• 22 Febbraio 2024
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Nomina di Pais a coordinatore della Lega, Manca (M5s): «Svilito il ruolo super partes del Consiglio regionale»

Michele Pais e Desire Manca
La consigliera del M5s attacca il Presidente del Consiglio regionale, subentrato alla guida del Carroccio in Sardegna al posto del dimissionario Dario Giagoni.

CAGLIARI. «Come si può essere la voce super partes dell’intero Consiglio regionale della Sardegna e allo stesso tempo il coordinatore regionale di un partito? Se lo chiede la consigliera regionale del M5s Desirè Manca sottolineando che «con la nomina di Michele Pais a nuovo coordinatore della Lega in Sardegna si è perso totalmente il senso delle istituzioni democratiche, e svilito la figura giuridica autonoma di presidente del Consiglio regionale, un organo super partes che tutela le prerogative e assicura il pieno e libero esercizio del mandato di tutti i consiglieri regionali».

«Ma già da tempo – evidenzia Manca – il presidente Pais ha dato dimostrazione di ricoprire questo ruolo soltanto per una ristretta parte dei banchi del Consiglio. E adesso Salvini ha ufficializzato un dato di fatto. Condivido pienamente la reazione delle opposizioni che, allo stato attuale, non riusciranno a distinguere la figura a cui si dovranno rivolgere: da oggi in avanti presenteremo le nostre istanze al Presidente della massima Assemblea sarda o al coordinatore della Lega? Sarà difficile, quasi impossibile distinguere i ruoli».

«E di fronte a questo ennesimo scandalo – prosegue la Consigliera – , non mi sorprende il silenzio della maggioranza, d’altronde abituata all’approssimazione, travolta da una valanga di scandali vari, e di fronte a questa nomina dall’alto il silenzio è d’obbligo».

«C’è una grande differenza tra essere ministro o assessore, ovvero nell’essere espressione di una maggioranza politica ed essere rappresentante della più alta istituzione regionale, rappresentante di tutti i sardi. Il presidente Pais – conclude Desirè Manca – non avrebbe dovuto accettare questa carica, sono i sardi a chiederglielo, si dimetta».

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