• 17 Aprile 2026
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Nuoro. Ha incassato per 13 anni la pensione della madre morta, denunciata per truffa aggravata

Incassa per 13 anni la pensione della madre morta a Nuoro
La donna è stata raggiunta anche da un decreto di sequestro preventivo del valore di oltre 200mila euro emesso dall’autorità giudiziaria sulla base delle indagini della Guardia di Finanza.

NUORO | 17 aprile 2026. Per oltre tredici anni avrebbe incassato illecitamente la pensione dell’Inps destinata alla madre deceduta. Con l’accusa di truffa aggravata, la Guardia di Finanza di Nuoro ha sequestrato beni e conti correnti per un valore complessivo di circa 226mila euro a una donna di origini nuoresi, da tempo residente in una regione del centro Italia. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dalla locale Autorità giudiziaria.

L’indagine, sviluppata su incroci documentali e bancari, ha svelato il meccanismo con cui l’indagata è riuscita a ingannare l’istituto previdenziale. L’origine della frode risiede in un errore informatico dell’anagrafe comunale: al momento del decesso dell’anziana, l’ufficio non ha trasmesso la comunicazione all’Inps, impedendo di fatto l’interruzione automatica degli assegni.

La donna, invece di segnalare l’anomalia, ha fatto finta di nulla continuando a incassare la pensione del genitore. A questa condotta si sarebbero poi aggiunti altri comportamenti tesi a ingannare la Pubblica Amministrazione, quali la mancata chiusura del conto corrente dedicato all’accredito degli emolumenti e l’aggiornamento periodico dei profili anagrafici presso gli istituti di credito, facendo risultare la madre ancora in vita.

Nonostante l’indagata abbia tentato di dichiararsi estranea alla gestione del conto, dagli accertamenti dei finanzieri sono emerse decine di operazioni a lei direttamente riconducibili, tra cui l’acquisto di biglietti aerei e prenotazioni alberghiere.

Nel corso delle investigazioni è stato scoperto, inoltre, che avrebbe anche gestito due immobili formalmente intestati alla madre, senza mai procedere alla dichiarazione di successione. Tale condotta, che attesterebbe la tacita accettazione dell’eredità, ha consentito di considerare i beni nella disponibilità effettiva dell’indagata e, quindi, di sottoporli a sequestro.

Per recuperare le somme indebitamente percepite, l’Autorità giudiziaria ha bloccato disponibilità finanziarie per circa 100mila euro, nonché un immobile situato nel centro di Nuoro del valore stimato di circa 200.000 euro.

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