• 15 Maggio 2026
  •  

Illorai, nuovo automezzo per la Compagnia Barracellare

Barracelli Illorai
Il veicolo, Toyota Hilux, è stato acquistato con fondi regionali e il sostegno del Comune. Sarà utilizzato per le attività di antincendio e soccorso.

ILLORAI | 15 maggio 2026. La Compagnia Barracellare di Illorai amplia il parco dei mezzi operativi di servizio: il nuovo Toyota Hilux (targato HA914XB), attrezzato e funzionale per le attività di prevenzione e tutela sul territorio goceanino, è stato inaugurato e presentato ufficialmente con una cerimonia a cui hanno partecipato le associazioni locali, amministratori comunali, il comandante della Stazione Carabinieri e numerosi cittadini. L’evento è stato caratterizzato da brevi interventi augurali e dal significativo momento della cerimonia di benedizione del mezzo.

Benedizione automezzo barracelli Illorai
Il momento della benedizione da parte del parroco don Pietro Maya.

La Compagnia di Illorai, riconfermata alcuni mesi fa e che conta di un organico di 20 barracelli, è guidata dal capitano Settimo Fois, dai tenenti Salvatore Era e Giovanni Gregu, dal segretario Giuseppe Zedde. Il prestigioso automezzo Hilux, di riconosciuta affidabilità-robustezza ed apprezzato per le attività di antincendio e di soccorso in Sardegna, è stato acquisito tramite finanziamento regionale e il patrocinio del Comune; risulta equipaggiato con moduli antincendio e strumenti adeguati per operare nella prevenzione e interventi di protezione civile a sostegno della sicurezza territoriale.

Automezzo barraccelli Illorai

L’attualità, dopo le disposizioni transitorie intese a favorire il funzionamento e sviluppo delle compagnie barracellari, fa riferimento alla Legge Regionale del 15 luglio 1988 – n° 25 che, nel corso degli anni, ha ampliato ruolo e potenzialità dei servizi con integrazioni e adeguamenti. Tempi nuovi per un servizio che attinge all’epoca giudicale e a testi di diritto medievale sardo.

L’origine dei barracelli (barrantzellos), voce sarda derivata dallo spagnolo barrachel o dal medievale italiano bargello, è collegata allo sviluppo della ruralità isolana e alla necessità di condizioni di sicurezza e controllo delle campagne.

L’istituzione, presenza storica di polizia rurale per contrastare vandalismi e furti in un sistema di responsabilità collettiva delle diverse comunità territoriali, risale all’immediato periodo della fine giudicale (1420 circa) e alla conseguente presenza aragonese in Sardegna.

Il barracellariato, con l’introduzione dell’elemento di responsabilità assicurativa e il riconoscimento economico per i proprietari danneggiati, ha rappresentato un particolarissimo e raro esempio di solidarietà comunitaria a protezione del lavoro agrario.

Tutto ciò era stato avviato e radicato già nell’epoca giudicale, con il Codice Rurale di Mariano IV d’Arborea, che in considerazione de “sos multos lamentos (…) peri in terra de Arbarèe e de Logudoro, pro sas vingias, ortos e lavores chi si disfaghent e consumant peri sa poca guardia”, aveva codificato delle lungimiranti norme di tutela. L’attività, sviluppo e diffusione delle Compagnie barracellari è documentata da vari scritti e statuti comunali del ‘500 (in quello sassarese  vi si trova nella dizione  “barincellos” e con l’incarico di “bardiare a die et de notte”) e va a sostituire gradatamente il Maiore, i Jurados e i Guardianos di memoria arborense (Carta de Logu).

L’istituto barracellare sardo è stato continuamente regolamentato da disposizioni, circolari e leggi. Determinante, e importante storicamente, il pregone del 4 ottobre 1827, dopo quanto emesso in materia tra il 1755 e 1821, che segna la nascita della milizia barracellare del Regno di Sardegna: 19 battaglioni organizzati operativamente in una fitta rete di diramazioni, corrispondenze, contatti e “anelli di comunicazione” che interessano tutti i comuni dell’Isola. Con le leggi successive (regio decreto 4 luglio 1898) l’attività barracellare, dichiarata facoltativa e di libera e mutua assicurazione, è primariamente impegnata nella repressione dell’abigeato e del pascolo abusivo.

L’apporto e impegno della prestigiosa istituzione storica sarda, memore di rappresentare jurados e bardianos, garantisce attualmente un determinato servizio rivolto al funzionamento e necessità ambientali e sociali del presente; particolare attenzione barracellare è rivolta alla vigilanza e tutela dei  beni di uso civico (parchi, aree vincolate e protette, demanio armentizio, caccia e pesca) e all’impegno primario, totalizzante e professionale di vigilanza ambientale, nella tutela del patrimonio boschivo con l’attiva operosità  nella prevenzione e lotta contro gli incendi.

Cristoforo Puddu

Riproduzione riservata © Logudorolive

Leggi le altre notizie su logudorolive.it

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Logudorolive nella tua casella di posta, inserisci il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.