La 67ª edizione del Premio Ozieri a Vincenzo Pisanu, Giampaolo Pisu e Sandro Biccai
Sabato 26 settembre la cerimonia di premiazione nel quartiere fieristico di San Nicola del concorso letterario in lingua sarda.
OZIERI | 19 settembre 2026. Un traguardo storico e un ritorno alle origini. Sabato 26 settembre, nel quartiere fieristico di San Nicola, a partire dalle ore 16:30, andrà in scena la cerimonia di premiazione della 67ma edizione del Premio Ozieri di Letteratura Sarda, che quest’anno celebra il settantesimo anniversario di fondazione e si riallaccia temporalmente, seppur a distanza di una settimana, alla festa della Beata Vergine del Rimedio. Il concorso, infatti, è nato nel 1956 proprio all’interno dei festeggiamenti – attualmente in corso – di questa sentita ricorrenza per la comunità ozierese.
Durante l’attesa serata, condotta dal giornalista Piersandro Pillonca, affiancato dalla direzione artistica di Marco Fenudi, saranno dunque premiate le opere letterarie vincitrici nelle tre categorie in gara, individuate dalla giuria presieduta da Dino Manca. (La cerimonia si potrà seguire in diretta anche sul canale You Tube del Premio).
Nella sezione Poesia sarda (dedicata al linguista Antoni Sanna), il primo premio è andato a Vincenzo Pisanu con l’opera A fogu aintru. Si tratta di un componimento dal ritmo inesausto e dalla grande forza visiva, in cui le fiamme diventano una potente metafora universale del dolore e dell’esistenza. Completano il podio il secondo posto di Luca Meledina con Kristalltag e il terzo di Francesca Ruiu con Un pezzu di carri mea. La Giuria ha inoltre conferito una segnalazione e un premio speciale a Pasqualina Nieddu per l’opera Non trapes.
Per la Prosa sarda (sezione intitolata al fondatore del premio, Tonino Ledda), il gradino più alto è stato conquistato da Giampaolo Pisu con Sa bocia. L’autore ha convinto i giurati con un racconto distopico e originale che esplora il tema della superbia, tracciando la parabola di un uomo che acquisisce facoltà straordinarie in seguito alla caduta di una misteriosa palla luminosa. Al secondo posto si è classificato Andrea Pau con Prumu e pruini, mentre al terzo si è posizionato Pier Giuseppe Branca con Frores e fertas de Stanis Laore. Premio speciale è andato invece a Ida Patta per l’opera Intendèi, intendèi! Su bandu de tiu Tomasu! Aiò! Aiò!.
Infine, nella sezione Tra poesia e càntigu (dedicata ad Antoni Cubeddu, fondatore della moderna gara poetica improvvisata), la vittoria è stata assegnata a Sandro Biccai con Abbandonada. L’opera si è distinta per una profonda e toccante riflessione sulla tutela della lingua sarda – concepita come simbolo di identità universale – magistralmente strutturata attraverso la complessa metrica del mutetu fioridu a tres pes. Seguono al secondo posto Salvatore Porcu con Arrepentina orunesa e al terzo Dante Erriu con A tui amori.
Nel corso della manifestazione saranno inoltre consegnati quattro riconoscimenti speciali ad altrettante personalità, che si sono distinte nei loro ambiti nella valorizzazione dell’identità sarda (leggi). Il Trofeo “Premio Ozieri” sarà consegnato all’archeologa e docente universitaria Giuseppa Tanda; il Premio all’Arte al musicista e compositore Francesco Medda, in arte “Arrogalla”; il Premio alla Cultura al pittore, scultore e docente Alfonso Silba; il Premio “Città di Ozieri” all’ex amministratore pubblico e politico Vanni Fadda.
Il Premio Ozieri: un’istituzione di rilievo nazionale
Il Premio Ozieri non è solo un patrimonio sardo, ma una vera e propria eccellenza nel panorama letterario nazionale. Come sottolineato dal presidente dell’APS Premio Ozieri, Vittorio Ledda, l’archivio del concorso è stato riconosciuto di “interesse storico” dal Ministero della Cultura. Numeri alla mano, l’Ozieri occupa il quinto posto ex aequo (insieme al Premio Carducci) tra i concorsi di poesia più longevi d’Italia, preceduto unicamente da giganti storici come il Viareggio, il Lerici Golfo dei Poeti e il Ceppo di Pistoia. Ma il dato più significativo è un altro: si conferma come il primo premio in assoluto in Italia concepito in una lingua minoritaria diversa da quella ufficiale italiana.
La vitalità e l’attualità di questa istituzione sono state ribadite dal presidente della Giuria, il professor Dino Manca, che ha richiamato la suggestiva metafora de su fogu de fraile: il fuoco della fucina in cui la lingua si modella continuamente per raccontare la modernità e le sue sfide.
Hanno affiancato Manca nel delicato compito di valutazione delle opere, un comitato scientifico di altissimo profilo, composto dalla vicepresidente Anna Cristina Serra e dai giurati Cristiano Becciu, Duilio Caocci, Clara Farina, Riccardo Mura, Giambernardo Piroddi, Simone Pisano e Gabriele Tanda, con Marco Fenudi in veste di segretario verbalizzante.
Annullo speciale per i 70 anni del Premio
Prima, durante e dopo la premiazione si potrà acquistare una cartolina e francobollo a prezzo simbolico e richiedere l’apposizione dell’annullo speciale. Un modo per celebrare l’importanza del Premio per la tutela della lingua sarda e la cultura della Sardegna, offrendo la possibilità di acquisire un documento filatelico commemorativo o di inviarlo agli affetti più cari.
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