• 28 Aprile 2026
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Lezione itinerante a Orune per l’Ute di Ozieri

Chiesa di Santa Maria Maggiore Orune
Dalla visita alla chiesa di Santa Maria Maggiore alla scoperta della fonte nuragica, intensa una giornata culturale per gli allievi del “Mannu”.

OZIERI | 28 aprile 2026. Prima la visita alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, poi quella alla fonte sacra di Su Tempiesu, uno dei siti archeologici più suggestivi della Sardegna. Gli allievi dell’Università delle Tre Età “F.I. Mannu” di Ozieri, nei giorni scorsi, sono andati alla scoperta del territorio di Orune. Un’esperienza vissuta con intensa partecipazione, che ha permesso loro di immergersi in un affascinante viaggio tra la cultura, la storia e l’arte di questo affascinante centro del Nuorese.

Chiesa Santa Maria Orune Ute Ozieri

La maestosa chiesa di Santa Maria Maggiore (ricostruita tra il 1848 e il 1855), conosciuta con l’appellativo di “Cappella Sistina della Barbagia”, con i suoi affreschi vibranti e le sue architetture imponenti, che testimoniano l’ingegno e la maestria degli artigiani del passato, ha lasciato i visitatori letteralmente a bocca aperta, suscitando un senso di meraviglia e ammirazione. La guida, il parroco don Andrea Biancu, con la sua profonda conoscenza dell’edificio e la capacità di narrare con passione e coinvolgimento, ha saputo tessere un racconto avvincente delle storie e delle leggende che si intrecciano indissolubilmente con questo luogo di culto.

Su tempiesu orune

Conclusa la visita alla chiesa, lasciato il centro abitato, il gruppo si è diretto verso la fonte sacra di Su Tempiesu, autentico gioiello archeologico di epoca nuragica dedicato al culto delle acque, risalente all’età del Bronzo recente (XIII secolo a.C.). Il sito, magnificamente immerso in un paesaggio mozzafiato che incanta per la sua bellezza selvaggia e incontaminata, ha offerto agli allievi del “Mannu” la possibilità unica di toccare con mano la grandezza e la complessità delle civiltà preistoriche che hanno abitato l’isola.

Anche questa seconda tappa si è rivelata, dunque, un’esperienza di grande valore culturale, ricordando a tutti come l’isola sia, nel suo complesso, una terra ricca di storia, memoria e identità, da conoscere e valorizzare. La lezione itinerante a Orune ha confermato tutto ciò, lasciando al contempo un segno indelebile nei cuori e nelle menti dei visitatori ozieresi, rimasti colpiti da un territorio capace di custodire con autenticità le proprie radici e di raccontarle con orgoglio, attraverso i luoghi, le testimonianze e le tradizioni che ancora oggi ne definiscono l’anima più profonda.

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