• 23 Gennaio 2026
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Regione Sardegna. Finanziaria in Aula, il centrodestra attacca Todde sulla Sanità

Consiglio regionale
Discussione animata oggi in Consiglio regionale, con la Presidente, nonché Assessora ad interim, al centro delle dure critiche dell’opposizione.

CAGLIARI | 23 gennaio 2026. Si è tenuta oggi nell’Aula del Consiglio regionale della Sardegna la discussione sull’articolo 2 della legge di stabilità 2026, da 11,60 miliardi di euro, dedicato alla Sanità. Dopo gli interventi dei consiglieri di minoranza, è intervenuta la presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, che ha delineato il quadro complessivo del sistema sanitario regionale, illustrando le ragioni e gli obiettivi dell’interim e i principali indirizzi strategici dell’azione della Giunta.

Il consigliere di FdI, Fausto Piga, ha aperto dunque la discussione con toni particolarmente critici: «In Sanità, nei due anni di legislatura tutto quello che si poteva sbagliare avete sbagliato e non c’è un cittadino sardo, libero da condizionamenti politici, che possa dire che la situazione è migliorata, rispetto al passato». A giudizio dell’esponente della minoranza «i problemi sono peggiorati e il cambio di passo promesso dal Campo Largo in campagna elettorale non c’è stato». Da qui l’ulteriore accusa: «Avete perso tempo e dopo due anni avete cacciato l’assessore Bartolazzi perché ha fallito nella missione che gli avevate affidato ma anche la missione dei commissariamenti delle aziende sanitarie è andata in fumo». Piga ha citato le case della salute, le liste d’attesa, la medicina territoriale per ribadire che nei fatti, in materia di sanità «si è ancora al punto di partenza». Una ulteriore sottolineatura critica ha riguardato i cosiddetti cantieri Oss e ha definito «uno scandalo di mala gestione dei conti pubblici» la questione dei commissari Asl. «Nella passate legislatura – ha concluso Fausto Piga – dai banchi dell’opposizione ci urlavate “vergogna”, oggi vi diciamo che siete svergognati».

Stefano Schirru (Misto), ha posto l’accento sul doppio ruolo di assessora e presidente della Todde. «Non ha la bacchetta magica ma non si fa nemmeno aiutare», ha sottolineato rendendo noto che dalla giornata di ieri «le sale operatorie dell’ospedale Brotzu di Cagliari sono chiuse per la verifica dell’impianto elettrico». «Contesto – ha proseguito – che si continui a lavorare sempre in emergenza, senza programmazione e senza una visione di lungo periodo, per risolvere i troppi problemi della sanità sarda». A giudizio di Schirru il tema non è la carenza delle risorse «ma come si spendono». In conclusione del suo intervento, il consigliere del gruppo Misto ha auspicato il coinvolgimento degli accreditati privati e degli operatori nelle azioni intraprese per una più efficace gestione delle liste d’attesa.

Il capogruppo del Misto, Alessandro Sorgia, ha definito l’incarico ad interim nell’assessorato della Sanità «come un atto di superbia politica da parte della presidente Todde» che – a giudizio dell’esponente della minoranza rappresenta «un messaggio di abbandono dei medici, dei dirigenti e soprattutto dei pazienti sardi». «La presidente – ha incalzato Sorgia – mantiene la delega alla sanità per equilibri di potere, tutti interni alla maggioranza, ma il sistema è allo sbando». I punti dolenti, citati vanno dalle attese nei pronto soccorso alle cure, passando per il centro oculistico malattie rare di Cagliari («la struttura è pronta ma manca una firma per l’apertura e così i pazienti volano a Reggio Emilia per le cure»). Critiche anche al click day per l’attribuzione del medico di base e per il mancato riconoscimento dell’anzianità all’Asl 8: «Il tempo della propaganda è finito, la Todde ha fallito e alla Sanità serve un assessore».

Il consigliere di FI, Giuseppe Talanas, ha proseguito: «In questi due anni le avete sbagliate tutte, anche quando avete copiato ciò che era stato fatto nelle precedente legislatura, ad iniziare dalla volontà di proporre una nuova riforma del sistema sanitario». L’esponente della minoranza ha insistito inoltre sui cantieri Oss, denunciando che, nonostante le rassicurazioni a suo tempo fornite, nei fatti impediscono lo scorrimento delle graduatorie degli idonei. «I problemi della sanità – ha concluso Talanas – non dipendono da chi governa e sono certamente difficili da risolvere ma è evidente che tanti problemi sono peggiorati, ad incominciare da quelli che riguardano le guardie mediche».

