• 23 Aprile 2024
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In Sardegna arrivano i pastori kirghisi per ripopolare le campagne

VISITA IN KIRGHIZISTAN Coldiretti Sardegna
Accordo Coldiretti e Ministero del lavoro del Kirghizistan.

La Sardegna accoglierà un centinaio di pastori kirghisi. L’accordo è stato raggiunto da Coldiretti e Ministero del Lavoro del Kirghizistan, la repubblica ex sovietica più a est che si trova a seimila chilometri dall’Isola. Il progetto pilota prevede l’arrivo di un primo gruppo di kirghisi, di età tra i 18 e i 45 anni, con capacità professionali specifiche nel settore primario. Queste persone – precisa Coldiretti – seguiranno un percorso di formazione ed integrazione nel tessuto economico e sociale della Regione con opportunità anche per le mogli nell’attività dell’assistenza familiare.

L’obiettivo è quello di rafforzare il tessuto produttivo dell’isola e contrastare l’abbandono delle campagne, dove a pesare è anche il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione. Si tratta di un progetto di medio-lungo periodo che porterà all’inserimento di migliaia stranieri, a seconda della domanda, con interventi in tre distretti rurali: Sassari, Barbagie e Sarrabus, con l’aiuto di mediatori culturali.

In Kirghizistan – continua la Coldiretti – è fortemente presente l’attività allevamento con profonde conoscenze dell’attività casearia diffuse competenze soprattutto nella realizzazione di formaggio da latte di pecora ma anche nell’allevamento dei cavalli. Nel Paese sono allevate soprattutto pecore di razza karakul e argali che raggiungono per il maschio adulto sino a 80 chili di peso.

Lo sviluppo del progetto di integrazione sociale dei lavoratori del Kirghizistan in Sardegna è stato possibile grazie alla collaborazione con l’ambasciatore del Kirghizistan in Italia, Taalay Bazarbaev con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro stabile e nel pieno rispetto della legalità sia in termini di servizi sociali che per il mondo produttivo, in particolare quello agro-pastorale. L’accordo – spiega la Coldiretti – prevede contratti di apprendistato e poi contratti a tempo indeterminato con la possibilità di occupare le tante case sfitte nei piccoli centri dell’Isola. Una prima selezione verrà fatta inizialmente dal ministero del lavoro kirghizo che preparerà i bandi per l’individuazione di personale per la Sardegna. Il tutto dopo la firma di un protocollo ufficiale tra Coldiretti e il governo kirghiso, naturalmente con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e di quello dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e foreste.

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