• 3 Luglio 2022
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Incinta perde il bambino, Aou Sassari: la donna «era tranquilla e non presentava segni di sofferenza»

palazzina delle Medicine in viale San Pietro_Clinica Medica

La direzione rende noti i passaggi della verifica interna avviata nella struttura del Materno infantile: «Corretto comportamento al pre triage di Ginecologia e Ostetricia».


SASSARI. Sulla vicenda della giovane 25enne Alessia Nappi che l’8 gennaio scorso ha avuto un aborto spontaneo dopo essere stata respinta – secondo quanto sostenuto dalla donna – dai sanitari del Pronto soccorso ostetrico-ginecologico dell’Aou di Sassari perché priva del responso di un tampone molecolare, è intervenuta in queste ore con una nota stampa la direzione strategica dell’Azienda.

«Lo facciamo adesso perché – spiegano dalla direzione – era necessario completare prima un iter che era stato avviato, cioè l’indagine interna e poi la visita degli ispettori ministeriali e regionali. E lo abbiamo fatto nel rispetto della signora e dei nostri operatori».

«Dall’indagine interna che abbiamo realizzato sulla gestione del caso registrato al pre triage del pronto soccorso di Ginecologia e Ostetricia – sottolinea la direzione – risulta il corretto comportamento dei nostri operatori sanitari».

Infatti, prosegue l’Aou, «è emerso che la signora è arrivata al pre triage del pronto soccorso di viale San Pietro alle ore 12,35, non ha dovuto aspettare, era tranquilla e non presentava segni di sofferenza. Non vengono riferiti cioè né dolori né perdite. Nella struttura, al piano terra erano presenti un’ostetrica e una oss. Dopo la misurazione della temperatura, le sono state poste le domande di rito: se avesse fatto la vaccinazione e se avesse il tampone».

Grazia Niedda 1

Su quest’ultima domanda, la direzione generale precisa che «il tampone non è necessario per accedere alle strutture ambulatoriali e al pronto soccorso, sia generale sia specialistico. Nel caso viene fatto in pronto soccorso. Come da disposizioni ministeriali, il paziente non ha necessità di presentare il green pass o il tampone».

Secondo quanto emerso dall’audit interno, «al pre triage è stato riferito che la signora aveva effettuato un test di gravidanza che indicava una terza settimana. Si tratta di un periodo molto precoce – spiega la direzione aziendale – che non consente di fare una diagnosi certa che, invece, può essere fatta dopo la quinta settimana, con ecografia e prelievo di sangue».

«L’ostetrica che ha raccolto le informazioni – prosegue la direzione – ha contattato il medico di turno e, constatato che non ci fossero gli estremi di una emergenza-urgenza. Ha attribuito alla situazione un codice bianco. Il codice bianco “individua situazioni che dovrebbero essere gestite dal medico di medicina generale, dal ginecologo o dall’ostetrica in ambulatori/consultori”. Alla signora veniva inoltre suggerito, vista la non urgenza, in caso di visita ambulatoriale, la possibilità di eseguire il tampone al box della Ginecologia e Ostetricia, al secondo sottopiano del Palazzo Rosa il lunedì successivo. In caso di accesso urgente al pronto soccorso il tampone nasofaringeo sarebbe stato fatto subito, come da prassi.

Le è stato consigliato quindi di recarsi a casa, in attesa vigile, e di ritornare nel caso fossero presenti dolori e/o perdite. Non è stata prescritta alcuna terapia e non è stata consigliata neanche l’assunzione di una tachipirina. La signora non è mai tornata al pronto soccorso ginecologico per perdite di sangue né presso altri ospedali del nord Sardegna».

Per quanto riguarda la visita degli ispettori regionali e ministeriali, la direzione fa sapere che sarà necessario del tempo per avere i loro report. «Questi – spiegano – saranno finalizzati a produrre azioni migliorative per quanto riguarda percorsi, procedure e protocolli».

«Siamo vicini alla signora – aggiunge la direzione – e, contestualmente, rimarchiamo il fatto che i nostri sanitari hanno sempre agito nel migliore dei modi».

«Esprimiamo inoltre solidarietà nei riguardi dei nostri operatori che in questi giorni sono stati bersaglio di diffamazioni e minacce di morte, delle quali sono stati avvisati prefetto e carabinieri», conclude la direzione.

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Ramagraf