• 22 Gennaio 2026
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La Maddalena. Frode a danno dell’UE, due denunce e sequestri per oltre 90mila euro

Guardia di Finanza Palau
Operazione della Guardia di Finanza.

LA MADDALENA | 22 gennaio 2026. I finanzieri del Comando Provinciale di Sassari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per circa 94.000 euro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tempio Pausania su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Roma, nei confronti di due uomini risultati responsabili, in concorso tra loro, dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione e indebita percezione di erogazioni pubbliche, di matrice nazionale ed europea, in relazione ad un’iniziativa imprenditoriale, di fatto, mai concretizzatasi.

Il provvedimento cautelare, che ha interessato i beni mobili e immobili riconducibili agli indagati, giunge al termine di articolate indagini condotte, sotto l’egida dell’Autorità Giudiziaria Europea, dai militari della Tenenza di Palau e scaturite da accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.

L’attenzione investigativa dei finanzieri si è concentrata sulla verifica della correttezza dell’iter che ha portato all’erogazione in favore di una società maddalenina – di cui i due indagati risultano, rispettivamente, rappresentante legale e amministratore di fatto – di finanziamenti garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti e dal Fondo PMI nonché di aiuti pubblici concessi a fondo perduto, per complessivi 171.000 euro, per la realizzazione di un chiosco a La Maddalena, sulla spiaggia del “Cardellino”.

Gli approfondimenti delle fiamme gialle hanno così rilevato come l’amministratore di fatto, al fine di eludere l’evidente condizione di incompatibilità, avrebbe fittiziamente intestato la società risultata beneficiaria al nipote. Lo stesso, attraverso una serie di bonifici, avrebbe poi riversato le somme in favore dello zio, a fronte di falsi rapporti commerciali.

L’analisi delle carte ha evidenziato come, al fine di ottenere il contributo e documentare lo stato di avanzamento dei lavori, gli indagati abbiano fatto ricorso a una fittizia rappresentazione della realtà societaria, all’emissione di documentazione fiscale falsa – tale da indurre in inganno il personale della Regione Autonoma Sardegna –, nonché alla presentazione di una polizza fideiussoria risultata contraffatta, al fine di ottenere dal Comune di La Maddalena il provvedimento autorizzatorio alla posa del chiosco. L’intento frodatorio sarebbe, peraltro, confermato dal fatto che, una volta ricevuti i finanziamenti, il chiosco è stato posto in vendita su una nota piattaforma di annunci on line pur non essendo mai stato realizzato.

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