Il consigliere Corrado Meloni (FdI), ha definito la sanità «punto dolente della compagine di governo che sta sgovernando la Sardegna» ed ha denunciato «un vero e proprio smantellamento del servizio sanitario regionale». L’esponente della minoranza ha criticato al formulazione dei commi 1, 2 e 3 dell’articolo 2, paventando il rischio di impugnativa da parte del governo.

«Cara presidente Todde ma chi gli e l’ha fatto fare?». Così il consigliere FdI, Gianluigi Rubiu ha introdotto il suo intervento per evidenziare le difficoltà e le enormi problematicità che caratterizzano il sistema sanitario. «Ci saremo aspettati azioni forti, tali da far dimenticare il disastro Bartolazzi – ha proseguito – sugli ospedali, piuttosto che sulla sanità territoriale, ma nella finanziaria c’è ben poca cosa». Rubiu ha concluso auspicando la nomina di un nuovo assessore della Sanità.

Il consigliere Stefano Tunis (Sardegna Venti/20) ha spiegato come il costo pro capite della sanità sarda sia superiore rispetto a quello sostenuto in altre Regione dove il sistema offre servizi efficaci, derivi da un eccesso di ospedalizzazione e dalla carenza di sanità territoriale. L’esponente della minoranza ha quindi fatto riferimento al tema dei nuovi ospedali e dell’edilizia sanitaria, come esempi delle iniziative «messe da parte» dalla nuova amministrazione regionale, senza peraltro che sia stato spiegato «che cosa si intende salvaguardare delle politiche messe in campo nei primi due anni della gestione Bartolazzi, rispetto alle nuove strategie». «L’articolo sulla sanità del Dl 158 – ha affermato Tunis – è infatti frammentario e non offre una organicità nella visione». Il consigliere centrista ha concluso il suo intervento ribadendo la necessità «che ci si muova all’interno della cornice normativa e non al confine di questa», perché «è per voi difficile conciliare l’elemento fiducia con la cornice normativa ed il rischio è che si continui ad inciampare ma l’inciampo non è soltanto per la presidente ma per l’intera comunità che patisce una evidente carenza di governo».

Giudizio negativo sulla situazione del sistema sanitario isolano anche da parte della consigliera Cristina Usai (FdI): «Non è facile parlare di sanità. Da semplice cittadino mi metterei a urlare per la situazione drammatica che abbiamo davanti. Ci ritroviamo a dover pregare quando stiamo male per riuscire a trovare una guardia medica aperta o per evitare di passare ore ed ore al pronto soccorso. Mi dispiace che neanche adesso in Aula si parli di sanità. Non vogliamo caricare tutti i problemi su di voi – ha concluso Usai rivolgendosi alla presidente Todde – però avevate promesso un miglioramento che invece non c’è stato».

Per Giuseppe Fasolino (Riformatori): «La sanità versa in cattive condizioni da tempo. Non è colpa di questa Giunta né di quella precedente. E’ colpa di tutti. Prima o poi però qualcuno si dovrà occupare di sanità. Dovrà trovare il coraggio di fare scelte nette che potrebbero scontentare qualcuno. Serve un cambio di metodo. Fino ad oggi si è fatto sempre lo stesso errore: si è pensato a mettere toppe senza invece pensare a un vestito nuovo per la sanità. Lo scenario è cambiato, serve un nuovo approccio. Non basta l’ordinaria amministrazione, né risolvere problemi dei singoli territori. Lei presidente Todde è davanti a un bivio: o ha un in mente un grande progetto e allora lo deve portare avanti, ma lo faccia subito altrimenti corre il rischio di non vederlo mai realizzato».

Per il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu «Non tutto quello che si è fatto in passato è sbagliato. La riforma varata nella scorsa legislatura non era così male. Bastava correggerla anziché rivoluzionarla. Non ci avete creduto e vi siete lasciati prendere la mano. Cambiare i direttori generali è stato un errore. Le nomine dei dirigenti sono a tempo, vincolate a contratti. Anche per questo la vostra riforma è stata impugnata. Non perdete tempo con le nomine, i vecchi direttori scadono ad agosto. Pensate piuttosto a un progetto per migliorare il sistema. Penso al mio territori dove c’è il rischio di chiusura dei reparti di pediatria e ostetricia per mancanza di medici».

Sulla stessa lunghezza d’onda Francesca Masala (FdI): «Dopo due anni di governo del centrosinistra il bilancio è disastroso. Si è perso tempo con leggi impugnate, commissari decaduti. La sanità è congelata per una scelta politica sbagliata. Questa legge finanziaria non risolve nessun problema (liste d’attesa, sanità territoriale, pronto soccorso in sofferenza). Non c’è una visione strategica. Il diritto alla salute sta diventando un privilegio. La medicina territoriale, indicata come prioritaria, è rimasta uno slogan». Masala ha poi invitato la presidente a individuare un nuovo assessore alla sanità: «L’interim non può durare in eterno. La sanità ha bisogno di una guida stabile».

