• 4 Agosto 2026
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Banari, riaperto al pubblico il Palazzo Tonca

Palazzo Toca Banari
Lo storico edificio torna a vivere come spazio dedicato all’arte e alla cultura. Lo scultore Giuseppe Carta: «È il luogo dell’anima e della memoria».

BANARI | 4 agosto 2026. Il Palazzo Tonca ritorna a essere un punto di riferimento artistico e culturale per Banari e il territorio. L’antico edificio nobiliare in trachite rossa, da sempre “rifugio creativo” dello scultore Giuseppe Carta, è stato riaperto al pubblico lo scorso 1° agosto davanti a una folta platea di persone. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, assieme al maestro e alla sua compagna di vita e di arte Giovanna, il sindaco Francesco Basciu con l’assessora alla Cultura Gerolama Sale, il parroco don Tore Ruzzu e il giornalista Tonino Oppes.

Palazzo Tonca interno

Riconosciuto come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, Giuseppe Carta è stato recentemente insignito del titolo di “Eccellenza artistica nazionale” a Palazzo Montecitorio. Lunghissimo il suo curriculum espositivo, attraverso il quale ha portato la visione delle “Germinazioni” in tutto il mondo, dal Grand Palais di Parigi al Javits Center di New York, al Colosseo di Roma, dal Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli e i castelli svevi della Puglia, dalla Biennale di Venezia  all’Heydar Aliyev Center di Baku fino alle grandi città dell’Australia e della Cina.

Palazzo Tonca Banari 2

«La riapertura di Palazzo Tonca – afferma Carta – è di fondamentale importanza, perché è casa, è vita, è il luogo dell’anima e della memoria. Non è ancora completo nell’allestimento e negli arredi, ma è certamente l’inizio del sogno che ho intenzione di realizzare. Oltre a ritornare ad essere luogo di arte e di cultura, vorrei che divenisse punto di riferimento e di riflessione: attraverso le opere cerco di comunicare la bellezza e al contempo l’imperfezione della Natura con uno sguardo che pone l’accento sulla sua stessa esistenza. Tutte le germinazioni della Terra nutrono non solo corpi ma anime e visioni, sono simboli di speranza ed è per questo motivo che ne esalto e celebro la Vita in ogni possibile contesto».

Giuseppe Carta a Banari opera La prigioniera

Per l’occasione, nello slargo antistante all’ingresso, in via Marongiu, è stata inoltre svelata l’ultima opera dell’artista, definita “La Prigioniera” (vedi foto in alto), una melagrana che tenta di uscire dal blocco di marmo con la volontà di germinare. In sostanza, un invito ai visitatori e una forma di accoglienza che vuole donare speranza.

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