• 27 Gennaio 2021
  •  
Logudorolive

Agricoltura biologica: la Sardegna al 7° posto tra le regioni italiane

L’agricoltura biologica in Sardegna nel 2019 ha superato i 120mila ettari, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno prima. Numeri che piazzano l’Isola al settimo posto nella classifica delle Regioni italiane bio. Il totale della superficie biologica in Italia sfiora i 2milioni di ettari (+2%).
Dato che risponde alla svolta green degli italiani favorita dall’emergenza Covid. I consumi domestici di alimenti biologici in Italia hanno raggiunto infatti la cifra record di 3,3 miliardi di euro per effetto di una crescita del 4,4% nell’anno terminante a giugno 2020, come emerso nell’incontro organizzato dalla Coldiretti per la presentazione del rapporto annuale del SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’agricoltura biologica) che registra i principali numeri del settore in Italia: mercato, superfici, produzioni del biologico italiano con le tendenze e gli andamenti storici.
L’Italia è nel 2019 il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico con 80.643 operatori coinvolti (+2%), mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%).
L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a livello nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga e la Sardegna che registra oltre il 10%, al di sopra della media UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e a quella dei principali Paesi produttori come Spagna (10,1%), Germania (9,07%) e Francia (8,06%).
In Sardegna le aziende agricole impegnate nel biologico sono circa 2mila. Le coltivazioni principali sono le colture foraggere (circa 16.500 ettari) e i cereali (oltre 6mila ettari). Seguono le colture seminative (5.500 ettari), vite (oltre 1.600 ettari), olivo (circa 3.600), ortaggi (circa 800 ettari), frutta (circa 300), per citare le principali.
Il biologico registra un trend positivo da oltre dieci anni che la situazione emergenziale ha consolidato: +11% delle vendite nella grande distribuzione organizzata (GDO) durante il lockdown. I prodotti bio che prediligono gli italiani, secondo l’Ismea, sono i freschi (+7,2% per gli ortaggi) e alcune categorie specifiche come le uova (9,7%).
Da sottolineare anche l’aumento delle importazioni di prodotti biologici da Paesi extracomunitari: +13,1% nel 2019 rispetto all’anno precedente. I cereali (30,2%), le colture industriali (19,5) e la frutta fresca e secca (17%) sono le categorie di prodotto biologico più importate. I tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti sono invece le colture industriali (+35,2%), i cereali (16,9%) e la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%).
«L’agricoltura biologica ha grosse potenzialità economiche come del resto confermano i numeri sui consumi nazionali e le importazioni – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. I consumatori sono attenti e consapevoli nell’acquisto del cibo e ricercano la qualità, come del resto conferma anche il successo dei nostri mercati di Campagna Amica, dove quotidianamente affermiamo e diffondiamo questa cultura. Ma proprio per questo è necessario rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati affinché rispettino gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei».
«Controlli che devono tutelare i consumatori ma anche le imprese agricole che sono sempre più sensibili ad una agricoltura sostenibile e certificata bio ed in particolare i giovani – evidenzia il direttore di Coldiretti Luca Saba –: molti hanno aziende multifunzionali che effettuano la vendita diretta con prodotti biologici, spesso frutto di processi virtuosi sostenibili innovativi».