• 30 Agosto 2025
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Dermatite, abbattimenti bovini: il Tar Sardegna li blocca, il Consiglio di Stato li conferma subito dopo

Bovini 4
Soddisfatti della decisione del CdS, gli assessori regionali Bartolazzi (Sanità) e Satta (Agricoltura): «La tutela dell’interesse generale dell’intero comparto viene prima di ogni altro interesse».

CAGLIARI | 30 agosto 2025. Due decisioni opposte hanno caratterizzato le ultime ore della complessa vicenda legale sulla Dermatite nodulare contagiosa bovina in Sardegna, evidenziando la complessità della gestione di un’epidemia che sta colpendo duramente tutto il comparto.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna ieri mattina ha accolto i ricorsi presentati da cinque aziende del Nuorese (tre di Orotelli, uno da di Sarule e una di Orani), sospendendo in via cautelare le ordinanze di abbattimento dei capi dell’Asl di Nuoro. La decisione riguarda circa 130 bovini vaccinati, mai risultati infetti e considerati immunizzati, essendo trascorsi oltre 28 giorni dalla somministrazione del vaccino.

A poche ore di distanza, il Consiglio di Stato – ribaltando una sua precedente decisione con la quale aveva bloccato a fine luglio l’abbattimento di 40 bovini di un allevamento di Sarule sino al 3 settembre – ha però inviato un segnale opposto. Con un’ordinanza firmata dalla presidente Rosanna De Nictolis, è stato respinto il ricorso presentato dalla società agricola Agropower s.r.l., con sede a Borore, contro la Regione Sardegna, l’Istituto Zooprofilattico sardo, il Ministero della Salute e l’Asl di Sassari, confermando la soppressione di circa 500 bovini in un’azienda del Nord Sardegna dove è stato rilevato un focolaio attivo di Dermatite.

Con il provvedimento pubblicato ieri sera, il Consiglio di Stato ritiene quindi che la vaccinazione non costituisce una deroga allo stamping out, cioè all’abbattimento massivo dell’allevamento contagiato, ma rimanda quest’obbligo solo a un secondo momento. La Corte reputa corretta l’applicazione rigorosa delle misure di controllo (abbattimenti massivi e vaccinazione) previsti dal Regolamento dell’Unione Europea (il 687/2020) anche per quanto riguarda la tempistica, visto il propagarsi della malattia nel territorio sardo.

Il Consiglio di Stato sottolinea infine che il provvedimento di abbattimento debba applicarsi a tutta l’unità epidemiologica e che il pregiudizio economico è compensabile con i ristori che la Regione ha previsto per le aziende che saranno costrette ad abbattere dei capi.

Le reazioni dalla Regione

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gian Franco Satta, ha commentato: «L’ordinanza del Consiglio di Stato ha confermato con chiarezza l’imperatività delle misure di contenimento previste dalla normativa europea. La tutela dell’interesse generale dell’intero comparto viene prima di ogni altro interesse». Satta ha poi annunciato una importante novità per le aziende: «Da lunedì i nostri servizi rilasceranno le deroghe per la movimentazione in Sardegna agli allevamenti che hanno completato la vaccinazione e per i quali siano trascorsi i 28 giorni previsti. È un segnale concreto che, nel rispetto delle regole e delle decisioni dell’autorità giudiziaria, accompagna gli allevatori verso la ripartenza».

Più duro il commento dell’assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi, che ha definito «inequivocabile e definitivo» il pronunciamento del Consiglio di Stato. «Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane, con comunicati e azioni pregiudiziali e ostruzionistiche nei confronti dei provvedimenti intrapresi dalla Regione – ha sottolineato Bartolazzi –, invita a riflettere attentamente, e si spera definitivamente, sul tempo perso e sul rischio di creare danni irreparabili, sia economici all’intera Isola, sia alla salute del comparto zootecnico, quando materie prettamente scientifiche vengono strumentalizzate ai fini politici o di consenso».

Bartolazzi ha poi ricordato che le normative europee e nazionali «derivano da anni di esperienze cliniche-epidemiologiche» e si basano su «dati incontrovertibili» che indicano tre azioni fondamentali: lotta all’insetto vettore, vaccinazione e stamping out.

«Pur comprendendo umanamente e con onestà intellettuale le preoccupazioni degli allevatori – ha proseguito l’Assessore – è inverosimile che tali normative possano essere messe in discussione da chi non ha competenze tecniche in materia. A queste voci fuori dal coro va attribuita la responsabilità di aver rallentato, fortunatamente in minima parte, il buon andamento della campagna vaccinale e di profilassi, che rappresenta l’unica arma efficace contro la dermatite bovina. La maggioranza degli allevatori fortunatamente lo ha capito e si è affidata con fiducia al servizio veterinario regionale. Siamo ad oggi oltre il 50% delle vaccinazioni, con 140 mila capi vaccinati. Di questo passo saremo in grado di uscire presto dall’emergenza», ha concluso Bartolazzi.

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