• 17 Luglio 2026
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Più incendi, ma meno boschi bruciati in Sardegna: primo bilancio della Campagna AIB 2026

Corpo Forestale incendio
Resi noti i dati aggiornati al 16 luglio. Le indagini del Corpo Forestale confermano che i roghi hanno origine quasi sempre da comportamenti dolosi o colposi dell’uomo.

CAGLIARI | 17 luglio 2026. A un mese e mezzo dall’avvio della campagna antincendio boschivo 2026, i dati del consuntivo aggiornati al 16 luglio 2026, pur essendo ancora inevitabilmente parziali, restituiscono un primo elemento incoraggiante: la superficie boschiva percorsa dal fuoco è, allo stato attuale, significativamente inferiore rispetto allo scorso anno, nonostante il numero degli incendi sia aumentato (1.185 contro 1.076) e la superficie complessivamente percorsa dal fuoco si mantenga ben al di sopra della media del periodo 2014-2025 (5.718 ettari, +25%). Sono infatti 212 gli ettari di bosco percorsi dal fuoco, contro i 709 ettari registrati nel 2025.

C’è tuttavia un dato che merita di essere ricordato ogni volta che si parla di incendi boschivi, evidenziano dalla Regione. Le alte temperature, il vento e la siccità possono rendere più rapida e devastante la propagazione del fuoco, ma non lo innescano. A provocare gli incendi, nella stragrande maggioranza dei casi, è l’azione dell’uomo. È questa la conclusione cui giungono, con impressionante continuità da decenni, le indagini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Negli ultimi cinque anni il Corpo forestale ha ricondotto centinaia di incendi a comportamenti colposi e dolosi. Tra le principali cause colpose figurano l’utilizzo imprudente di apparecchi meccanici, elettrici o a fiamma, gli abbruciamenti abusivi di stoppie, la mancata bonifica dei fuochi accesi nelle campagne, la carente manutenzione degli elettrodotti e altre gravi forme di negligenza.

Ancora più significativo è il quadro delle cause dolose, che restituisce l’immagine di un fenomeno criminale tutt’altro che occasionale. Le indagini documentano incendi appiccati per conflitti tra privati, controversie legate al pascolo, piromania, intimidazioni, ritorsioni e altri interessi illeciti. A questi si aggiunge un numero ancora consistente di incendi certamente dolosi per i quali non è stato possibile individuare il movente specifico, a conferma della complessità investigativa del fenomeno.

«Ogni estate si parla, giustamente, di ondate di calore, vento e siccità. Ma non dobbiamo mai dimenticare una verità fondamentale – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi –: il caldo non provoca gli incendi. Il vento non li provoca. La siccità non li provoca. Questi fattori possono renderli più rapidi nella propagazione, più estesi e più difficili da spegnere, ma non ne sono la causa. Nella quasi totalità dei casi gli incendi hanno origine da un comportamento umano, doloso o gravemente imprudente. È questa la vera emergenza sulla quale dobbiamo continuare a concentrare ogni sforzo, attraverso la prevenzione, i controlli e la diffusione della cultura della responsabilità».

Il Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Gianluca Cocco, evidenzia come l’attività investigativa rappresenti uno dei pilastri della strategia regionale di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. «Ogni incendio viene affrontato come una scena del crimine. L’attività investigativa del Corpo forestale non è finalizzata soltanto all’individuazione dei responsabili, ma costituisce uno strumento fondamentale per comprendere il fenomeno, analizzarne le cause e orientare con sempre maggiore efficacia le strategie di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio. È grazie a questo patrimonio di conoscenze, costruito in decenni di indagini, che oggi possiamo affermare con certezza che gli incendi boschivi in Sardegna non sono un evento naturale, ma, nella quasi totalità dei casi, la conseguenza di un comportamento umano».

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