Uil Sardegna: «La partecipazione dei Comuni sardi nel recupero dell’evasione fiscale è inesistente»
Nel 2025 agli enti locali dell’Isola riconosciuti solo 8.395 euro.
CAGLIARI | 26 luglio 2026. «L’evasione fiscale è una piaga anche in Sardegna, ma la partecipazione dei Comuni della nostra isola nel recupero dell’evasione fiscale è inesistente». Lo denuncia la segretaria generale della UIL Sardegna Fulvia Murru commentando i dati di uno studio a cura di Santo Biondo segretario nazionale confederale, del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della UIL sugli incentivi che i Comuni ottengo dalla riscossione delle maggiori somme relative ai tributi erariali.
«L’analisi della Sardegna è significativa perché evidenzia un dato allarmante – sottolinea Murru -: nel 2025 ai Comuni sardi sono stati riconosciuti appena 8.395,51 euro come quota incentivante derivante dal recupero dell’evasione fiscale relativa alle riscossioni 2024».
Il dato è ancora più preoccupante se si guarda ai singoli Comuni. Sassari: 1.641,04 euro; Olbia: 1.012,03 euro; Alghero: 610,11 euro; Golfo Aranci: 476,23 euro; Santa Teresa Gallura: 4.317,61 euro (il dato più alto); Cagliari: appena 125 euro; Serrenti: 23,49 euro.
«Diversi capoluoghi, come Nuoro, Oristano e Carbonia – sottolinea la Segretaria generale –, non compaiono, quindi non hanno recuperato nulla». Ancora più emblematico è il dato della città metropolitana di Cagliari, che con 125 euro è ultima tra le grandi città italiane: Milano supera i 376mila euro, Genova i 406mila, Torino 113mila, Firenze 105mila, mentre persino Roma supera i 10mila euro.
«Questi numeri dimostrano che in Sardegna la partecipazione dei Comuni al recupero dell’evasione fiscale è praticamente inesistente – ribadisce Murru –. Non perché manchi l’evasione, ma perché gli enti locali non sono nelle condizioni di intercettarla e recuperarla. Gli uffici tributi soffrono da anni di carenza di personale, competenze specialistiche e strumenti tecnologici adeguati».
Secondo la Segretaria «è un’occasione persa. Recuperare risorse dall’evasione significa poter investire nella sanità, nei trasporti, nei servizi sociali, nelle scuole e nelle aree interne, senza aumentare la pressione fiscale su lavoratori e pensionati, che le tasse le pagano già fino all’ultimo euro».
Da qui la richiesta di Murru alla Regione e all’ANCI Sardegna «di aprire un confronto per rafforzare gli uffici tributi dei Comuni, favorire la gestione associata dei servizi nei piccoli enti e investire nella digitalizzazione e nella formazione del personale. La lotta all’evasione fiscale è una questione di equità, ma anche una concreta opportunità di sviluppo per la Sardegna».
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in copertina: panorama di Cagliari
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