• 19 Ottobre 2021
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Il Vescovo di Tempio rende obbligatoria la vaccinazione per chi svolge servizi alla comunità

Il vescovo di Tempio, Sebastiano Sanguinetti: «La tutela della salute nostra e dei nostri fratelli è dovere di carità».


TEMPIO. «Essendo la vaccinazione l’unico rimedio per debellare il virus è dovere di tutti vaccinarsi. Perciò, tutti coloro che nella Chiesa svolgono servizi alla comunità (sacerdoti, diaconi, catechisti, formatori, animatori di gruppi, ministeri vari) hanno l’obbligo di vaccinarsi». Questo il primo dei tre punti messi nero su bianco dal vescovo di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti nella lettera inviata ai sacerdoti e diaconi della Diocesi gallurese sul tema “Vaccinazioni, green pass e norme anti-Covid”.

Sul green pass, Sanguinetti scrive: «Per poter svolgere qualunque dei suddetti servizi è fatto obbligo di munirsi dell’apposito green pass. È quindi dovere del Parroco osservare e far osservare tale prescrizione, anche nei confronti di eventuali sacerdoti e ministri ospiti e di passaggio. La mancanza di tale requisito impedisce lo svolgimento di qualunque servizio comunitario».

La terza indicazione, le processioni, il vescovo di Tempio scrive: «Va ribadito che i protocolli del maggio 2020 relativamente alle norme da seguire nelle nostre celebrazioni e attività pastorali, comprese le processioni, sono ancora invariati e tuttora in vigore. Circa le processioni, ho più volte ribadito che sono consentite alle condizioni previste: uso delle mascherine e distanziamento di 2 metri da persona a persona, come per ogni manifestazione in movimento. Pertanto, le processioni, d’intesa con le Autorità locali, si possono tenere purché vengano osservate queste norme e soltanto se vi siano gli strumenti e le persone necessari per farle osservare».

Nella lettera il Vescovo chiarisce anche i motivi che lo hanno spinto a prendere queste decisioni. «Fin dall’inizio della pandemia – spiega Sanguinetti –, come Chiesa ci siamo attenuti all’osservanza di tutte le norme sanitarie volte a impedire la diffusione del virus. In quanto cittadini dello Stato, noi cattolici siamo tenuti ad osservarne le leggi. Come cattolici, la tutela della salute nostra e dei nostri fratelli è dovere di carità. Il bene delle anime, infatti, non può essere mai separato dal bene integrale della persona umana, in quanto corpo e spirito. Questo è il principio che ci ha sempre guidato nel dettare le norme da osservare, per evitare iniziative di carattere personale che, oltre che dannose sul piano sanitario, creano sconcerto e confusione tra i fedeli».

«Lo stesso principio – prosegue il Vescovo – mi porta a ribadire alcune indicazioni (i tre punti già esposti ndr) per l’attuale situazione sanitaria che, sebbene migliorata rispetto al passato grazie ai vaccini, presenta ancora serie criticità e seri rischi a causa dei comportamenti sconsiderati di larghe fasce della popolazione. Proprio tali comportamenti portano la Chiesa a un più forte richiamo all’assunzione di una coerente responsabilità personale e comunitaria».