• 11 Agosto 2022
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Economia. Cna Sardegna: Pil regionale al +2,3% nel 2022

lavoro operaio
Presentato ieri a Cagliari il decimo Rapporto congiunturale.

Nel 2022 prevista una crescita del Pil regionale del +2,3% contro una previsione nazionale del +2,8%. È il dato che emerge dal X Rapporto congiunturale della Cna Sardegna presentato ieri, sabato 16 luglio, a Cagliari.

Nonostante la crisi sanitaria e la “tempesta perfetta” causata dalla mancanza di materie prime e dal caro energia, negli ultimi due anni il 38% delle imprese artigiane sarde è riuscito a programmare degli investimenti significativi, percentuale che sale al 68% per le imprese con fatturato superiore a 500mila euro. Il 68% delle imprese inoltre ha utilizzato le garanzie pubbliche per finanziare l’attività corrente, 74% tra le imprese più piccole

Sul fronte occupazionale il settore, che negli ultimi 12 anni ha vissuto una crisi senza precedenti che ha portato alla cessazione di circa 9mila imprese, registra comunque una sostanziale tenuta: appena il 3,5% delle aziende ha ridotto gli addetti, percentuale che sale al 7% tra le imprese più piccole. Tutto ciò nonostante l’impennata dei costi di produzione abbia interessato nel primo semestre 2022 oltre il 90% delle imprese, assottigliando i margini di attività e l’utile di impresa (il 56% delle aziende artigiane non ha scaricato sull’utente finale l’aumento dei costi).

Alla fine del 2021 risultano 34.207 imprese artigiane: – 0,3% rispetto al 2020. Attualmente gli artigiani rappresentano il 24% del totale delle imprese sarde.

Nel 2021 una impresa artigiana su cento è stata attiva all’estero,

il 6% delle imprese artigiane sarde opera fuori dai confini regionali.

Quasi il 70% delle imprese ha un fatturato inferiore a 100 mila euro.

Il Rapporto regala, dunque, una fotografia con luci ed ombre di un settore essenziale per l’economia isolana, testimoniando ancora una volta la straordinaria resilienza e capacità di tenuta del mondo dell’artigianato sardo che, in un contesto nazionale e internazionale fortemente incerto, si prepara ad affrontare le sfide del 2022. La ricerca, effettuata su un campione di 700 imprese, fotografa la reale condizione delle aziende artigiane sarde attraverso i principali rilevatori economici (ordini, fatturato, occupazione, accesso al credito e costi di produzione), offrendo un quadro aggiornato sulla particolare congiuntura economica e importanti indicazioni per valutare l’impatto che il protrarsi della crisi sta avendo sul sistema delle imprese artigiane sarde.

«In questa particolare difficile congiuntura ci attendiamo che il governo Nazionale possa disinnescare e riportare in tempi ragionevoli ad una condizione di ordinarietà, la minaccia dell’insostenibile incremento dei costi energetici e di un’inflazione ormai quasi fuori controllo», commentano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna, auspicando a livello nazionale il varo delle grandi riforme di struttura: Fisco, Giustizia, Pubblica Amministrazione, che sono la condizione necessaria non solo per ottenere i soldi del Piano di Ripresa e Resilienza, ma più in generale per arrestare il declino del paese.

Secondo Cna Sardegna è però fondamentale utilizzare al meglio le risorse di cui la Sardegna dovrà disporre per i prossimi 5/6 anni. «Si apre una fase cruciale per le prospettive di crescita e di sviluppo della società sarda, che chiama in campo responsabilità diffuse, non solo politiche e istituzionali – spiegano –. L’eccezionalità delle risorse di cui disponiamo deve essere sostenuta da un processo programmatorio e dalla messa in campo di progetti che ne consentano un’allocazione virtuosa, in linea con gli obbiettivi che vogliamo raggiungere».

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«Sul fronte regionale ci auguriamo – proseguono Tomasi e Porcu – che la legge “Omnibus” che disporrà di ulteriori 78 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione 2021, all’attenzione nelle prossime settimane del Consiglio Regionale, completi e definisca positivamente per le imprese le posizioni ancora aperte dei vari fondi, “Resisto, “Emergenza Imprese”, fino alla nostra “949”. Ci auguriamo così di archiviare la lunga stagione dell’emergenza che ha inevitabilmente contratto e ridotto il confronto e le interlocuzioni tra la presidenza della regione e il mondo della rappresentanza sui grandi temi e sulle grandi questioni che ha di fronte oggi la società sarda, fortunatamente in tempi di PNRR».

Per la programmazione di questi obiettivi di sviluppo Tomasi e Porcu chiedono che la Presidenza della Regione istituisca una cabina di regia con le forze sociali più rappresentative e il sistema delle autonomie locali per preparare imprese e amministrazioni locali a concorrere con maggiori possibilità di successo alle centinaia di bandi che PNRR e Fondi Europei metteranno a disposizione nei prossimi anni.

«Occorre infine – concludono i vertici Cna Sardegna – un cambio di passo nell’azione del governo regionale che consenta di concludere e qualificare positivamente la fase finale della legislatura approvando provvedimenti attesi da tempo: la legge urbanistica, una riforma che riordini e riconfiguri il sistema amministrativo/istituzionale definendo ruoli, funzioni e risorse in capo a Regione, province e comuni, precondizione per avviare un processo di sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi/autorizzativi ordinandoli secondo procedure più semplici e celeri così da sostenere e facilitare lo sforzo di investimento dei nostri comuni e non frustrare la voglia di intrapresa di cittadini e imprese».

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