• 11 Agosto 2022
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Il tecnico ozierese Giuseppe Cantara sulla panchina del Tempio

Il neo tecnico del Tempio Giuseppe Cantara

Il tecnico ozierese Giuseppe Cantara sarà l’allenatore dell’US Tempio 1946 nel campionato di Promozione della prossima stagione. In quella appena conclusa Cantara ha guidato la Nuorese in Eccellenza centrando i play off, e dopo le ottime stagioni con Bittese, Ozierese, Ossese ed appunto con i barbaricini, è ormai uno dei mister a cui molte Società guardano con interesse per lo sviluppo dei loro programmi.

«Non ho guardato  la categoria, ma il progetto – queste le sue parole dopo la firma – perché ritengo  fondamentale che alla base di ogni accordo di programma di inizio stagione ci debba essere un progetto serio. Vedo che questi presupposti nel Tempio ci sono tutti,  dunque non ho avuto esitazioni ad accettare la proposta del presidente Sechi ed abbracciare questa nuova esperienza in una buona Società, con trascorsi anche tra i professionisti». Così il mister ozierese, che come sempre ha risposto di buon grado alle nostre domande. Ecco il testo dell’intervista.

Mister, si riparte da un’altra importante piazza: sensazioni ed obiettivi?
«Sensazioni molto positive: dall’esterno ho percepito grande entusiasmo e passione da parte dei tempiesi per la squadra, oltre che un progetto molto serio da parte della Società. A questo aggiungiamo l’organizzazione quasi di livello professionistico che mi ha portato a scegliere il Tempio, considerando anche che si tratta di una delle primissime piazze calcistiche regionali».

La scorsa stagione il campionato di Promozione si è rivelato particolarmente duro ed insidioso e, immaginiamo, in quello prossimo il Tempio vorrà fare la sua bella figura… È già partita la campagna acquisti per riportare i Galletti ai livelli del loro blasone?
«Gli obiettivi sono quelli, attraverso un programma e un progetto ben definito, di provare a riportare il Tempio in quella dimensione calcistica più in linea con la sua storia ed il suo prestigio. Oggi la realtà è il campionato di Promozione, ma la prospettiva alla quale si guarderà col tempo è quella di poter riportare, con i giusti passaggi, la squadra prima in Eccellenza e poi in serie D. Le potenzialità ci sono sempre state e credo che oggi per i giovani soprattutto ci sia una visibilità superiore al passato».

Farina 1

Cosa pensi dello stato dell’arte del calcio sardo?
«La riflessione sul calcio sardo parla di alti e bassi: se da un lato la retrocessione del Cagliari e di tre squadre dalla serie D dipingono un quadro negativo dell’annata, dall’altro la grande stagione di Torres ed Olbia compensano un po’ il bilancio finale. Fare calcio in Sardegna presenta tante difficoltà sul piano logistico ed altri aspetti, anche se negli ultimi anni vedo molti passi in avanti, con strutture rimodernate e Società che provano a migliorare per quanto possibile il loro assetto organizzativo».

Domanda di prammatica: messaggi da trasmettere alle Società che curano o settori giovanili ed ai giovani che fanno calcio?
«Il messaggio che mi sento di esprimere per quanto riguarda i settori giovanili riassume un po’ quello che mi porto dietro da tempo: intanto i ragazzi non vanno mai illusi ma adeguatamente accompagnati nel percorso di crescita che è differente per ognuno. Fino ad una certa età lo sport è libera espressione di ciò che il ragazzo ha nel suo bagaglio personale; poi si potrà lavorare sulla costruzione ed il successivo miglioramento delle sue qualità, evitando però di farlo sentire un campione o, al contrario, inadeguato. Va mantenuto sempre un equilibrio tenendo presente che la sconfitta più grande è rappresentata dall’abbandono dello sport da parte di un giovane; è in quel momento che andrebbe fatta da parte di tutti la più grande riflessione. Le potenzialità ci sono sempre state e confermo che oggi, soprattutto per i giovani, ci sia una visibilità superiore al passato».

Varie ed eventuali?
«Nulla da aggiungere».

Ringraziamo Giuseppe Cantara per la solita disponibilità e cortesia e, riproponendo di sentirlo anche in itinere di stagione, auguriamo a lui ed al suo Tempio i più grandi successi.

Raimondo Meledina