• 24 Luglio 2024
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A Posada domani ritorna il rito di “Su Mamentomo”

Posada

POSADA (NU). Riscoprire le tradizioni per valorizzare il patrimonio identitario. È l’obiettivo del Comune di Posada che per il Carnevale Posadino punta a offrire momenti di svago abbinati a momenti di riscoperta degli usi e costumi di una volta.

Due i giorni dedicati al Carnevale. In collaborazione con l’associazione Nighele e il comitato della Madonna del Soccorso, si potrà assistere alla sfilata dei carri prevista per oggi alle 15, a cui seguirà una serata dedicata all’Holi Color Show e alla Baby Dance, per concludersi un DJ-Set, con un punto ristoro per allietare i palati.

La seconda giornata, quella di domani 22 febbraio, invece, sarà incentrata sulla tradizione. In Sardegna il mercoledì delle Ceneri è conosciuto come “Mèrcuris de lìssia” e in diversi paesi si celebra il rito di su Mamentomo (reinterpretazione linguistica in sardo del Memento Homo latino). A Posada, un tempo, si era soliti cantare: “essinde carrasegare, intrende su Mamentomo, sas baghianas de como son imparende a ballare”.

Ai riti prettamente sacri, si accompagnavano anche quelli profani: una volta finita la messa, infatti, mentre le ragazze si accingevano a rientrare alle loro case, alcuni gruppi di ragazzi si nascondevano per tendere loro un “agguato”: il loro obbiettivo era quello di rincorrerle e di tingere loro il viso di nero con su titieddu, fuliggine ottenuta dalla bruciatura del sughero. Una vera e propria parodia di quanto avvenuto poco prima durante la messa, quando il sacerdote cospargeva il capo dei penitenti di cenere.

I riti profani continuavano la sera, quando diversi gruppi di ragazzi si radunavano e tutti insieme andavano per le vie del paese di casa in casa ad ungere le persone. Si recavano in particolare nelle abitazioni delle ragazze ancora nubili, come augurio di trovare al più presto fidanzato e/o marito. Su questo augurio era incentrata anche la cerimonia che alcuni ragazzi celebravano la notte fonda, quando, mascherati e con in mano su rocu, un bastone appuntito, si recavano verso le case de sas baghianas (ragazze nubili) e all’ingresso conficcavano il bastone per terra. Dopodiché iniziavano ad intonare:

Tichirianna tocu
in s’oru ‘e sa janna
ti fichimmus su rocu
tocu tichirianna.
Tichirianna tocu
li fichimmus su rocu
in s’oru ‘e sa janna tocu tichirianna

trascinando nel canto anche le ragazze. Dopo questa sorta di serenata, i genitori delle ragazze avevano l’obbligo/dovere di offrire a questi giovani da bere e da mangiare, in particolar modo vino, urilletas e busones. Questa cerimonia si trasformava dunque in una vera e propria occasione di corteggiamento, in cui i ragazzi avevano la possibilità di esprimere il loro apprezzamento verso le ragazze nubili del paese.

Il 22 febbraio questi riti verranno reinterpretati per dare vita una cerimonia-spettacolo che ha l’intento sia di rinverdire la tradizione sia di offrire a visitatori e curiosi una visione nuova del Carnevale Posadino; l’augurio dell’Amministrazione Comunale è che ci sia un’ampia partecipazione sia della cittadinanza sia di turisti alla ricerca di manifestazioni divertenti e identitarie.

«Il successo della manifestazione si è già avuto a monte, grazie alla grande partecipazione data dall’intera cittadinanza», sottolinea Simona Deledda, delegata al Turismo e Spettacolo del Comune di Posada, che aggiunge: «Sono estremamente felice dell’organizzazione di queste due giornate carnevalesche che hanno messo in luce una bellissima partecipazione di tante componenti del Paese».

«A nome dell’intera Amministrazione vorrei infatti ringraziare pubblicamente – continua la consigliera comunale –, i funzionari comunali, su Prèmiu de Poesia, su Tenore de Pasada, l’associazione Nighele, il CEAS Casa delle Dame, i ragazzi del Servizio Civile, la Protezione Civile, la Compagnia Barracellare, il corso di ballo sardo, tutti gli artisti che si stanno prestando agli spettacoli – in particolar modo i bambini e i ragazzi che si esibiranno – i cuochi e le cuoche che offriranno a tutti i partecipanti vino, urilletas e busones e tutti coloro i quali, a diverso titolo, stanno contribuendo alla buona riuscita di quest’evento».

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