Macomer, nuovo incendio al Cpr. Il Siulp: «I poliziotti non possono continuare a essere lasciati soli»
Il sindacato chiede l’intervento della politica per garantire agli agenti condizioni di lavoro adeguate.
MACOMER | 13 luglio 2026. Un incendio è stato nuovamente appiccato ieri, domenica 12 luglio, da alcuni detenuti all’interno di uno dei blocchi del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Macomer, dando vita a momenti di forte tensione e mettendo concretamente a repentaglio l’incolumità di tutti i presenti nella struttura.
«Si tratta di un episodio di particolare gravità – denuncia il Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) – che assume contorni ancora più preoccupanti se si considera che una parte del Cpr risulta già inutilizzabile proprio a causa di un precedente incendio, circostanza che riduce gli spazi disponibili, rende ancora più complessa la gestione della struttura e accresce il livello di rischio operativo per il personale chiamato a garantirne il funzionamento».
«Ancora una volta, però – sottolinea il segretario regionale Giuseppe Caracciolo –, a fare la differenza sono state la professionalità, l’equilibrio e il senso dello Stato dal personale della Polizia di Stato in servizio presso il centro. Grazie alla loro competenza, alla capacità di gestione delle situazioni critiche e al costante spirito di sacrificio, è stato possibile fronteggiare efficacemente un evento che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi».
«Non è accettabile – prosegue Caracciolo – che episodi di questa natura si ripetano con una frequenza tale da rischiare di essere considerati fisiologici. Ogni incendio, ogni atto di violenza, ogni danneggiamento rappresenta un concreto pericolo per la vita e l’integrità fisica degli operatori e impone un impiego straordinario di risorse umane e professionali, con un inevitabile aggravio del carico di lavoro e delle responsabilità che gravano sul personale di Polizia».
Per queste ragioni il Siulp Sardegna richiama con forza la responsabilità della politica, nazionale e regionale, affinché affronti «la questione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri con un approccio pragmatico e risolutivo, abbandonando logiche emergenziali che hanno dimostrato tutti i loro limiti».
Per il sindacato occorre quindi «adottare con urgenza provvedimenti concreti che consentano di agevolare e semplificare il delicato e complesso servizio svolto quotidianamente dagli operatori della Polizia di Stato all’interno dei CPR. Servono interventi normativi che rendano più efficaci le procedure operative, investimenti per garantire strutture sicure e pienamente funzionali, adeguati rinforzi di personale e strumenti idonei a consentire agli operatori di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza».
«Non si può continuare – conclude il segretario del Siulp – a pretendere che siano esclusivamente la professionalità, il senso del dovere e lo spirito di sacrificio dei poliziotti a compensare carenze che richiedono invece precise scelte politiche e amministrative. Ora è il momento che anche la politica faccia la propria parte, assumendosi fino in fondo la responsabilità di garantire loro condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza della missione che sono chiamati a svolgere».
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