Un gruppo di fedeli di Benetutti in pellegrinaggio ad Assisi e Cascia
BENETUTTI | 2 luglio 2026. In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 3 ottobre del 1226, un gruppo di fedeli di Benetutti, tra il 26 e il 28 giugno ha partecipato ad un viaggio che ha toccato i luoghi più importanti legati alla vita del Santo e a quella di Santa Rita da Cascia, entrambi legati spiritualmente dall’intensa meditazione della Passione di Cristo e dal dono mistico delle stimmate.
L’idea, partita dalla signora Francesca Mellino, prioressa di quest’anno del comitato di San Francesco, ha coinvolto dapprima un gruppo di componenti dello stesso, accomunati dal nome di Francesco e Francesca e successivamente le loro famiglie e alcuni devoti del Santo di Assisi che si sono voluti unire a loro.
Momento centrale del pellegrinaggio è stata la visita a Santa Maria degli Angeli che al suo interno custodisce la Porziuncola, una piccola chiesa del X secolo, che fu restaurata da San Francesco e che diede inizio alla Fraternità francescana. Adiacente ad essa si trova la Cappella del Transito, nella quale egli morì.

La visita alla basilica e la messa al suo interno, sono state introdotte dalle parole profonde di un frate della famiglia dei Frati Minori Conventuali che ha saputo toccare le corde del cuore e dell’anima di ognuno dei presenti. “Guardare e Ascoltare” ha esordito, richiamando l’attenzione su queste due parole e riempiendole di quel significato che spesso gli uomini di questo tempo sembrano aver perso, presi come sono dalla frenesia di ogni giorno. La parola perdono invece, è stata la protagonista della seconda parte del suo discorso, durante in quale il frate ne ha ricordato il significato più autentico trasmesso ai fedeli da Gesù Cristo e dal Poverello di Assisi: il Perdono inteso come uno strumento di pace per combattere l’odio, come recita la celebre preghiera “Dov’è offesa fa che io porti il perdono”.

Successivamente i fedeli si sono recati alla Basilica di Santa Chiara, che ne custodisce il corpo ed hanno poi proseguito verso il Santuario della Spogliazione, dove riposa San Carlo Acutis, il giovane santo tanto devoto a San Francesco da chiedere ai genitori di essere sepolto proprio ad Assisi e che con la sua testimonianza ha dimostrato che la santità non è riservata solamente a figure lontane nel tempo o nello stile di vita ma che, al contrario, evidenzia come si possa vivere il Vangelo nella quotidianità, con uno zaino sulle spalle, un computer sul tavolo e la voglia di testimoniare il bene con semplicità. Questo stile di vita, fatto di piccoli gesti, ma guidato da un grande amore, è ciò che ha colpito milioni di giovani, che oggi vedono in lui un modello credibile, vicino e concreto.

Ultima tappa del viaggio è stata la città di Cascia e la vicina frazione di Rocca Porena, dove i pellegrini hanno potuto visitare i luoghi più importanti nei quali visse e morì Santa Rita: La Basilica nella quale si trova l’urna che custodisce il corpo della Santa; il Monastero adiacente, nel quale Essa visse per quarant’anni come monaca agostiniana; il chiostro, il roseto e l’oratorio dove la Santa ricevette la spina della corona di cristo. Infine la casa dove Santa Rita nacque nel 1381 e l’abitazione dove visse da sposa e madre, oggi trasformata in cappella.
Ciò che rimane al rientro da questi luoghi non sono solamente delle belle immagini o dei bei souvenir ma un grande bagaglio di emozioni, gioie, sorrisi e momenti di condivisione che arricchiscono il cuore e l’anima di chi ha deciso di partire.
Maria Francesca Ricci
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