• 21 Aprile 2024
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Cagliari. Truffa da quasi 1 mln di euro, indagate 3 persone e una società di software milanese

Guardia di Finanza Cagliari
Da quanto appurato dalle Fiamme Gialle, avrebbero falsamente certificato, per ottenere finanziamenti comunitari destinati all’isola, l’impiego di personale sardo per la realizzare di un sistema informatico di cyber security.

CAGLIARI. «Truffa aggravata per l’illecito conseguimento di finanziamenti comunitari e connessa responsabilità della persona giuridica per illecito amministrativo dipendente da reato». Queste, all’esito di una complessa indagine condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Cagliari, sono le ipotesi formulate dal Gip del Tribunale di Cagliari e dalla Procura della Repubblica, che hanno portato al sequestro preventivo di 972.342 euro a una società di software – con sede iniziale a Brescia e poi in provincia di Milano.

Al momento, oltre alla società, sono iscritte nel registro degli indagati tre persone. L’attività delle Fiamme Gialle scaturisce dalle investigazioni incentrate sul corretto utilizzo di finanziamenti comunitari sovvenzionati mediante i Pacchetti Integrati di Agevolazioni (P.I.A.) in esecuzione della Programmazione Unitaria 2007-2013 – P.O.R. Sardegna – FESR 2007/2013 (Interventi a sostegno della competitività e dell’innovazione). Fondi che erano stati richiesti ed ottenuti dalla società per la creazione e lo sviluppo di una infrastruttura informatica di sicurezza avanzata, con metodologie e tecnologie di cyber security, denominata “PISDAS” (Piattaforma Integrata Servizi Digitali Avanzati Sicuri).

Becugna copia

«Questa architettura informatica – spiegano i finanzieri – sarebbe dovuta essere stata realizzata attraverso l’utilizzo di risorse umane reperite all’interno del territorio sardo, aventi competenze specialistiche di informatica e telecomunicazioni (analisti e progettisti software, laureati in ingegneria, in fisica o informatica) ed impiegati in una sede stabile ubicata nel territorio regionale».

In base agli esiti delle indagini finora svolte, sarebbe quindi risultato che la società abbia falsamente certificato la realizzazione del software in una unità produttiva avente sede nel territorio della Sardegna e che i ricercatori e tutto il personale impiegato avevano lavorato a Cagliari. Il tutto, costruito attraverso l’esibizione di false documentazione ed attestazioni, che hanno consentito, in tal modo, di far ottenere alla società le prime due tranche di contributo – pari a complessivi 972.342 euro – traendo in inganno i funzionari del Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma Sardegna, deputati all’istruttoria dell’istanza di finanziamento ed al controllo del rispetto dei requisiti previsti nel bando.

Grazie all’intervento delle Fiamme Gialle è stato bloccato l’ulteriore ed ultimo pagamento di 769.356 euro e revocato l’intero contributo.

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