• 29 Settembre 2022
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Taglio dei posti letto nel reparto di Medicina dell’ospedale di Tempio, il sindaco scrive ai vertici regionali

Ospedale di Tempio
La notizia del ridimensionamento è stata divulgata dall’Unione Sarda.

La scure dei tagli potrebbe abbattersi ancora una volta sull’ospedale “Paolo Dettori” di Tempio Pausania. Il sindaco della città Gianni Addis ha infatti comunicato ai concittadini di aver appreso dalle pagine del quotidiano “L’Unione Sarda” la notizia della riduzione dei posti letto nel reparto di Medicina, che da «oggi sarebbero passati dagli attuali 27, a 8».

Per tale ragione ha inviato una lettera di formale dissenso e di richiesta di interventi risolutivi ed urgenti per l’ospedale, condivisa con tutti i Sindaci del territorio dell’Alta Gallura, ai vertici dei Servizi sanitari regionali: Direttore Generale ASL Gallura Marcello Acciaro, Direttore Sanitario ASL Gallura Raffaele De Fazio, Direttore Amministrativo ASL Gallura Michele Baffigo, Direttore Sanitario del Distretto di Tempio Pausania Antonio Francesco Cossu. E per conoscenza alle Istituzioni regionali: Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, Assessore regionale all’Igiene e Sanità Mario Nieddu, Assessore Regionale della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Andrea Biancareddu – al Direttore Generale ARES Sardegna Annamaria Tomasella, al Presidente della Conferenza Socio Sanitaria ASL Gallura Roberto Ragnedda, al Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso e al Presidente ANCI Sardegna Emiliano Deiana.

Il testo della lettera

«Nella mia qualità di Sindaco del Comune di Tempio Pausania e Presidente del Distretto Sanitario, ho il dovere istituzionale di farvi giungere il più assoluto e fermo dissenso delle Istituzioni che rappresento, oltre che il loro massimo allarme per le conseguenze che seguiranno, verso il provvedimento (non noto) di riduzione dei posti letto del reparto di Medicina dell’Ospedale “Paolo Dettori” di Tempio Pausania.

In data odierna, il quotidiano “L’Unione Sarda” nella pagina Olbia e Gallura, riporta la notizia dei drastici tagli dei posti letto che, stando alle informazioni pubblicate, da oggi sarebbero passati dagli attuali 27 a 8.
Dinanzi a tale ennesima scellerata azione dell’Azienda, almeno tre sono i profili che si sottolineano con ormai esasperata determinazione:

1. Innanzitutto si tratta, evidentemente, dell’ennesima grave privazione di servizi sanitari indispensabili che l’Azienda riserva a questa parte di popolazione rimarcando, qualora ve ne fosse la necessità, la ormai chiara volontà di lasciare questo territorio senza assistenza sanitaria.

Alle altrettanto gravi carenze e criticità quotidiane del nostro presidio ospedaliero, già fortemente segnato da pregresse come da recenti improvvide decisioni (chiusura centro trasfusionale), si aggiunge ora questa sciagurata decisione che di fatto sta a significare che i cittadini di questa parte della Gallura non possono avere necessità di assistenza e cure mediche; in altre parole e come detto in precedenti scritti, qui in Alta Gallura è VIETATO STARE MALE.

È persino superfluo sottolineare che tali soluzioni spesso accompagnate da giustificazioni di temporaneità e provvisorietà ma destinate sempre a divenire definitive e irreversibili – peraltro non nuove alla Direzione Sanitaria di questa ASSL -, siano totalmente prive di ogni buon senso e pertanto l’iniziativa in oggetto viene qui ritenuta inaccettabile, inadeguata e contraria al diritto alla salute dei cittadini dell’Alta Gallura.

In una sola eccezionale occasione ho accettato che venissero ridotti a 20 i posti letto del reparto di medicina allorchè in occasione della seconda ondata di contagi da covid-19, questa Azienda intendeva istituire presso l’ospedale un reparto covid non intensivo; per il resto come è a tutti Voi noto, sono sempre stato contrario, insieme agli altri colleghi Sindaci, a qualsivoglia decisione di riduzione di posti letto opponendomi con forza ad ogni privazione e/o limitazione di prestazioni e servizi sanitari posta in atto dall’Azienda.

La disposta riduzione di posti letto si aggiunge e aggrava una situazione già estremamente compromessa, dove l’allarmante peggioramento dei servizi sanitari cittadini (compresi quelli della medicina territoriale), sta determinando di fatto una pressoché totale assenza delle prestazioni sanitarie e quindi pericolo per la vita delle persone.

A Voi, pertanto, la responsabilità di privare scientemente la popolazione di un servizio pubblico essenziale e delle inevitabili nefaste conseguenze che una tale situazione con ogni certezza comporterà.

Siamo tutti consapevoli, e Voi per primi, che “dirottare” i pazienti presso l’Ospedale di Olbia o Sassari (come si legge nel citato odierno articolo) non solo non è la soluzione, ma non risolve nulla e non fa che aggravare la situazione di queste strutture che, al pari di quello di Tempio, vivono una uguale condizione di difficoltà ed emergenza per le stesse carenze, trovandosi impossibilitati a dare ulteriore assistenza oltre a quella che già rendono.

Ancora una volta questa Azienda e con lei la Regione Sardegna, sceglie di non considerare che nel vasto territorio dell’Alta Gallura, l’Ospedale di Tempio rende il servizio per tutti i Comuni della Gallura e anche per le aree limitrofe come l’Anglona e i Comuni di Badesi e Valledoria, in ragione della sua posizione di assoluta centralità rispetto ai tanti Comuni di questo Territorio di cui fanno parte diverse realtà locali, per lo più di piccole dimensioni, le quali necessariamente interagiscono continuamente tra loro al fine di garantire ai propri cittadini la fruizione di tutti i servizi essenziali quale quello sanitario, trovando in quello di Tempio un presidio irrinunciabile.

