• 24 Luglio 2024
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Intervista a Ferruccio Terrosu, il mister della salvezza del Calangianus

Ferruccio Terrosu

OZIERI. Ferruccio Terrosu, allenatore del Calangianus che nell’appena conclusa stagione 2022/2023 ha portato ad una più che onorevole salvezza, è il nostro intervistato di turno. Questo il testo della nostra chiacchierata.

Buongiorno mister, un’esperienza senz’altro positiva, in una piazza esigente come quella di Calangianus; quali le tue riflessioni a bocce ferme?
«Certamente un’esperienza più che positiva in una piazza e in un campionato di altissimo livello. Quando ad ottobre mi è stata affidata la conduzione tecnica, si erano già disputate dieci partite, la squadra navigava nella zona bassa della classifica e, nonostante fosse composta da buoni giocatori, era tutta da assemblare. La Società ha preso coscienza che essendo matricola ed avendo smantellato tutto l’impianto della squadra dell’anno precedente, l’obiettivo da raggiungere poteva essere solo la salvezza, per cui ha riposto su di me la fiducia per arrivare ad ottenere tale risultato.

Ho trovato un ambiente di lavoro ottimale, una squadra giovane, ragazzi dediti al lavoro sul campo ed una base logistica eccellente: quello che un allenatore del circuito dilettantistico ha sempre sognato, per cui di buona lena ho iniziato a lavorare e grazie a dei ragazzi eccezionali e ad un presidente che ci tengo a sottolineare grandioso, abbiamo ottenuto quello che ci eravamo prefissati».

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Hai giocato e/o allenato in diverse squadre della zona, dunque sei un profondo conoscitore del movimento calcistico locale: come spieghi i deludenti risultati che hanno portato alla retrocessione o a salvezze stiracchiate diverse delle “nostre” formazioni? E quali, secondo te, i rimedi per uscire da questa situazione?
«Non so se ci possa essere un solo comune denominatore, sta di fatto che fare calcio oggi è un grosso impegno per chi si cimenta nella costruzione di una squadra. Un impegno che non deve essere identificato solo e sempre nella sola disponibilità economica delle Società, ma un insieme di cose in cui devono emergere i veri valori dello sport e soprattutto l’entusiasmo da trasmettere a tutti i ragazzi che fanno parte degli organici di una società di calcio dal settore giovanile alla prima squadra. Inoltre è necessaria tanta competenza e preparazione, senza dare niente per scontato.

Non voglio assolutamente addebitare a qualcuno in particolare le cause di queste retrocessioni e/o essere frainteso, ma voglio sottolineare che andare a vedere una partita dev’essere una festa; bisogna trasmettere ottimismo a tutto l’ambiente, e che ciò che è importante non è tanto il risultato, ma che i ragazzi abbiano dato il massimo, abbiano lottato, e si siano divertiti, facendo divertire il pubblico. Credo che questa sia l’unica medicina per evitare situazioni come quelle a cui sono andate incontro varie squadre della zona. Le vittorie e le sconfitte non corrispondono ai risultati del campo, quelli sono solo una conseguenza. Le vittorie possono essere molteplici, come ad esempio il numero di ragazzi che hanno esordito o la scoperta di un giocatore che avevi dato per finito e invece si è rivelato il contrario, le sconfitte, di contro, sono il numero di abbandoni di ragazzi e dirigenti e gli episodi negativi che non hanno niente a che fare con lo sport».

I tuoi progetti per l’immediato futuro?
«Ancora tutto in alto mare; non nego che mi piacerebbe rimanere a Calangianus per continuare un percorso intrapreso, inoltre sarebbe entusiasmante affrontare il derby della Gallura contro il Tempio neopromossa e incontrare un amico come Giuseppe Cantara con il quale oltre ad essere legato da una profonda amicizia non manca occasione per confrontarci su tematiche riguardanti gli sviluppi e l’evoluzione di questa passione che ci accomuna che è il calcio, ma allo stesso tempo sono consapevole che, come dico spesso agli amici, un allenatore ha sempre la valigia in mano».
Ringraziamo per la disponibilità Ferruccio Terrosu, al quale auguriamo un futuro ricco di soddisfazioni».

Raimondo Meledina

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