giornata europea e la Settimana mondiale dell’antimicrobico resistenza rappresentano un’occasione di stimolo per la spinta verso l’uso appropriato di questi farmaci».

A Sassari appositi punti informativi verranno allestiti agli ingressi dei presidi ospedalieri nei quali gli operatori sanitari si renderanno disponibili per fornire chiarimenti, informazioni e per distribuire una brochure predisposta dai medici in formazione specialistica in Igiene dell’ateneo sassarese e dell’Aou.

L’Aou di Sassari, inoltre, con la struttura di Direzione Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, dopo l’esperienza di Vaccinarsinsardegna.org che continua ad avere ottimi risultati, sarà protagonista, in qualità di azienda capofila, con un progetto per la comunicazione in ambito regionale che prevede la realizzazione di un portale web interamente dedicato all’antimicrobico resistenza. Si prevede la pubblicazione on line del sito web per la seconda metà del 2023.

«Le ricerche dimostrano che gli interventi sanitari di prevenzione, accompagnati da campagne di comunicazione ben strutturate, producono effettivi cambiamenti positivi o prevengono cambiamenti negativi rispetto ai comportamenti di salute di una vasta gamma di popolazione – afferma Antonella Arghittu, ricercatore di Igiene dell’Uniss e referente regionale per l’informazione e la comunicazione sull’Amr del Nord Sardegna –. Il ruolo dell’operatore sanitario nell’ambito della comunicazione sanitaria diventa quindi di cruciale importanza nell’interazione con la popolazione generale».

Intanto, già quest’anno, i referenti regionali per l’Amr hanno realizzato brochure e locandine, personalizzabili, che potranno essere utilizzate da tutte le aziende sanitarie regionali.

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