Sfugge evidentemente a questa Azienda il numero delle persone servite (o che dovrebbero essere servite) dal presidio ospedaliero cittadino, al quale fa capo un bacino di utenti di circa 60.000 persone (donne, uomini, bambini, anziani), coprendo un’area territoriale che va dalla Gallura all’Anglona, senza poter fare a meno di sottolineare con serio allarme che l’assenza dei servizi sanitari in loco costituisce un grave problema anche per l’Istituto penitenziario di Alta Sicurezza presente nel territorio comunale di Tempio Pausania a soli 6 chilometri dall’Ospedale, che conta circa 200 detenuti di cui oltre 50 ergastolani.

In quest’ambito così vasto e reso ancora più complesso da una rete viaria inadeguata, dove la dislocazione dei centri abitati nel territorio è frammentata, disorganica e scarsamente collegata, sono presenti solo dueospedali, quello di Olbia e, appunto, quello di Tempio Pausania (oltre quello di La Maddalena che però, al di là della stagione turistica, serve solo la popolazione dell’Isola), entrambi gravemente sofferenti e resi via via inadeguati da quello che appare sempre più come un nefasto disegno di chiusura che non risparmia più nessuno.

2. Il provvedimento, inoltre, sta a significare anche l’incapacità, ormai acclarata, dell’Azienda e dei suoi vertici che con le loro decisioni hanno portato la condizione dell’Ospedale Paolo Dettori ad un livello di estrema drammaticità.
È di chiara evidenza che a un siffatto provvedimento si è arrivati a causa della persistente inadeguatezza a prevenire i problemi organizzativi e ad individuare per tempo le migliori soluzioni.

Qui infatti non si tratta di criticità oggettive quali la nota carenza di medici, situazione che tra l’altro meriterebbe comunque uno sforzo dell’ingegno da parte di chi è tenuto a dare risposte, maggiore di quanto si è visto fare finora, ma, sempre secondo l’articolo del giornale, il problema a monte del biasimevole provvedimento citato, sarebbe invece l’esiguo numero di infermieri.

A questo punto ci si chiede perché mai l’Azienda al fine di scongiurare il disastro testimoniato dal provvedimento in oggetto, non abbia tempestivamente programmato il reclutamento di infermieri in numero necessario, attingendo dalle graduatorie esistenti e utili, o anche attraverso il ricorso alle agenzie interinali alle quali si è spesso fatto riferimento.

3. Detto questo, è con nuovo rammarico e rinnovata preoccupazione, che mi trovo insieme agli altri Sindaci che condividono la presente, a dover ancora una volta registrare un grave difetto di comunicazione istituzionale da parte dell’Azienda in indirizzo.

Nonostante la gravità della situazione dell’ospedale cittadino e delle urgenti richieste dei Sindaci rinnovate in ogni sede e sempre colpevolmente da parte Vostra rimaste inascoltate, si continua a non dare informazione al Sindaco quale massima autorità sanitaria locale di quanto accade nell’ospedale “Paolo Dettori” e delle decisioni che si intendono adottare, così omettendo di dare un doveroso riscontro formale alle Istituzioni del territorio ugualmente coinvolte insieme alle Aziende sanitarie, seppur per differenti aspetti e competenze, nel servizio sanitario.

Come rappresentante delle Istituzioni e della popolazione di questo territorio, ritengo che sia assolutamente necessario e urgente che si prenda atto della gravità della situazione – da me peraltro già segnalata formalmente, in occasione di numerosi documenti anche recenti rimasti tutti senza esito da parte di queste Istituzioni e in sede di Conferenza socio sanitaria –, e pertanto si invitano le SS.LL. ad adottare ogni provvedimento straordinario e urgente in grado di risolvere la situazione qui rappresentata e a darne immediata comunicazione nonché riscontro.

Le stringenti e urgenti richieste fatte dai Sindaci, ritenute indispensabili e non più rinviabili se davvero si ha a cuore la salute di ogni cittadino, non hanno infatti mai trovato un Vostro neanche minimo cenno di concreta risposta.

Ancora una volta, chiedo, quindi, insieme a tutti i Sindaci del Territorio, di essere costantemente e ufficialmente informato in prma istanza con la tempestività e l’urgenza dettate dalla gravità della situazione in cui versiamo, su ogni circostanza che riguardi i servizi dell’Ospedale cittadino di Tempio Pausania e di dare immediato riscontro sulla attuazione delle presenti richieste e di quelle precedenti rimaste senza soluzione.

In particolare, chiedo ed esigo per il bene della popolazione di questo territorio, che il numero dei posti letto del reparto di medicina venga riportato agli originari 28, tale essendo questo il numero prima che venisse prospettata l’ipotesi di istituire il reparto covid, intenzione peraltro mai attuata. Evidentemente anche in quell’occasione abbiamo assistito ad uno scippo, apparentemente celato da buone intenzioni. Resto in attesa di cortese quanto urgente riscontro.

ll Sindaco, Gianni Addis

Il documento è stato condiviso e firmato dal Sindaco di Aggius Nicola Muzzu; il Sindaco di Aglientu Antonio Tirotto; il Sindaco di Badesi Gian Mario Mamia; il Sindaco di Bortigiadas Nicola Saba; il Sindaco di Calangianus Fabio Albieri; il Sindaco di Luogosanto Agostino Pirredda; il Sindaco di Luras Mauro Azzena; il Sindaco di Santa Teresa Gallura Nadia Matta; il Sindaco di Trinità d’Agultu e Vignola Gian Piero Carta; Il Sindaco di Viddalba Giovanni Andrea Oggiano.

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