Considerazione ripresa da Gianni Chessa (FI): «La Sardegna ha bisogno di un grande presidente e di un grande assessore alla Sanità, settore che rappresenta la più grande industria dell’Isola. Voi state agevolando la sanità privata a discapito di quella pubblica». Chessa ha poi invitato la presidente Todde a dimettersi dall’assessorato alla Sanità: «Non si può fare tutto, cadere in un delirio di onnipotenza. Oggi voi governate grazie ai voti di ex esponenti del Psd’Az che hanno riversato i loro voti sulla vostra coalizione. Quei tradimenti hanno consentito la sua elezione. La sanità però va sempre peggio. Invece di pensare a cacciar via i direttori generali si pensi a un progetto complessivo. Manca una visione generale».

Preoccupazione per la situazione del sistema sanitario regionale ha espresso anche Emanuele Cera (FdI): «Nel mio territorio un cittadino su tre è senza medico di base. Sono preoccupato per quello che sta succedendo. L’ ex assessore Bartolazzi vi ha accusato di non voler cambiare il sistema. La presidente Todde risponda a queste dichiarazioni gravissime». Cera ha poi elencato le principali criticità che affliggono la sanità sarda: «La vostra risposta però è un continuo rimando al passato. Nella scorsa legislatura, nonostante la pandemia, si è approvata una riforma vera della sanità. In questa legislatura invece si è fatto poco».

Per il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca è apprezzabile lo sforzo della presidente Todde di assumersi la responsabilità di prendere in mano una situazione che non funziona: «Non le imputiamo i mali della sanità, ciò che non va bene è quello che ha fatto la vostra Giunta in questi due anni. L’auspicio è che ci sia un cambio di rotta anche se ho qualche perplessità: non si possono svolgere due ruoli così importanti (presidente della Regione ed assessore alla Sanità) contemporaneamente». Sui contenuti della manovra finanziaria, Ticca è stato netto: «Nel provvedimento non c’è nulla che possa far presagire un cambio di passo. L’ospedale Brotzu, il più importante della Sardegna, attraversa una situazione molto grave. La chiusura delle sale operatorie è solo l’ultima di una lunga serie di cattive notizie. Questa Finanziaria non riaccende nemmeno una piccola fiammella di speranza».

Molto critico anche Antonello Peru (Sardegna 20/Venti): «La vostra priorità sono state le nomine. Questa è la causa principale della stagnazione. Il Tar qualche giorno fa ha reintegrato il direttore generale della Asl di Sassari, cacciato via dalla vostra riforma. È un dato oggettivo che certifica il vostro errore. Un tribunale lo ha messo nero su bianco. Avete inoltre disatteso una sentenza della Corte Costituzionale. Non solo, dopo aver nominato i commissari avete indicato anche i direttori generali. Questo aspetto ha di fatto paralizzato il sistema per due anni. Siamo al punto zero. Non c’è nessuna giustificazione per il vostro fallimento. Ci aspettiamo una presa di coscienza da parte vostra. Dovete chiedere scusa ai sardi».

Per Aldo Salaris (Riformatori) parlare di sanità è sempre difficile: «Non punto il dito contro di voi. Abbiamo sperimentato nella scorsa legislatura le difficoltà a risolvere i problemi strutturali del sistema. Oggi la presidente si trova davanti la stessa situazione. Non voglio fare critiche ma domande perché la sanità è un problema di tutti. Era il caso di modificare la precedente riforma chiesta a gran voce dai territori? Le difficoltà non possono essere risolte con strumenti come i cantieri sociali. Vada a Roma a chiarire che un sistema come quello della medicina di base deve essere modificato dal punto di vista normativo. Questa esigenza deve essere rivendicata a Roma. Il sistema sardo non può essere equiparato a quello di altre regioni italiane».

Per Paolo Truzzu (FdI) «il dato oggettivo è che la situazione in cui versa la sanità non è ascrivibile a questa maggioranza ma una serie di scelte fatte negli ultimi 20 anni. Un altro fatto oggettivo è che si è sbagliata la scelta dell’assessore, una persona che veniva da fuori e non conosceva la realtà sarda. Lo scorso anno per fare una riforma siamo andati al quinto mese di esercizio provvisorio. La riforma è stata poi cassata, così come sono state cassate le nomine. Tutto questo ha poi costretto la presidente a cacciare l’assessore Bartolazzi. L’assessorato ad interim assunto dalla Presidente è una mossa disperata perché nessuno, con un po’ di sale in zucca, è disposto a prendere in mano la patata bollente. Questa è la situazione, non si può dare la colpa alla precedente legislatura. La sanità sarda non può permettersi altri errori».

L’intervento della presidente Todde

Nella replica la presidente della Regione e assessore alla sanità, Alessandra Todde, prima di rispondere alle contestazioni della minoranza ha voluto ringraziare la macchina organizzativa della Protezione Civile per come è stata affrontata l’emergenza maltempo. Todde ha anche confermato i primi provvedimenti finanziari per dare risposte a cittadini e imprese e l’impegno del governo nazionale che ha dato piena disponibilità a fornire gli strumenti per ristorare le popolazioni colpite dal ciclone Harry.

In apertura, la Presidente ha rivolto un ringraziamento alle strutture della Protezione civile, ai sindaci e a tutte le persone coinvolte nella gestione dell’emergenza che ha colpito in questi giorni diversi territori dell’Isola. “In giornate difficilissime, davanti a un evento straordinario, è stata messa in campo una macchina organizzativa che ha evitato vittime e probabilmente danni ancora maggiori. Ora è fondamentale che Consiglio e Giunta diano risposte immediate alle comunità e alle attività produttive colpite, che hanno bisogno di sostegno concreto per ripartire”, ha affermato la Presidente, esprimendo inoltre apprezzamento per la vicinanza e la disponibilità operativa manifestata dal Governo nazionale. Entrando nel merito della sanità, la Presidente ha voluto allargare il ragionamento oltre i singoli commi della finanziaria, ricordando che quasi l’intera massa manovrabile è assorbita dal fondo sanitario regionale.

Alessandra Todde ha sottolineato la complessità del sistema regionale, segnato da decenni di riforme e riorganizzazioni, e ha chiarito il senso dell’interim: «La sanità è il vero banco di prova di un mandato. Non possiamo permetterci arroganza: nessuno arriva con soluzioni miracolose. L’interim nasce dalla volontà di affrontare direttamente le criticità, con umiltà, ascolto e responsabilità».

Tra i nodi principali, Todde ha indicato la mancanza di una diffusa cultura del dato: “Senza misurazione e senza indicatori chiari non è possibile valutare l’efficacia delle politiche pubbliche. Non possiamo basarci su percezioni: dobbiamo costruire una cultura del dato che consenta di apprezzare risultati concreti e misurabili”. In questo quadro, la Presidente ha richiamato la necessità di rafforzare i processi organizzativi e la rete tra territorio e ospedali: “Le riforme del passato hanno spesso frammentato i percorsi di cura, indebolendo la presa in carico complessiva. Dobbiamo ricostruire una rete capace di integrare ospedali e servizi territoriali, superando competizioni sterili”.

Un passaggio centrale è stato dedicato al PNRR, definito “un’opportunità straordinaria che non possiamo sprecare. La programmazione delle case e degli ospedali di comunità deve essere coerente con il ruolo dei medici di medicina generale e delle guardie mediche, altrimenti rischiamo di perdere un’altra occasione per rafforzare il presidio dei territori”, ha sottolineato.

La Presidente ha quindi richiamato alcuni risultati già conseguiti: «Dopo anni di stallo, abbiamo chiuso l’accordo con i medici di medicina generale e rifinanziato quello con i pediatri di libera scelta. Sono passaggi fondamentali per costruire una programmazione efficace e affrontare le carenze sul territorio”. Tra i segnali positivi sono stati citati anche il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata, passata in un anno da poco più del 6 a oltre l’11 per cento, centrando l’obiettivo Pnrr del 10%. «Inoltre – ha proseguito la Presidente – è stato dato un segnale forte e chiaro che vogliamo occuparci dei nostri figli con l’istituzione di 6 posti di rianimazione pediatrica al Brotzu».

Sul tema delle liste d’attesa, Todde ha ribadito che «il problema è soprattutto organizzativo: sistemi frammentati e liste statiche non consentono di dare risposte tempestive ai cittadini. Occorre ripensare i processi, così come il rapporto con il privato convenzionato, passando da una logica di budget libero a una programmazione basata su prestazioni mirate e obiettivi chiari».

In conclusione, ha illustrato i contenuti finanziari dell’articolo 2, annunciando la destinazione di 100 milioni di euro al Fondo sanitario regionale: «Si tratta di risorse necessarie per garantire il rispetto della normativa nazionale e la continuità delle misure già avviate. Sulla loro programmazione siamo pronti a un confronto aperto con maggioranza e minoranza».

«Non mi interessa che il cambiamento venga attribuito a questa o a quella parte politica – ha concluso la Presidente – ma che venga costruita una strategia solida, capace di durare nel tempo e di andare oltre una singola legislatura. I sardi giudicheranno i risultati, ed è su quelli che dobbiamo essere misurati».

Al termine della replica della Giunta, il presidente Comandini ha sospeso la seduta e convocato una breve Conferenza dei Capigruppo. Al ritorno in Aula, ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 27 gennaio alle 10.30.

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